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Edifici a Energia Quasi Zero, Bergamo ripensa il modo di costruire

Edifici a Energia Quasi Zero, Bergamo ripensa il modo di costruire

Focus su case passive e criteri per centrare gli obiettivi europei al Tour di Edilportale e Archiportale

Vedi Aggiornamento del 19/06/2012
di Paola Mammarella
Vedi Aggiornamento del 19/06/2012
17/05/2012 - Ripensare il modo di costruire, puntando in particolar modo sugli edifici esistenti. Se ne è parlato alla tappa Bergamo del Tour Edifici a Energia Quasi Zero, organizzato da Edilportale e Archiportale in collaborazione con Agorà.
 
Secondo Federico Butera, docente del Politecnico di Milano - Dipartimento di scienze e tecnologie dell’ambiente costruito, per la realizzazione di edifici a energia quasi zero è necessario passare dal processo progettuale tradizionale, che va dal progetto agli impianti ed infine alla costruzione, a un nuovo sistema circolare, che partendo da progetto, impianti e valutazioni sulla prestazione energetica, porta ad una costruzione sostenibile.
Perché ciò sia possibile sono indispensabili una serie di competenze per valutare tutte le componenti come sito, facciate, ventilazione naturale, analisi energetica e del comfort termico. In quest’ottica il progetto preliminare è fondamentale per compiere da subito le scelte giuste e ridurre i costi.
Dopo la fase dei grattacieli di vetro energivori occorre pensare a quartieri a energia quasi zero, in cui gli occupanti non siano solo utenti, ma attori che controllano i consumi.
Sarebbe inoltre necessaria, ha affermato Butera, un’azione a tappeto per la riqualificazione dell’esistente, che doveva essere incentivata dalla norme sulla certificazione energetica.

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A detta di Francesco Nesi di Zephir, Zero Energy and Passivhaus Institute for Research, leggendo la direttiva 2010/31/Ue è difficile capire cosa si intenda per edificio quasi zero. Al contrario, la casa passiva è uno standard consolidato, che consente di ridurre i consumi dell' 85-90%, con extracosti del 6-8%.
 
Giuseppe Marchese di Calcestruzzi ha sottolineato come quasi tutti gli edifici esistenti sono stati costruiti prima del 1976, consumando il 36% del totale dell'energia. In un panorama simile, la qualità del calcestruzzo utilizzato implica una serie di vantaggi quali isolamento termico-acustico e permeabilità. A suo avviso, dovrebbe inoltre essere incentivata la rottamazione degli edifici.
 
Si è soffermato sulle competenze anche Alberto Ballardini di Habitech che dopo aver illustrato lo standard Leed, caratterizzato da diversi criteri, che danno diritto a un punteggio, ha posto l’attenzione non tanto sul progetto, quanto sull’impresa che lo realizza.
 
Per Alberto De Vizio di Federcostruzioni, la certificazione energetica in Italia è basata su troppi standard e pochi controlli. Le imprese sono inoltre in fortissimo ritardo sui temi della sostenibilità a causa scarsa sensibilità. Occorre quindi darsi obiettivi realistici, tenendo presente anche le condizioni di crisi in cui versano per i ritardati pagamenti.
 
Concludendo l’incontro, Federico Butera ha infine ricordato che per realizzare un edificio sostenibile non c’è una 'pillola' valida in tutti i casi, ma occorre una 'terapia' personalizzata, a seconda del luogo e della funzione.

I partecipanti al convegno hanno ricevuto gratuitamente il Vademecum “Edifici a Energia Quasi Zero”. La partecipazione dà diritto all’assegnazione di crediti formativi.

Tutti i progettisti che si occupano di edifici sostenibili possono pubblicare i propri progetti nella nuova sezione di Archilovers dedicata agli edifici e energia quasi zero: Archilovers/edificieenergiaquasizero.

I prossimi appuntamenti:
UDINE - 17 maggio 2012
GENOVA - 23 maggio 2012

TORINO - 24 maggio 2012
PARMA - 6 giugno 2012
VERONA - 7 giugno 2012

 
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