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Correttivo Appalti, i tecnici dipendenti pubblici dovranno iscriversi all’Albo

Correttivo Appalti, i tecnici dipendenti pubblici dovranno iscriversi all’Albo

Non basterà più l’abilitazione professionale per firmare i progetti da mandare in gara. L'ultima bozza conferma l’obbligo del DM Parametri

Vedi Aggiornamento del 07/04/2017
Correttivo Appalti, i tecnici dipendenti pubblici dovranno iscriversi all’Albo
di Paola Mammarella
Vedi Aggiornamento del 07/04/2017
08/03/2017 - Condizioni più eque per i progettisti liberi professionisti e per quelli interni alle Stazioni Appaltanti. Lo prevede la bozza definitiva del decreto, inviata alle Camere per il parere, che introduce anche una serie di tutele per i professionisti.
 

Obbligo di iscrizione all’Albo

I progetti che le Stazioni Appaltanti dovranno mandare in gara dovranno essere firmati da un professionista iscritto all’Albo professionale. Non basterà più la semplice abilitazione professionale, come invece prevede il Codice Appalti (D.lgs. 50/2016).
 
Si tratta di un’inversione di tendenza che dà ascolto alle proteste del mondo delle professioni dopo l’approvazione del Codice Appalti. I tecnici lamentavano una disparità di trattamento tra liberi professionisti e dipendenti pubblici, che avrebbe avuto ripercussioni negative sulla qualità della progettazione.
 
Il decreto Correttivo obbligherà quindi i professionisti interni alle Pubbliche Amministrazioni a sostenere i costi per l’iscrizione agli Ordini professionali di riferimento, segnando una novità importante.
 

Decreto parametri obbligatorio

Fin dalla prima versione del decreto Correttivo è stata introdotta una modifica chiesta a gran voce non solo dai professionisti, ma anche dall’Autorità nazionale anticorruzione (Anac). Si tratta del Decreto Parametri (DM 17 giugno 2016). Sarà obbligatorio utilizzarlo per determinare i corrispettivi da porre a base di gara negli appalti per l’affidamento dei servizi di ingegneria e architettura. 
 

Obbligo di pagare le prestazioni professionali

Anche se sembra scontato che un professionista venga pagato per la prestazione svolta, spesso le Amministrazioni hanno trovato diversi escamotage che si sono tradotti in un’unica conseguenza: molti professionisti hanno lavorato gratis per mancanza di risorse.
 
Il Correttivo mette nero su bianco l’obbligo, per le stazioni Appaltanti, di pagare sempre i professionisti, anche se poi non ricevono i finanziamenti per l'opera progettata. Nei contratti non si potrà più inserire nessuna clausola che subordina il pagamento del progettista all'ottenimento delle risorse richieste dall'ente.
 
Nei contratti per l’affidamento dei servizi di ingegneria e architettura la Stazione Appaltante non potrà inoltre prevedere forme di sponsorizzazione o di rimborso come corrispettivo. Fanno eccezione i contratti relativi ai beni culturali.
 
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