
Rinnovabili, la riforma fiscale rivede i finanziamenti
NORMATIVA
Rinnovabili, la riforma fiscale rivede i finanziamenti
In linea agli obiettivi Ue prevista carbon tax per lo sviluppo sostenibile e la diffusione delle fonti alternative
Vedi Aggiornamento
del 12/11/2012
22/03/2012 - Più sostegno alle energie rinnovabili con il ddl delega per la riforma fiscale. Il testo, che venerdì sarà in Consiglio dei Ministri, introduce una “carbon tax” che dovrebbe favorire la green economy.
Il ddl prevede nuove forme di imposizione per preservare e garantire l’equilibrio ambientale, ma anche la definizione di una nuova disciplina che fissi le accise sui prodotti energetici in base al loro contenuto di carbonio.
L’obiettivo del ddl è quindi duplice. Da una parte tende a scoraggiare le energie fossili, dall’altra agevola quelle alternative. I proventi derivanti dalle imposte dovrebbero infatti essere destinati alla revisione del sistema di finanziamento delle rinnovabili.
Come affermato nella relazione illustrativa, la tassazione ambientale è funzionale allo sviluppo sostenibile. Green taxes e Carbon taxes riducono l’impatto delle attività produttive permettendo di sfruttare il doppio dividendo, cioè correggendo le esternalità ambientali e contemporaneamente generando un gettito che può essere destinato al finanziamento di nuovi incentivi.
Gli obiettivi del ddl si pongono in linea alle strategie comunitarie. Al momento, infatti, è in fase di discussione al Consiglio Europeo una proposta di direttiva per la revisione delle accise sui prodotti energetici e la definizione di una carbon tax in grado di finanziare la diffusione delle rinnovabili.
Ad oggi la situazione in Italia è lontana dagli obiettivi comunitari e da quelli ripresi nel ddl delega. Ad esempio, i costi per il sostegno alle rinnovabili sono finanziati unicamente dal prezzo pagato in bolletta per l’energia elettrica. Se, invece, gli oneri per il sostegno alle rinnovabili fossero a carico della fiscalità generale, si attenuerebbero gli effetti ridistributivi negativi.
La situazione migliorerebbe ulteriormente correlando l’entità delle imposte al contenuto di carbonio, in modo da far ricadere sui responsabili delle emissioni nocive i costi per la loro riduzione e il passaggio alle rinnovabili.
Il ddl prevede nuove forme di imposizione per preservare e garantire l’equilibrio ambientale, ma anche la definizione di una nuova disciplina che fissi le accise sui prodotti energetici in base al loro contenuto di carbonio.
L’obiettivo del ddl è quindi duplice. Da una parte tende a scoraggiare le energie fossili, dall’altra agevola quelle alternative. I proventi derivanti dalle imposte dovrebbero infatti essere destinati alla revisione del sistema di finanziamento delle rinnovabili.
Come affermato nella relazione illustrativa, la tassazione ambientale è funzionale allo sviluppo sostenibile. Green taxes e Carbon taxes riducono l’impatto delle attività produttive permettendo di sfruttare il doppio dividendo, cioè correggendo le esternalità ambientali e contemporaneamente generando un gettito che può essere destinato al finanziamento di nuovi incentivi.
Gli obiettivi del ddl si pongono in linea alle strategie comunitarie. Al momento, infatti, è in fase di discussione al Consiglio Europeo una proposta di direttiva per la revisione delle accise sui prodotti energetici e la definizione di una carbon tax in grado di finanziare la diffusione delle rinnovabili.
Ad oggi la situazione in Italia è lontana dagli obiettivi comunitari e da quelli ripresi nel ddl delega. Ad esempio, i costi per il sostegno alle rinnovabili sono finanziati unicamente dal prezzo pagato in bolletta per l’energia elettrica. Se, invece, gli oneri per il sostegno alle rinnovabili fossero a carico della fiscalità generale, si attenuerebbero gli effetti ridistributivi negativi.
La situazione migliorerebbe ulteriormente correlando l’entità delle imposte al contenuto di carbonio, in modo da far ricadere sui responsabili delle emissioni nocive i costi per la loro riduzione e il passaggio alle rinnovabili.