
Soa, cancellato l’obbligo di sede legale in Italia
NORMATIVA
Soa, cancellato l’obbligo di sede legale in Italia
Approvato in Consiglio dei Ministri il disegno di legge ‘Europea 2015’ per la chiusura delle procedure di infrazione
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del 27/07/2017

19/01/2016 - Eliminato l’obbligo di stabilire la sede legale in Italia a carico delle Società organismo di attestazione (SOA).
La novità è contenuta nel ddl “Europea 2015”, approvato dal Consiglio dei Ministri, che ora inizierà l’iter in Parlamento.
Verrà così modificato l’articolo 64, comma 1, del Regolamento attuativo del Codice Appalti (Dpr 207/2010), che invece prevede l’obbligo di stabilire in Italia la sede legale.
La disposizione è stata oggetto della procedura di infrazione 2013/4212 da parte della Commissione Europea e l’Italia è corsa ai ripari.
L’errore nell’impostazione della normativa italiana è stato sottolineato anche dalla Corte di Giustizia Europea, che ha spiegato come solo le società con poteri decisionali connessi all’esercizio dei poteri pubblici devono stabilire la sede legale sul territorio nazionale di appartenenza. Secondo la Corte Ue, le SOA, al contrario, sono imprese a scopo di lucro che esercitano le loro attività in condizioni di concorrenza e che non dispongono di alcun potere decisionale connesso all’esercizio di poteri pubblici. In questo contesto, imporre il luogo in cui deve essere stabilita la sede legale rappresenta una ingiustificata limitazione della libertà.
L’attestazione SOA è la certificazione obbligatoria per la partecipazione a gare d’appalto per l’esecuzione di appalti pubblici di lavori, ovvero un documento necessario e sufficiente a comprovare, in sede di gara, la capacità dell’impresa di eseguire, direttamente o in subappalto, opere pubbliche di lavori con importo a base d’asta superiore a 150 mila euro.
La novità è contenuta nel ddl “Europea 2015”, approvato dal Consiglio dei Ministri, che ora inizierà l’iter in Parlamento.
SOA, sede legale anche all’estero
In base alla nuova norma, le SOA avranno l’obbligo di avere in Italia una sede qualsiasi, anche solo operativa, mentre la sede legale potrà essere stabilita in un altro Paese dell’Unione.Verrà così modificato l’articolo 64, comma 1, del Regolamento attuativo del Codice Appalti (Dpr 207/2010), che invece prevede l’obbligo di stabilire in Italia la sede legale.
La disposizione è stata oggetto della procedura di infrazione 2013/4212 da parte della Commissione Europea e l’Italia è corsa ai ripari.
L’errore nell’impostazione della normativa italiana è stato sottolineato anche dalla Corte di Giustizia Europea, che ha spiegato come solo le società con poteri decisionali connessi all’esercizio dei poteri pubblici devono stabilire la sede legale sul territorio nazionale di appartenenza. Secondo la Corte Ue, le SOA, al contrario, sono imprese a scopo di lucro che esercitano le loro attività in condizioni di concorrenza e che non dispongono di alcun potere decisionale connesso all’esercizio di poteri pubblici. In questo contesto, imporre il luogo in cui deve essere stabilita la sede legale rappresenta una ingiustificata limitazione della libertà.
SOA, cosa sono e come funzionano
Le Società organismo di attestazione sono società private autorizzate dall’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) a rilasciare l’attestazione SOA alle imprese che ne fanno richiesta.L’attestazione SOA è la certificazione obbligatoria per la partecipazione a gare d’appalto per l’esecuzione di appalti pubblici di lavori, ovvero un documento necessario e sufficiente a comprovare, in sede di gara, la capacità dell’impresa di eseguire, direttamente o in subappalto, opere pubbliche di lavori con importo a base d’asta superiore a 150 mila euro.