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Alluvioni, geologi: ‘occorre prevenzione e manutenzione del territorio’

Alluvioni, geologi: ‘occorre prevenzione e manutenzione del territorio’

I geologi potrebbero costituirsi parte civile. Gli architetti rilanciano la rigenerazione delle città

Vedi Aggiornamento del 09/10/2013
di Rossella Calabrese
Vedi Aggiornamento del 09/10/2013
08/11/2011 - Dopo il disastro, i soccorsi, il lutto, gli eventi alluvionali che hanno flagellato l’Italia nei giorni scorsi lasciano spazio alle polemiche e alle accuse.
 
I Geologi intervengono sull’alluvione che ha colpito la Liguria: “se un evento si ripete in Liguria ormai regolarmente da tre anni, ed addirittura due volte in dieci giorni, vuol dire che dobbiamo prenderne atto e imparare a conviverci. Ormai queste ‘bombe’ d’acqua possono colpire ogni parte del territorio ligure e, purtroppo, il risultato sarebbe lo stesso”. Lo afferma il ligure Giuliano Antonielli, Consigliere Nazionale dei Geologi, che sin da quando era Presidente dei Geologi liguri continua - con tutti gli altri suoi colleghi, Gian Vito Graziano in testa - a ribadire che prevenzione, attenzione al territorio ed informazione sono le vere ‘vie di fuga’.
 
Della stessa idea i geologi campani, nel commentare il disastro avvenuto a Napoli e in altre città campane. Francesco Peduto, Presidente dell’Ordine dei Geologi della Campania, accusa la mancanza di manutenzione e di prevenzione nelle occasioni, come in questo caso, in cui eventi piovosi eccezionali vengono largamente previsti” e “la mancanza di piani di protezione civile realmente operativi e di piani di emergenza nelle zone ad elevato rischio, previsti dalle normative di settore vigenti”.
 
“Nel nostro Paese - spiega Peduto - nel campo della difesa del suolo, alle carenze normative si sommano l’inerzia e gli inadempimenti delle pubbliche amministrazioni; sia a livello nazionale che regionale, il quadro normativo nel settore non è ancora coerente con gli obiettivi di una moderna politica di salvaguardia e tutela dal dissesto idrogeologico”.
 
I geologi chiedono che la Regione Campania si doti immediatamente di una legge delega di riparto delle competenze in materia di difesa del suolo, demanio idrico e protezione civile, sanando un’inadempienza di oltre un decennio. Il trasferimento di competenze dallo Stato agli enti locali risale al 1998, ma la Campania non ha mai provveduto a legiferare in merito. “Il risultato - continua Peduto - è che da anni in Campania non si riesce a fare nemmeno l’ordinaria manutenzione e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti, con vittime e danni che qui proprio per questo si amplificano anche durante eventi metereologici tutt’altro che eccezionali”.
 
E poichè le denunce non bastano, i geologi stanno valutando con i propri legali di costituirsi parte civile nei vari processi per disastro colposo che seguono le diverse sciagure. È inoltre stato richiesto al Consiglio Nazionale Geologi di portare la protesta davanti al Parlamento e di convocare in quella sede una Conferenza Stampa con Legambiente e tutti i Presidenti degli Ordini Regionali.
 
E anche il Consiglio Nazionale dei Geologi ribadisce l’urgente necessità di “pianificare con la natura e non contro la natura”. “L’autunno è iniziato con i tragici eventi alluvionali del salernitano, di Roma, ancora della Campania, della Liguria, della Toscana e nuovamente in Liguria - ha ricordato Gian Vito Graziano, Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi.
 
“Nell’arco di 20 giorni abbiamo avuto frane, alluvioni, morti, centinaia di sfollati e danni per milioni di euro”. “Dobbiamo essere pronti a combattere contro il nemico che è il dissesto idrogeologico” ha detto Graziano. “Così come furono considerate emergenze quella dei rifiuti a Napoli e quella dell’acqua in Sicilia, credo che anche questa debba essere considerata una vera emergenza nazionale. È necessaria una legge organica di pianificazione del territorio”.
 
Della stessa opinione il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori. “Ancora una volta la tragedia che ha colpito la Liguria dimostra come la manutenzione e gli interventi di prevenzione sul territorio debbano diventare la priorità del nostro Paese” ha detto Leopoldo Freyrie, presidente del Cnappc intervenendo a Torino a DNA.Italia.
 
“Basta con la logica dell’emergenza - ha proseguito Freyrie -, occorre progettare una nuova politica per la rigenerazione delle nostre città e del territorio, grazie alla quale si potrà pensare ad una rigenerazione dell’habitat e quindi della qualità della vita dei cittadini. Gli investimenti per la manutenzione e per i piani di prevenzione devono avere la precedenza su quelli per le grandi infrastrutture”. “Il progetto della rigenerazione delle nostre città e dell’ambiente - ha concluso -, indispensabile per la sicurezza dei cittadini e del territorio, può offrire anche una grande opportunità per il rilancio e lo sviluppo del Paese, rimettendo in moto il settore dell’edilizia, da sempre trainante dell’ intera economia”.

Foto tratta da Youreporter.it

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