12/05/2015 - Per superare la crisi e riuscire a competere in un mercato che richiede prestazioni sempre più elevate bisogna
puntare sull’innovazione.
Questa la convinzione dei
Giovani imprenditori edili dell’Ance, che hanno ragionato su questo tema nel corso del loro
XVI Convegno nazionale, “Oggi è già domani”, che si è svolto alla Triennale di Milano. Presenti all’evento, oltre al presidente dei Giovani costruttori,
Filippo Delle Piane, e al presidente Ance,
Paolo Buzzetti, numerosi imprenditori, amministratori locali, docenti universitari e rappresentanti del mondo dell’economia e della cultura.
La tesi dei giovani imprenditori edili è supportata dai risultati di una
ricerca realizzata dal Centro Studi dell’Ance per l’occasione. Il documento infatti mette in evidenza le trasformazioni che la crisi ha imposto all’organizzazione dell’attività d’impresa e sui nuovi modelli di sviluppo.
Secondo lo studio dell’Ance circa 68 mila imprese sono uscite dal mercato a causa della crisi eppure ci sono state delle aziende edili che hanno avviato processi d’innovazione, migliorando la
flessibilità aziendale e la capacità organizzativa.
L’indagine mostra come solo le aziende che
hanno cambiato qualcosa (chi l’organizzazione aziendale, chi il mercato di riferimento, chi la filiera del prodotto), sono riuscite a ottenere risultati positivi negli anni più duri per il settore e per l’economia del Paese.
Tre le principali
strategie anticrisi evidenziate nel documento: rafforzamento delle struttura interna, maggiore qualità del lavoro e miglioramento dell’immagine dell’impresa.
Molte imprese hanno puntato al
rafforzamento della struttura interna:
- il 100% ha effettuato investimenti specifici. Sono state create divisioni ad hoc per la gestione dei processi produttivi e il coordinamento dei cantieri;
- il 90% delle imprese ha puntato sul personale;
- l’86% ha introdotto politiche di ottimizzazione e contenimento dei costi.
Per potenziare la
qualità lavorativa il 64% delle imprese ha ritenuto di centrale importanza le risorse umane. Le azioni intraprese hanno riguardato il rafforzamento della formazione e della sicurezza sul lavoro e l'aumento di risorse professionali con elevate competenze e flessibilità.
Per migliorare l’immagine d’impresa il 40% delle aziende ha considerato come fattore di forza l’immagine dell’impresa sul mercato e il 95% delle imprese ha conseguito certificazioni di qualità ambientale, sicurezza, responsabilità sociale.