27/04/2020 - La sicurezza degli edifici scolastici in Italia continua a destare preoccupazione. Per questo la chiusura, a causa dell’emergenza coronavirus, dovrebbe essere un’occasione per la realizzazione degli interventi di riqualificazione e messa in sicurezza. Lo ha segnalato, in audizione al Senato, Rodolfo Girardi, Vicepresidente del Centro Studi dell’Associazione nazionale costruttori edili (Ance).
Girardi ha anche spiegato che le risorse per i lavori sono già disponibili e ha proposto di farle confluire in un unico Fondo “Piano Italia”, che potrebbe rendere subito disponibili 26 miliardi di euro. Per velocizzare la realizzazione degli interventi, Ance ha inoltre proposto di aumentare le risorse destinate alla progettazione.
Scuole, lo stato degli edifici italiani
Secondo i dati dell’Anagrafe dell’edilizia scolastica, evidenzia l’Ance, dei 40.160 edifici attivi, il
55% è stato costruito
prima dell’emanazione delle norme antisismiche (1974) e circa il 43% risulta situato in zone ad alto rischio sismico (1 e 2). Inoltre, ad oggi, il 46,2% degli edifici scolastici non possiede il certificato di collaudo statico, il 75,5% non ha quello di prevenzione incendi e il 61% non ha quello di agibilità/abitabilità.
Scuole, la chiusura come occasione per la riqualificazione
Girardi ha affermato che, considerata la necessità di avere
scuole moderne e sostenibili e che garantiscano il distanziamento sociale richiesto dalla crisi epidemiologica in atto, la chiusura delle scuole per l’emergenza deve essere l’occasione giusta per realizzare un piano di investimenti di manutenzione, adeguamento e messa in sicurezza.
Interventi che da oggi si possono avviare, dal momento che
i cantieri di edilizia scolastica sono tra quelli ritenuti strategici e consentiti, previa comuncazione al Prefetto, dal DPCM 26 aprile 2020 che disciplina la
ripartenza dei cantieri nella Fase 2.
Edilizia scolastica, il Fondo ‘Piano Italia’
Ance ha sottolineato che le risorse per gli interventi di messa in sicurezza non mancano. A partire dal 2014 sono stati stanziati più di 10 miliardi di euro e sono stati compiuti importantissimi passi in avanti in termini di programmazione e governance prima con Struttura di Missione presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, la creazione di una Programmazione unica triennale, l’attivazione dell’Anagrafe nazionale dell’edilizia scolastica e la ricostituzione dell’Osservatorio nazionale per l’edilizia scolastica.
È quindi necessario, ha aggiunto, un vero e proprio
Piano Marshall, che consenta di accelerare la realizzazione degli investimenti superando le difficoltà che rallentano l’effettivo utilizzo delle risorse destinate agli investimenti nel nostro Paese, anche quelle per l’edilizia scolastica.
Per gli investimenti negli Enti locali, l’Ance ha proposto la creazione di un Fondo unico, denominato
“Fondo Piano Italia”, in cui far confluire tutte le risorse che negli ultimi anni sono state stanziate per investimenti dei comuni, che ammontano a circa
30 miliardi di euro, da destinare a investimenti in sostenibilità ambientale e sociale, in cui l’edilizia scolastica riveste una componente importante.
Le risorse dovrebbero essere anticipate con l’attivazione dei mutui con cassa depositi e prestiti (CDP) e banca Europea degli investimenti (BEI). In questo modo, sarebbero subito disponibili
26 miliardi di euro per i Comuni, 13 miliardi per ciascuno degli anni 2020 e 2021.
Per accelerare la spesa di queste risorse, Ance ha inoltre proposto di replicare le procedure già adottate dal
Programma di investimenti per i piccoli comuni, previsto dalla Legge di Bilancio per il 2019 ed
esteso a tutti i Comuni dalla Legge di Bilancio 2020 (comma 29).
Proposta inoltre
l’anticipazione al biennio 2020 e 2021 dei 9 miliardi di euro destinati alle Province, che in gran parte riguardano anche interventi di edilizia scolastica.
Edilizia scolastica, più risorse alla progettazione
Per accelerare la realizzazione degli interventi, Ance ha inoltre proposto l’aumento delle risorse destinate alla progettazione degli enti locali, da assegnare in tempi rapidi, in modo da avere un
maggior numero di progetti definitivi da porre a base di gara.
Girardi ha ricordato che la Legge di Bilancio 2020 ha previsto l’istituzione di uno specifico
Fondo per la progettazione degli enti locali dotato complessivamente di 2,8 miliardi di euro nei prossimi 15 anni. Risorse che, ha concluso Girardi, dovrebbero essere anticipate con mutui CDP o BEI per essere attivate rapidamente.