
Ancora uno stop per il nuovo Conto Termico
NORMATIVA
Ancora uno stop per il nuovo Conto Termico
Le Regioni chiedono un anticipo dell’incentivo alle Amministrazioni prima di appaltare i lavori, in crescita le richieste di accesso al vecchio bonus
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del 12/04/2016

14/01/2016 - Cresce il ritardo per l’approvazione del nuovo Conto Termico. È ancora in alto mare il nuovo sistema di incentivi messo a punto a novembre 2015, mentre il termine per l’approvazione del decreto era stato fissato al 31 dicembre 2014.
In attesa delle nuove regole, alla fine dell’anno sono aumentate le richieste di accesso al vecchio sistema di incentivi. A fare il punto della situazione è il Gestore dei servizi energetici (GSE), che il 1° gennaio 2016 ha aggiornato il contatore dell’andamento dei bonus.
Le Regioni hanno chiesto che le amministrazioni pubbliche possano prenotare l'incentivo e avere un anticipo fino al 35% dell’importo nel momento in cui individuano gli interventi da realizzare, ma prima di aver avviato la procedura per appaltare i lavori. È stato inoltre proposto di includere tra i beneficiari gli enti privati non soggetti a Ires, come onlus, associazioni, fondazioni e imprese sociali.
Nel nuovo Conto Termico, oltre agli interventi di isolamento termico, sostituzione delle chiusure, degli impianti e installazione di schermature solari, entrano la trasformazione in “edifici a energia quasi zero”, la sostituzione dei sistemi per l’illuminazione con dispositivi efficienti e l’installazione di sistemi di building automation.
L’incentivo nella maggior parte dei casi coprirà il 40% dell’investimento e sarà spalmato in un periodo compreso tra i 2 e i 5 anni. Il bonus salirà al 65% per la trasformazione in “edificio a energia quasi zero” e sostituzione dei sistemi di illuminazione con dispositivi efficienti. È inoltre previsto un incentivo pari al 50% per gli interventi di isolamento termico delle superfici opache realizzati nelle zone climatiche E e F. Se all’isolamento termico delle superfici opache sarà abbinata la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale, verrà riconosciuto un incentivo pari al 55% a entrambi gli interventi. Sono inoltre previste procedure semplificate per la richiesta degli incentivi.
Sull’argomento l’on. Ermete Realacci ha presentato ieri un’interrogazione alla Camera. Oltre a sottolineare il ritardo accumulato nell’approvazione del nuovo Conto Termico, Realacci ha ricordato che migliorando l’efficienza energetica degli edifici pubblici, che attualmente costano 5 miliardi di euro annui, i consumi verrebbero ridotti di un terzo. Visti gli accordi sottoscritti alla COP21 di Parigi per il contrasto al cambiamento climatico, Realacci ha chiesto al Governo se, per rispettare gli impegni presi, intenda avviare una struttura di missione per l’efficienza energetica, come già fatto per il dissesto idrogeologico e lo sviluppo delle infrastrutture idriche.
L’impegno di spesa annua cumulata per il 2016 è pari a 23,49 milioni di euro, di cui 4,20 milioni di euro (dei 200 mln. disponibili) riconducibili alle Amministrazioni pubbliche e 19,29 milioni di euro (dei 700 mln. disponibili) a soggetti privati.
L’impegno di spesa annua cumulata per il 2017 è pari a 7,73 milioni di euro, di cui 0,60 milioni di euro riconducibili alle Amministrazioni pubbliche e 7,13 milioni di euro a soggetti privati.
Nel 2015, invece, l’impegno di spesa annua cumulata per il 2015 si è attestato a 19,12 milioni di euro, di cui 14,52 milioni di euro per i privati e 4,6 milioni di euro per le Amministrazioni pubbliche.
In generale, solare termico e generatori a biomasse costituiscono il 94% degli interventi realizzati.
Ricordiamo che il Conto Termico incentiva la produzione di energia termica da fonti rinnovabili e i piccoli interventi di efficienza energetica con uno stanziamento di 900 milioni di euro annui, 700 per privati e imprese e 200 per le amministrazioni pubbliche.
