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Professionisti europei, lavorare all’estero sarà più facile

Professionisti europei, lavorare all’estero sarà più facile

In arrivo la Tessera professionale europea e la possibilità di accesso parziale a una professione in base alle qualifiche possedute

Vedi Aggiornamento del 27/03/2018
Professionisti europei, lavorare all’estero sarà più facile
di Paola Mammarella
Vedi Aggiornamento del 27/03/2018
08/01/2015 - Si alleggeriscono i requisiti richiesti per il riconoscimento delle qualifiche professionali per i professionisti che intendono prestare all’estero servizi temporanei e occasionali.
 
Il Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) con la circolare 3685/2015 ha spiegato alcuni contenuti del decreto che recepirà, entro il 18 gennaio 2016, la Direttiva 2013/55/UE sul riconoscimento delle qualifiche professionali all’interno dell’Unione Europea.
 
Il testo, che ha avuto il via libera dalle competenti Commissioni del Senato e deve ora incassare l’ok alla Camera, regola anche la Tessera professionale europea (EPC) e introduce l’accesso parziale, cioè la possibilità di esercitare solo alcune mansioni di una determinata professione. Elementi pensati per aumentare la concorrenza includendo professionisti che prima sarebbero stati esclusi dalla possibilità di operare in Italia.
 
Come già stabilito dal D.lgs 206/2007, il nuovo decreto prevede che la libera prestazione di servizi non può essere limitata per ragioni attinenti alle qualifiche professionali se il professionista è legalmente stabilito in un altro Stato membro per esercitarvi la corrispondente professione e se lo spostamento è temporaneo e occasionale. Se nello Stato di origine la professione non è regolamentata, il professionista deve dimostrare di aver esercitato la professione almeno per un anno (non più due) nei dieci anni precedenti.
 
Anche quando il professionista che si sposta per la prima volta da un altro Stato membro deve inviare la documentazione preventiva al Mise, l’esperienza pregressa da dichiarare passa da due a un anno.
 
Per consentire una libera circolazione più agevole sarà possibile richiedere la Tessera professionale europea (EPC), vale a dire un certificato elettronico per il riconoscimento della qualifica professionale.
 
Sarà inoltre possibile l’accesso parziale. Il professionista potrà esercitare la propria attività limitatamente al settore per il quale è qualificato nel caso in cui, nel Paese ospitante, quella attività rientri in un ambito più ampio, comprendente profili per i quali non possieda una adeguata qualifica.
 
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