
Equo compenso, in Toscana compensi professionali proporzionati al lavoro
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Equo compenso, in Toscana compensi professionali proporzionati al lavoro
Le disposizioni che garantiscono parcelle in linea con i parametri ministeriali entreranno in vigore entro il 9 settembre 2020
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del 10/05/2021

17/06/2020 - È stata pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione la Legge 35/2020 con cui la Toscana riconosce ai professionisti compensi proporzionati alle prestazioni fornite e tempi di pagamento certi.
Per l’applicazione delle disposizioni sull’equo compenso, però, bisognerà aspettare le Linee Guida regionali che saranno pubblicate entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge, cioè entro il 9 settembre 2020.
Le prestazioni dovranno essere remunerate in proporzione alla quantità, alla qualità e al contenuto, sulla base di parametri prefissati con decreti ministeriali.
Nella impostazione degli atti della procedura di individuazione del contraente non è consentito il ricorso a criteri di valutazione delle offerte che alterino l’equilibrio tra le prestazioni professionali rese e il compenso, come l'assegnazione di punteggio per servizi aggiuntivi a titolo gratuito che siano eventualmente offerti.
Inoltre, nel documento dovranno essere definiti compensi proporzionati alla quantità, alla qualità, al contenuto e alle caratteristiche delle singole prestazioni rese e termini certi per il pagamento dei compensi pattuiti, nonché di aver adempiuto alle obbligazioni assunte.
Le amministrazioni disporranno i controlli, anche a campione, delle dichiarazioni rese, tenendo conto delle linee guida che la Giunta regionale deve approvare.
Nel frattempo, molte altre Regioni hanno legiferato in materia di equo compenso: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Veneto, Molise, Piemonte, Puglia e Marche.
Per l’applicazione delle disposizioni sull’equo compenso, però, bisognerà aspettare le Linee Guida regionali che saranno pubblicate entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge, cioè entro il 9 settembre 2020.
Equo compenso in Toscana: cosa è previsto
La Legge prevede che nelle procedure di acquisizione di servizi professionali i compensi non siano mai costituiti da forme di sponsorizzazione o di mero rimborso delle spese sostenute.Le prestazioni dovranno essere remunerate in proporzione alla quantità, alla qualità e al contenuto, sulla base di parametri prefissati con decreti ministeriali.
Nella impostazione degli atti della procedura di individuazione del contraente non è consentito il ricorso a criteri di valutazione delle offerte che alterino l’equilibrio tra le prestazioni professionali rese e il compenso, come l'assegnazione di punteggio per servizi aggiuntivi a titolo gratuito che siano eventualmente offerti.
Equo compenso: le istanze presentate alle PA
Quando si presentano istanze autorizzative alla PA, tali istanze dovranno essere corredate, oltre che da tutti i documenti e gli elaborati previsti dalla normativa vigente, da dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà con la quale, a pena di improcedibilità, l’istante attesta di aver regolarmente sottoscritto lettere di affidamento di incarico a tutti i professionisti coinvolti.Inoltre, nel documento dovranno essere definiti compensi proporzionati alla quantità, alla qualità, al contenuto e alle caratteristiche delle singole prestazioni rese e termini certi per il pagamento dei compensi pattuiti, nonché di aver adempiuto alle obbligazioni assunte.
Le amministrazioni disporranno i controlli, anche a campione, delle dichiarazioni rese, tenendo conto delle linee guida che la Giunta regionale deve approvare.
Equo compenso per i professionisti nelle altre Regioni
Un anno fa la delibera è diventata una proposta di legge che è stata approvata e, infine, pubblicata.Nel frattempo, molte altre Regioni hanno legiferato in materia di equo compenso: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Veneto, Molise, Piemonte, Puglia e Marche.