
Dissesto idrogeologico, ecco l’elenco dei primi 33 cantieri antiemergenza
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AMBIENTE
Dissesto idrogeologico, ecco l’elenco dei primi 33 cantieri antiemergenza
Disponibili 654 milioni di euro per gli interventi a Venezia, Padova, Cesenatico, Olbia, Bologna, Genova, Milano, Firenze e Pescara
Vedi Aggiornamento
del 08/07/2019

Vedi Aggiornamento del 08/07/2019
22/10/2015 - È stato pubblicato dalla task force Italiasicura l’elenco dei cantieri pronti ad essere aperti, per la prevenzione delle alluvioni e contro il dissesto idrogeologico.
Il DPCM contiene gli elenchi puntuali (Tabella A) delle opere da realizzare per rendere più sicure le principali città italiane dal rischio rappresentato dalle alluvioni, con una progettazione definitiva o esecutiva che le rende tempestivamente cantierabili.
Nel provvedimento ci sono anche le risorse per i primi 33 cantieri antiemergenza (Tabella B), dei 132 complessivi che compongono il Piano città metropolitane, interventi per Genova, Olbia, Milano, Firenze, Padova, Pescara, Bologna e Venezia.
Vengono individuate le risorse disponibili per la realizzazione delle opere, 654 milioni di euro che, dopo la firma degli accordi di programma quadro fra Stato e Regioni, prevista entro la fine del mese, saranno trasferiti nelle casse dei Presidenti di Regione - Commissari di Governo per l’avvio delle procedure di gara e l’apertura dei cantieri per i primi 33 interventi contro le alluvioni.
Per gli ulteriori 99 interventi (Tabella C nel testo del DPCM) per un valore di oltre 600 milioni di euro, c’è l’impegno del Governo nel reperire le risorse utili al completamento del finanziamento per tutte le opere previste dall’intero Piano Città metropolitane.
Nel DPCM c’è poi un elenco di 5 interventi (Tabella D), con una progettazione ancora non definitiva, che potranno comunque accedere all’apposito Fondo per la progettazione, perché ritenuti dalle Regioni comunque prioritari e urgenti.
“È comunque utile ribadire - spiega Italiasicura - che la realizzazione di opere per la prevenzione del rischio idrogeologico non si misura in secondi, minuti e ore ma richiede mesi e spesso anni di cantiere per ridurre il rischio che le nostre città si ritrovino a contare i danni di un alluvione o, peggio ancora, a piangerne le vittime. Il DPCM è la conferma della scelta fatta da Palazzo Chigi di investire concretamente nella prevenzione dalle frane e dalle alluvioni, realizzando interventi strutturali mirati alla sicurezza dei cittadini”.
Il DPCM contiene gli elenchi puntuali (Tabella A) delle opere da realizzare per rendere più sicure le principali città italiane dal rischio rappresentato dalle alluvioni, con una progettazione definitiva o esecutiva che le rende tempestivamente cantierabili.
Nel provvedimento ci sono anche le risorse per i primi 33 cantieri antiemergenza (Tabella B), dei 132 complessivi che compongono il Piano città metropolitane, interventi per Genova, Olbia, Milano, Firenze, Padova, Pescara, Bologna e Venezia.
Vengono individuate le risorse disponibili per la realizzazione delle opere, 654 milioni di euro che, dopo la firma degli accordi di programma quadro fra Stato e Regioni, prevista entro la fine del mese, saranno trasferiti nelle casse dei Presidenti di Regione - Commissari di Governo per l’avvio delle procedure di gara e l’apertura dei cantieri per i primi 33 interventi contro le alluvioni.
Per gli ulteriori 99 interventi (Tabella C nel testo del DPCM) per un valore di oltre 600 milioni di euro, c’è l’impegno del Governo nel reperire le risorse utili al completamento del finanziamento per tutte le opere previste dall’intero Piano Città metropolitane.
Nel DPCM c’è poi un elenco di 5 interventi (Tabella D), con una progettazione ancora non definitiva, che potranno comunque accedere all’apposito Fondo per la progettazione, perché ritenuti dalle Regioni comunque prioritari e urgenti.
“È comunque utile ribadire - spiega Italiasicura - che la realizzazione di opere per la prevenzione del rischio idrogeologico non si misura in secondi, minuti e ore ma richiede mesi e spesso anni di cantiere per ridurre il rischio che le nostre città si ritrovino a contare i danni di un alluvione o, peggio ancora, a piangerne le vittime. Il DPCM è la conferma della scelta fatta da Palazzo Chigi di investire concretamente nella prevenzione dalle frane e dalle alluvioni, realizzando interventi strutturali mirati alla sicurezza dei cittadini”.
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