
Centrale di progettazione, la struttura resta in sospeso
NORMATIVA
Centrale di progettazione, la struttura resta in sospeso
Il Ministro Patuanelli l’ha definita ‘un errore madornale’ e ‘la morte dell’architettura’, il Senato non l'ha soppressa, ma ha tagliato le risorse per il 2020
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del 02/12/2021

19/12/2019 - La centrale di progettazione resta in sospeso. Non è mai diventata operativa e non è neanche stata soppressa, come sembrava dovesse accadere con la legge di Bilancio per il 2020, ma è stata quasi del tutto definanziata.
Durante l’esame del disegno di legge di Bilancio in Senato, il Movimento 5 Stelle ha presentato degli emendamenti per l’abrogazione della struttura istituita lo scorso anno, ma mai entrata in esercizio perché considerata un errore. Le proposte sono state però respinte. Come emerge dal dossier dell'Ufficio studi di Camera e Senato, la dotazione di 100 milioni di euro per il 2020 è stata ridotta a 5 milioni di euro. Pur restando in piedi, la centrale non avrà strumenti per operare. Il definanziamento riguarda solo il 2020, non ci sono riferimenti agli anni successivi.
La centrale avrebbe operato con Investitalia e Strategia Italia, le altre due strutture messe in piedi per velocizzare la realizzazione degli investimenti e l’apertura del cantieri.
Le modalità di funzionamento dovevano essere definite con un decreto alla fine di gennaio 2019. L’approvazione della norma è stata annunciata ad aprile dello stesso anno.
Agli annunci, però, non sono mai seguiti i fatti. La centrale è rimasta solo sulla carta ed è ricomparsa “tra le cose da fare” del Governo Conte 2, come indicato dalla Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza (Nadef) presentata all’inizio di ottobre.
Al sessantennale di InArch, Istituto Nazionale di Architettura, il Ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, l’ha definita un “errore madornale”, nonché “la morte dell’architettura”.
Nel suo intervento alla manifestazione, Patuanelli ha affermato “Mi auguro che quella struttura, che non è ancora partita, si trasformi in qualcosa di utile”.
Forse da queste parole deriva l’intenzione di tenere la centrale di progettazione in stand-by.
Durante l’esame del disegno di legge di Bilancio in Senato, il Movimento 5 Stelle ha presentato degli emendamenti per l’abrogazione della struttura istituita lo scorso anno, ma mai entrata in esercizio perché considerata un errore. Le proposte sono state però respinte. Come emerge dal dossier dell'Ufficio studi di Camera e Senato, la dotazione di 100 milioni di euro per il 2020 è stata ridotta a 5 milioni di euro. Pur restando in piedi, la centrale non avrà strumenti per operare. Il definanziamento riguarda solo il 2020, non ci sono riferimenti agli anni successivi.
Centrale di progettazione, la struttura mai partita
La “struttura per la progettazione di beni ed edifici pubblici”, conosciuta soprattutto come centrale di progettazione, è stata istituita dalla legge di Bilancio per il 2019 con una dotazione di 100 milioni di euro annui. Al suo interno avrebbero lavorato 300 dipendenti, di cui il 70% con qualifica tecnica.La centrale avrebbe operato con Investitalia e Strategia Italia, le altre due strutture messe in piedi per velocizzare la realizzazione degli investimenti e l’apertura del cantieri.
Le modalità di funzionamento dovevano essere definite con un decreto alla fine di gennaio 2019. L’approvazione della norma è stata annunciata ad aprile dello stesso anno.
Agli annunci, però, non sono mai seguiti i fatti. La centrale è rimasta solo sulla carta ed è ricomparsa “tra le cose da fare” del Governo Conte 2, come indicato dalla Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza (Nadef) presentata all’inizio di ottobre.
Centrale di progettazione “errore madornale”
Il Governo Conte 2 ha effettuato una brusca sterzata sulla centrale di progettazione.Al sessantennale di InArch, Istituto Nazionale di Architettura, il Ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, l’ha definita un “errore madornale”, nonché “la morte dell’architettura”.
Nel suo intervento alla manifestazione, Patuanelli ha affermato “Mi auguro che quella struttura, che non è ancora partita, si trasformi in qualcosa di utile”.
Forse da queste parole deriva l’intenzione di tenere la centrale di progettazione in stand-by.