
Consumo di suolo, per evitarlo il Comune può destinare un’area a verde agricolo
NORMATIVA
Consumo di suolo, per evitarlo il Comune può destinare un’area a verde agricolo
Il Tar Lombardia spiega che tale scelta è consentita anche se la zona non sarà effettivamente coltivata
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del 05/12/2024

03/12/2024 - Il Comune può destinare un’area a verde agricolo per impedire il consumo di suolo, anche se poi essa non sarà effettivamente coltivata e utilizzata a fini agricoli.
Lo ha chiarito il Tar Lombardia con la sentenza 3230/2024.
L’area è classificata come agricola dal Piano di Governo del Territorio (PGT), mentre il Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia (PTCP) prevede il suo possibile utilizzo per la realizzazione di un terminal logistico intermodale.
Dopo la richiesta dei permessi da parte dei proprietari, il Comune avvia il procedimento di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) e il procedimento di revisione e aggiornamento del PGT.
Dopo l’adozione del nuovo PGT, viene confermata la destinazione agricola dell’area sulla quale sarebbe sorto il centro logistico.
I proprietari presentano quindi ricorso, lamentando che la classificazione in zona agricola del compendio di loro proprietà si sarebbe dunque posta in contrasto con il PTCP.
Il Tar, con la sentenza 3230/2024, ha respinto il ricorso dei proprietari. I giudici hanno spiegato in primo luogo che il PTCP non è vincolante per il PGT.
Questo significa che se il PTCP prevede la realizzazione del centro logistico, il PGT che classifica l’area come agricola non è in contrasto con il PTCP.
Il Tar, richiamando altre pronunce della giurisprudenza, ha spiegato che la destinazione di un'area a verde agricolo non implica necessariamente che la stessa soddisfi in modo diretto e immediato interessi agricoli.
Può infatti accadere, hanno illustrato i giudici, che la destinazione a verde agricolo sia motivata dalla necessità di impedire ulteriori edificazioni, ovvero di garantire l'equilibrio delle condizioni di vivibilità, assicurando la quota di valori naturalistici e ambientali necessaria a compensare gli effetti dell'espansione dell'aggregato urbano.
Il Comune, con le sue scelte, ha quindi voluto evitare il consumo di suolo.
Lo ha chiarito il Tar Lombardia con la sentenza 3230/2024.
Consumo di suolo, il caso
I giudici si sono pronunciati sul caso iniziato quando i proprietari di un’area chiedono al Comune i permessi per la realizzazione di un centro logistico intermodale.L’area è classificata come agricola dal Piano di Governo del Territorio (PGT), mentre il Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia (PTCP) prevede il suo possibile utilizzo per la realizzazione di un terminal logistico intermodale.
Dopo la richiesta dei permessi da parte dei proprietari, il Comune avvia il procedimento di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) e il procedimento di revisione e aggiornamento del PGT.
Dopo l’adozione del nuovo PGT, viene confermata la destinazione agricola dell’area sulla quale sarebbe sorto il centro logistico.
I proprietari presentano quindi ricorso, lamentando che la classificazione in zona agricola del compendio di loro proprietà si sarebbe dunque posta in contrasto con il PTCP.
La pianificazione e il consumo di suolo
Il Tar, con la sentenza 3230/2024, ha respinto il ricorso dei proprietari. I giudici hanno spiegato in primo luogo che il PTCP non è vincolante per il PGT.Questo significa che se il PTCP prevede la realizzazione del centro logistico, il PGT che classifica l’area come agricola non è in contrasto con il PTCP.
Il Tar, richiamando altre pronunce della giurisprudenza, ha spiegato che la destinazione di un'area a verde agricolo non implica necessariamente che la stessa soddisfi in modo diretto e immediato interessi agricoli.
Può infatti accadere, hanno illustrato i giudici, che la destinazione a verde agricolo sia motivata dalla necessità di impedire ulteriori edificazioni, ovvero di garantire l'equilibrio delle condizioni di vivibilità, assicurando la quota di valori naturalistici e ambientali necessaria a compensare gli effetti dell'espansione dell'aggregato urbano.
Il Comune, con le sue scelte, ha quindi voluto evitare il consumo di suolo.