Abusivismo edilizio, un mercato da 19 miliardi
19/06/2013 - Se l’edilizia è in crisi, il settore delle costruzioni illegali tiene bene e cresce l’incidenza dell’abusivismo edilizio, che negli ultimi anni ha registrato un fatturato di 19,4 miliardi di euro. È quanto emerge dal rapporto “Ecomafia 2013” di Legambiente, presentato ieri a Roma.
Secondo il presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, quella delle ecomafie è l’unica economia che continua a proliferare anche in un contesto di crisi generale, tanto che si continuano a costruire case abusive quasi allo stesso ritmo mentre il mercato immobiliare legale tracolla.
Il motivo di questo successo sta, sottolinea Cogliati Dezza, nei pochi rischi che si corrono. I reati ambientali vengono puniti per lo più con multe, mentre la demolizione degli edifici è una possibilità remota.
Agli ultimi 18 tentativi di riaprire i termini del condono edilizio, lamenta il presidente di Legambiente, si è aggiunta l’idea di sottrarre alle procure il potere di demolire le costruzioni abusive.
Come si legge nel rapporto di Legambiente, l’incidenza dell’edilizia illegale nel mercato delle costruzioni è passata dal 9% del 2006 al 16,9% stimato per il 2013. Allo stesso tempo, mentre le nuove costruzioni legali sono crollate da 305 mila a 122 mila, quelle abusive hanno subito una leggerissima flessione passando dalle 30 mila del 2006 alle 26 mila nel 2013.
A fare la differenza sono i costi di mercato. Se il costo di costruzione di un alloggio legale è pari a 155 mila euro, un’abitazione illegale può essere realizzata con un terzo dell’investimento, cioè 66 mila euro. Nonostante i bassi costi, se si corresse davvero il rischio della demolizione non si tratterebbe di un affare conveniente, ma tra il 2000 e il 2011 è stato eseguito appena il 10,6% delle 46.760 ordinanze di demolizione emesse dai tribunali.
Un dato che non scoraggia i costruttori di edifici abusivi. Dal 2003 al 2012 sono state infatti 283 mila le nuove case illegali, con un fatturato complessivo di circa 19,4 miliardi di euro.
Contro i reati ambientali si è pronunciato anche il Ministro dell'Ambiente Andrea Orlando che ha reso noto l'avvio di un piano per monitorare e bonificare le discariche abusive, evitando le sanzioni dell'Unione Europea, e la costituzione presso il Ministero di un gruppo di lavoro per il contrasto a fenomeni di criminalità ai danni dell'ambiente.