In attesa delle nuove regole, alla fine dell’anno sono aumentate le richieste di accesso al vecchio sistema di incentivi. A fare il punto della situazione è il Gestore dei servizi energetici (GSE), che il 1° gennaio 2016 ha aggiornato il contatore dell’andamento dei bonus.
Il Nuovo Conto Termico accumula altro ritardo
La bozza del decreto del Ministero dello Sviluppo Economico ha subìto una nuova battuta d’arresto in Conferenza delle Regioni, che a dicembre ha posto una condizione al via libera.Le Regioni hanno chiesto che le amministrazioni pubbliche possano prenotare l'incentivo e avere un anticipo fino al 35% dell’importo nel momento in cui individuano gli interventi da realizzare, ma prima di aver avviato la procedura per appaltare i lavori. È stato inoltre proposto di includere tra i beneficiari gli enti privati non soggetti a Ires, come onlus, associazioni, fondazioni e imprese sociali.
Nel nuovo Conto Termico, oltre agli interventi di isolamento termico, sostituzione delle chiusure, degli impianti e installazione di schermature solari, entrano la trasformazione in “edifici a energia quasi zero”, la sostituzione dei sistemi per l’illuminazione con dispositivi efficienti e l’installazione di sistemi di building automation.
L’incentivo nella maggior parte dei casi coprirà il 40% dell’investimento e sarà spalmato in un periodo compreso tra i 2 e i 5 anni. Il bonus salirà al 65% per la trasformazione in “edificio a energia quasi zero” e sostituzione dei sistemi di illuminazione con dispositivi efficienti. È inoltre previsto un incentivo pari al 50% per gli interventi di isolamento termico delle superfici opache realizzati nelle zone climatiche E e F. Se all’isolamento termico delle superfici opache sarà abbinata la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale, verrà riconosciuto un incentivo pari al 55% a entrambi gli interventi. Sono inoltre previste procedure semplificate per la richiesta degli incentivi.
Sull’argomento l’on. Ermete Realacci ha presentato ieri un’interrogazione alla Camera. Oltre a sottolineare il ritardo accumulato nell’approvazione del nuovo Conto Termico, Realacci ha ricordato che migliorando l’efficienza energetica degli edifici pubblici, che attualmente costano 5 miliardi di euro annui, i consumi verrebbero ridotti di un terzo. Visti gli accordi sottoscritti alla COP21 di Parigi per il contrasto al cambiamento climatico, Realacci ha chiesto al Governo se, per rispettare gli impegni presi, intenda avviare una struttura di missione per l’efficienza energetica, come già fatto per il dissesto idrogeologico e lo sviluppo delle infrastrutture idriche.
Vecchio Conto Termico, aumentano le domande di incentivo
Secondo i dati diffusi dal GSE, che sono focalizzati sulla procedura di accesso diretto agli incentivi, al 1° gennaio 2016 risultano ammesse all’incentivo 15.764 richieste, 830 in più rispetto al mese precedente, per un totale di incentivi complessivamente impegnati pari a 56,4 milioni di euro, di cui 45,6 milioni di euro riconducibili ad interventi effettuati da soggetti privati e 10,8 milioni di euro ad interventi effettuati da Amministrazioni pubbliche.L’impegno di spesa annua cumulata per il 2016 è pari a 23,49 milioni di euro, di cui 4,20 milioni di euro (dei 200 mln. disponibili) riconducibili alle Amministrazioni pubbliche e 19,29 milioni di euro (dei 700 mln. disponibili) a soggetti privati.
L’impegno di spesa annua cumulata per il 2017 è pari a 7,73 milioni di euro, di cui 0,60 milioni di euro riconducibili alle Amministrazioni pubbliche e 7,13 milioni di euro a soggetti privati.
Nel 2015, invece, l’impegno di spesa annua cumulata per il 2015 si è attestato a 19,12 milioni di euro, di cui 14,52 milioni di euro per i privati e 4,6 milioni di euro per le Amministrazioni pubbliche.
In generale, solare termico e generatori a biomasse costituiscono il 94% degli interventi realizzati.
Ricordiamo che il Conto Termico incentiva la produzione di energia termica da fonti rinnovabili e i piccoli interventi di efficienza energetica con uno stanziamento di 900 milioni di euro annui, 700 per privati e imprese e 200 per le amministrazioni pubbliche.