20/01/2015 - Puntare su sostenibilità, qualità gestionale, qualità di processo e innovazione tecnologia per uscire dalla crisi; in pratica
rilanciare l’edilizia attraverso la qualità.
Questa la soluzione principale presentata da Federcostruzioni nel corso del convegno "Mercati nuovi per nuovi imprenditori" che ha visto anche la partecipazione del presidente dell'Ance,
Paolo Buzzetti, del presidente del Cnr,
Luigi Nicolais, del presidente del Consiglio nazionale degli Ingegneri,
Armando Zambrano, del direttore del Cresme,
Lorenzo Bellicini, oltre a numerosi esperti e operatori del mondo economico e bancario.
In occasione del convegno Federcostruzioni ha lanciato “
un decalogo per sostenere la qualità delle costruzioni in Italia”, contenente dieci proposte per rendere il mercato edile italiano un’eccellenza.
1) Garantire un clima di effettiva
legalità;
2) Razionalizzare e rendere più efficace il sistema dei controlli;
3) Promuovere a livello nazionale ed europeo l’introduzione di una standardizzazione dei criteri e degli strumenti di valutazione degli attestati di qualità;
4) Sostenere i processi di
innovazione tecnologica;
5) Incentivare i processi di integrazione e convergenza tecnologica;
6) Regolamentare l’applicazione di prodotti e innovazioni certificate;
7) Realizzare un
efficientamento della macchina burocratica dello Stato perseguendo il duplice obiettivo di ridurre gli elevati oneri diretti e di semplificare norme e regole;
8) Introdurre un efficace sistema di analisi costi-benefici degli investimenti e modificare l’attuale
sistema degli appalti che privilegia il prezzo a scapito della qualità con effetti devastanti sul tessuto delle imprese, disincentivando la crescita tecnologica e gli investimenti produttivi;
9) Restituire centralità alla
fase progettuale;
10) Intervenire per ridurre in maniera strutturale il peso eccessivo del costo dell’energia.
“E’ una chiamata a raccolta per tutto il sistema imprenditoriale pronto a cogliere la sfida che viene da un diverso modo di progettare, costruire e recuperare”, ha sottolineato il presidente di Federcostruzioni
, Rudy Girardi, “perché la qualità non deve rimanere solo un buon proposito, ma
diventare una prassi consolidata”.
Condizione necessaria perché ciò avvenga, secondo Girardi, è che le Amministrazioni pubbliche assicurino un
quadro normativo chiaro, univoco e compatibile con tale obiettivo per stimolare la realizzabilità delle opportunità connesse a un più alto livello qualitativo delle costruzioni. Puntare sulla qualità delle costruzioni rappresenta “un’opportunità di crescita per tutto il settore delle costruzioni, con effetti positivi sull’intero sistema Paese”.
Infatti i dati dell’indagine Cresme, presentata nel corso del convegno, evidenziano come l’Italia sia in
forte ritardo rispetto all’Europa continentale sul piano della qualità degli investimenti in infrastrutture, a causa di
tempi troppo lunghi, costi elevati e burocrazia a livelli patologici.
Secondo
Lorenzo Bellicini, direttore del Cresme, il mercato delle costruzioni italiane sta affrontando un periodo molto duro evidenziato dal fatto che con un terzo delle imprese di costruzioni italiane rischia il default.
Inoltre dal 2008 al 2014 si sono
persi 55 miliardi di investimenti nel mercato delle costruzioni, oltre un terzo del valore complessivo. Un mercato che nel 2014 vale 170 miliardi e che oggi è composto per oltre il 70% di manutenzione ordinaria, straordinaria e riqualificazione.
Tuttavia sempre il Cresme ha riferito che il 2015 sarà “l'anno in cui si aprirà il settimo ciclo edilizio dal dopoguerra”; ciò è auspicato dai segali positivi che vengono dalla
crescita del valore delle gare di appalto con un più 50% rispetto al 2013 e del
numero delle compravendite immobiliari nel terzo trimestre di quest'anno (+4%).
Per il presidente dell'Ance,
Paolo Buzzetti, è necessario accompagnare questi segnali positivi con
investimenti pubblici in campi come la sicurezza del territorio e la manutenzione del patrimonio pubblico, iniziando da scuole e interventi di riqualificazione urbana.
Un’altra azione concreta verso la ripresa per Buzzetti è la razionalizzazione del sistema impositivo sulla casa
verso un' unica local tax in grado di dare certezza al mercato immobiliare, che da sempre costituisce un fattore essenziale di qualunque possibile concreta ripresa economica.