Add Impression
Network
Pubblica i tuoi prodotti
Legambiente: ancora troppi gli abusi edilizi sulle aree demaniali

Legambiente: ancora troppi gli abusi edilizi sulle aree demaniali

Rapporto ‘Mare Monstrum’: tanti gli scempi edilizi vista mare, nonostante gli abbattimenti; il Parlamento respinga i tentativi di condono

Vedi Aggiornamento del 18/02/2022
di Rossella Calabrese
Vedi Aggiornamento del 18/02/2022
26/06/2013 - Abusivismo edilizio sul demanio, scarichi fognari e inquinamento da idrocarburi, depuratori difettosi, violazioni alle norme sulla nautica da diporto e al codice di navigazione, pesca di frodo.
 
Sono questi gli illeciti ai danni del mare e delle coste italiane, rilevati da Legambiente nel suo rapporto annuale Mare Monstrum, presentato qualche giorno fa a Roma, in occasione della partenza della Goletta Verde e della Goletta dei laghi 2013 che monitoreranno lo stato di salute dei mari, delle coste e dei laghi italiani.

Rispetto al 2011 gl illeciti sono aumentati del 2,8%, e addirittura del 14,4% rispetto al 2010. Sono cresciuti i reati (13.518, pari a 1,8 illeciti per chilometro di costa), le persone denunciate (16.092) e i sequestri, ben 4.076. Oltre la metà dei reati si è consumata nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa - nell’ordine: Campania, Sicilia, Puglia e Calabria - seguite dalla Sardegna e dal Lazio.
 
L’abusivismo edilizio sulle aree demaniali continua ad attestarsi su valori elevati, anche se in flessione rispetto al 2011: 2.864 illeciti, 4.615 persone denunciate e 1.491 sequestri. Nei giorni scorsi, a Realmonte, sulla costa agrigentina, sono stati abbattuti l’ecomostro di Scala dei Turchi e i tre scheletri di Lido Rossello, a coronamento di una battaglia ventennale di Legambiente da cui partirono in entrambi i casi le denunce.
 
Ma nonostante gli abbattimenti, resistono gli ecomostri della Top five di Mare Monstrum, quelli che Legambiente chiede di demolire con corsia preferenziale perché sono tra i peggiori esempi dello scempio edilizio vista mare. Sono gli scheletri di Pizzo Sella a Palermo, delle 35 ville nell’area archeologica di capo Colonna a Crotone, dell’albergo sulla scogliera di Alimuri a Vico Equense, del villaggio di Torre Mileto a Lesina in provincia di Foggia. A cui si aggiungono gli otto scheletri che ancora campeggiano sulla collina a Quarto Caldo nel Parco nazionale del Circeo.

E resistono anche le mega lottizzazioni abusive che violentano le coste del Salento, della Sicilia e dell’Abruzzo, le migliaia di ville che continuano a sorgere  a Ischia, sul litorale Domizio Flegreo, sulla costa cilentana e su quella amalfitana in Campania, i lidi di cemento che colonizzano le coste del Lazio. Senza dimenticare i villaggi turistici della ‘ndrangheta che si sono impadroniti del mare calabrese.

Tra i nemici del mare - spiega Legambiente -, c’è anche la brutta tradizione delle spiagge negate, interi tratti di arenile interdetti ai cittadini perché di fatto privatizzati dagli stabilimenti balneari - sono 12mila i lidi sulle coste italiane, uno ogni 350 metri di spiaggia, che pagano canoni demaniali irrisori a fronte di lauti guadagni - e quella delle spiagge occupate, dove chioschi, ristoranti e solarium rimangono in pianta stabile a dispetto della legge che prevede che a fine stagione debbano essere rimossi. Infine la proliferazione dei porti turistici, che spuntano come funghi e spesso nascondono gigantesche speculazioni immobiliari.

“L’aumento dei reati rilevati - dichiara il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza - è frutto dell’attività di contrasto svolta dalle forze dell’ordine e dalle Capitanerie di Porto ma, allo stesso tempo, rappresenta un segnale preoccupante della recrudescenza delle attività illecite in un periodo di crisi economica. Per questo è importante non abbassare la guardia rispetto a tutte le forme di illegalità e di vilipendio del territorio, a cominciare dall’abusivismo edilizio, e a questo proposito sollecitiamo il Parlamento a respingere i reiterati tentativi di condono. A Parlamento e Governo chiediamo un forte impegno nel combattere le costruzioni illegali e la messa a punto di un piano di contrasto che renda gli abbattimenti rapidi ed efficaci”.
 
Le più lette