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Decreto Sviluppo, approvata la legge

Decreto Sviluppo, approvata la legge

Confermate soglie più alte per gli appalti con procedura negoziata e semplificazioni agli interventi di edilizia privata e riqualificazione

Vedi Aggiornamento del 24/10/2011
di Paola Mammarella
Vedi Aggiornamento del 24/10/2011
08/07/2011 - È legge il decreto sviluppo. Dopo la questione di fiducia, posta mercoledì dal Governo, il Senato ha approvato il testo in seconda battuta, con 162 voti favorevoli, 134 contrari e un astenuto. Il testo conferma i contenuti approvati circa due settimane fa dalla Camera con voto di fiducia.
 
Oltre all’abolizione dei diritti di superficie ventennali sulle zone costiere, passano anche le semplificazioni in edilizia e negli appalti. Argomenti contenuti anche in Italia, luglio 2011, documento del Ministero dell’Economia e delle Finanze contenente una serie di misure per il rilancio.
 
Il decreto sviluppo ha introdotto limiti a riserve, tecniche dilatorie che fanno salire in modo esponenziale il costo finale dell’opera, e opere compensative, richieste per ridurre l’impatto ambientale dell’infrastruttura. Secondo il Ministero dell’Economia, infatti, a causa di questi elementi in Italia per la realizzazione delle opere pubbliche sono finora stati necessari tempi e costi doppi.
 
Il testo ha inglobato anche l’innalzamento della soglia per l’affidamento degli appalti con procedura negoziata e procedura semplificata ristretta, nonché la proposta di non ammettere ribassi del costo del lavoro. Le offerte dovranno infatti essere valutate al netto delle spese per il costo del personale.


Snellite anche le procedure nell’ambito dell’edilizia privata, con disposizioni che spaziano dal silenzio assenso per il rilascio del permesso di costruire ai premi volumetrici concessi in caso di riqualificazione delle aree degradate, tanto da far pensare a una versione rinnovata del Piano Casa.
 
Diverse le reazioni dei gruppi politici, che se da una parte, come nel caso del PdL, hanno giudicato in modo favorevole il provvedimento, considerato capace di assicurare stabilità e tenuta dei conti pubblici malgrado la crisi, dall’altra hanno espresso pareri negativi prevedendo un impatto deludente delle misure.
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