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Def, approvato il Documento di economia e finanza

Def, approvato il Documento di economia e finanza

Governo: confermate le misure la crescita iniziate con i decreti ‘Crescita’ e ‘Sblocca Cantieri’

Vedi Aggiornamento del 26/04/2019
Foto: www.governo.it
Foto: www.governo.it
di Paola Mammarella
Vedi Aggiornamento del 26/04/2019
09/04/2019 - Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al Documento di Economia e Finanza (Def).
 

Def, il Governo conferma le iniziative intraprese per la crescita

Il pacchetto di misure adottato dal Governo mira a confermare le iniziative intraprese in chiave anticiclica per sostenere l’attività economica e in particolare gli investimenti pubblici e privati. Tra queste, si legge nel comunicato diffuso al termine della riunione, "il decreto “Crescita”, che si concentra sull’impulso all’accumulazione di capitale e alla realizzazione di investimenti, e lo “Sblocca Cantieri”, che punta a una forte ripresa del settore delle costruzioni".
 
Il testo ripercorre i risultati dei primi dieci mesi di attività del Governo e traccia le linee guida per il prossimo triennio.
 
Il Governo ribadisce per il futuro il ruolo degli investimenti pubblici come fattore fondamentale di crescita, innovazione, infrastrutturazione sociale e aumento di competitività del sistema produttivo.
 

Def, gli obiettivi del Governo

Il programma nazionale di riforma (PNR), illustra il Governo, si inserisce nel solco dei provvedimenti già approvati e della strategia di politica economica del Governo, che ha dato la priorità all’inclusione sociale, al contrasto alla povertà, all’avvio al lavoro della popolazione inattiva e al miglioramento dell’istruzione e della formazione. Saranno oggetto di valutazione l’introduzione di un salario minimo orario per i settori non coperti da contrattazione collettiva e la previsione di trattamenti congrui per l’apprendistato nelle libere professioni. Si continuerà inoltre a lavorare per ridurre il cuneo fiscale sul lavoro e gli adempimenti burocratici, anche attraverso la digitalizzazione.

Accanto all’investimento in infrastrutture fisiche, si prevede anche un ampio sforzo nel campo dell’innovazione tecnologica e della ricerca, nella diffusione della banda larga, nello sviluppo della rete 5G e per il rilancio della politica industriale dell’Italia. Il Governo rafforzerà il sostegno alla green finance e alla sperimentazione e adozione delle trasformazioni digitali e delle tecnologie abilitanti che offrano soluzioni per produzioni più sostenibili e circolari.

Per favorire la ripresa delle nascite e la partecipazione femminile al mercato del lavoro, il Governo intende proseguire sulla strada dell’alleggerimento del carico fiscale e della destinazione di maggiori risorse a favore delle famiglie, con particolare riguardo a quelle numerose e con componenti in condizione di disabilità.
 

Def, le previsioni di crescita del Governo

Come spiegato dall’Esecutivo, “il Governo ritiene comunque necessario un cambiamento a livello europeo del modello di crescita che, senza pregiudicare la competitività dei Paesi dell’Unione, si basi maggiormente sulla promozione della domanda interna, e si farà quindi promotore di una rivisitazione dell’approccio di politica economica, dalle regole di bilancio alla politica industriale, commerciale, degli investimenti e dell’innovazione dell’Unione europea”.

Per quanto riguarda i principali indicatori economici e di finanza pubblica, spiega il Governo, il 2018 si è chiuso con un incremento del Pil reale dello 0,9%. Come conseguenza delle mutate condizioni interne ed esterne, la proiezione di crescita tendenziale per il 2019 è stata rivista, passando dall’1 allo 0,1%. Il deficit di quest’anno è stimato al 2,4 % del Pil. In termini strutturali, ovvero al netto dell’andamento ciclico e delle misure temporanee, questo risultato darebbe luogo a una variazione dell’indebitamento di solo -0,1 punti percentuali. Tenendo conto della flessibilità concordata con la Commissione, il risultato di quest’anno rientrerebbe quindi nei limiti del Patto di Stabilità e Crescita (PSC).

Per gli anni successivi, il Programma di Stabilità traccia un sentiero di finanza pubblica che riduce gradualmente il deficit fino all’1,5% nel 2022, con una diminuzione di 0,3 punti percentuali all’anno, che determina un miglioramento quasi equivalente del saldo strutturale. Secondo le nuove proiezioni, il deficit strutturale scenderebbe dall’1,6% del Pil di quest’anno allo 0,8% nel 2022, in linea con una graduale convergenza verso il pareggio strutturale. Per quanto riguarda gli obiettivi interni di politica di bilancio, lo scenario programmatico prevede un aumento degli investimenti pubblici nel prossimo triennio, che dal 2,1% del Pil registrato nel 2018 si porterebbero al 2,7% nel 2022.
La previsione di crescita del Pil nello scenario programmatico è superiore a quella dello scenario tendenziale ad eccezione dell’anno finale, attestandosi allo 0,2% per il 2019 per poi aumentare allo 0,8% nei tre anni successivi.
 
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