
Correttivo Appalti, sarà più chiaro e favorirà le PMI?
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Correttivo Appalti, sarà più chiaro e favorirà le PMI?
Il Ministro Salvini afferma che le novità inserite nelle norme sui contratti pubblici agevoleranno la partecipazione delle micro piccole e medie imprese
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del 04/02/2025

15/01/2025 - Il Correttivo Appalti è in vigore dal 31 dicembre 2024 e ha introdotto una serie di modifiche al D.lgs 36/2023.
Il Codice Appalti del 2023, che per volontà del Ministro Matteo Salvini doveva essere sintetico e breve, dopo poco più di un anno si è rivelato inadeguato per aver destato numerose incertezze tra gli operatori del settore, costretti a ricorrere molto spesso al servizio di supporto giuridico del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti.
Il Correttivo Appalti ha cercato quindi di correre ai ripari non solo con norme in grado di dare più certezze nell’applicazione pratica, ma anche con disposizioni nuove, che alleggeriscono alcuni obblighi, come la digitalizzazione delle gare.
Il Ministro Salvini rivendica l’inserimento di norme che favoriranno la partecipazione delle micro, piccole e medie imprese.
Il Correttivo Appalti è in vigore da pochi giorni, quindi i monitoraggi dei prossimi mesi potranno confermare o mettere in dubbio l’efficacia delle nuove disposizioni.
La prima misura riguarda il subappalto e prevede che nei contratti si riservi una quota del 20% a favore delle PMI. A tale previsione si può derogare solo nei casi in cui la stazione appaltante accerti l’impossibilità di applicazione di tali soglie, da motivare nella delibera a contrarre.
L’obbligo di introdurre le clausole di revisione prezzi riguarda anche i contratti di subappalto o subcontratto.
Nell’ambito dei contratti riservati, al di sotto delle soglie europee le SA potranno riservare il diritto di partecipazione alle PMI.
In materia di suddivisione in lotti, il Correttivo Appalti prevede la possibilità di aggiudicare lotti quantitativi anche in assenza del requisito di “autonomia funzionale” del lotto stesso.
Tra gli obiettivi dell’accordo di collaborazione può essere inserita la promozione della partecipazione ai subappalti o sub-contratti delle piccole e medie imprese con sede operativa nell’ambito territoriale di riferimento delle prestazioni.
Gli esponenti del mondo delle professioni e l’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) hanno criticato l’impostazione dell’equo compenso differenziato per le gare pubbliche. I professionisti continuano a ritenere la legge sull’equo compenso (L. 49/2023) pienamente applicabile agli appalti pubblici, mentre l’Anac teme un appiattimento verso il basso.
Fondazione Inarcassa ha espresso la sua contrarietà sull’appalto integrato, proponendo di limitarne il ricorso ai soli casi in cui l’impresa può dare un particolare contributo in termini di innovazione tecnologica e comunque per opere il cui importo dei lavori sia superiore alla soglia comunitaria
Anac ha lamentato l’assenza nel Correttivo Appalti di interventi a favore di una maggiore concorrenza perché permangono le soglie elevate per gli affidamenti diretti e per le procedure negoziate senza previa pubblicazione di bando.
La stessa richiesta di riduzione delle soglie, a favore di una maggiore concorrenza, è stata avanzata da Oice.
Resta ora da capire se, in tale sistema, le PMI saranno effettivamente agevolate.
Il Codice Appalti del 2023, che per volontà del Ministro Matteo Salvini doveva essere sintetico e breve, dopo poco più di un anno si è rivelato inadeguato per aver destato numerose incertezze tra gli operatori del settore, costretti a ricorrere molto spesso al servizio di supporto giuridico del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti.
Il Correttivo Appalti ha cercato quindi di correre ai ripari non solo con norme in grado di dare più certezze nell’applicazione pratica, ma anche con disposizioni nuove, che alleggeriscono alcuni obblighi, come la digitalizzazione delle gare.
Il Ministro Salvini rivendica l’inserimento di norme che favoriranno la partecipazione delle micro, piccole e medie imprese.
Il Correttivo Appalti è in vigore da pochi giorni, quindi i monitoraggi dei prossimi mesi potranno confermare o mettere in dubbio l’efficacia delle nuove disposizioni.
Correttivo Appalti e piccole imprese
Con un comunicato pubblicato sul proprio sito istituzionale, il Ministro Matteo Salvini spiega quali sono le misure del Correttivo Appalti che garantiranno la partecipazione delle micro, piccole e medie imprese.La prima misura riguarda il subappalto e prevede che nei contratti si riservi una quota del 20% a favore delle PMI. A tale previsione si può derogare solo nei casi in cui la stazione appaltante accerti l’impossibilità di applicazione di tali soglie, da motivare nella delibera a contrarre.
L’obbligo di introdurre le clausole di revisione prezzi riguarda anche i contratti di subappalto o subcontratto.
Nell’ambito dei contratti riservati, al di sotto delle soglie europee le SA potranno riservare il diritto di partecipazione alle PMI.
In materia di suddivisione in lotti, il Correttivo Appalti prevede la possibilità di aggiudicare lotti quantitativi anche in assenza del requisito di “autonomia funzionale” del lotto stesso.
Tra gli obiettivi dell’accordo di collaborazione può essere inserita la promozione della partecipazione ai subappalti o sub-contratti delle piccole e medie imprese con sede operativa nell’ambito territoriale di riferimento delle prestazioni.
I dubbi di professionisti e imprese sul Correttivo Appalti
Anche se è presto per fare un bilancio del Correttivo Appalti, i professionisti e le imprese hanno espresso perplessità nella fase della discussione, chiedendo modifiche.Gli esponenti del mondo delle professioni e l’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) hanno criticato l’impostazione dell’equo compenso differenziato per le gare pubbliche. I professionisti continuano a ritenere la legge sull’equo compenso (L. 49/2023) pienamente applicabile agli appalti pubblici, mentre l’Anac teme un appiattimento verso il basso.
Fondazione Inarcassa ha espresso la sua contrarietà sull’appalto integrato, proponendo di limitarne il ricorso ai soli casi in cui l’impresa può dare un particolare contributo in termini di innovazione tecnologica e comunque per opere il cui importo dei lavori sia superiore alla soglia comunitaria
Anac ha lamentato l’assenza nel Correttivo Appalti di interventi a favore di una maggiore concorrenza perché permangono le soglie elevate per gli affidamenti diretti e per le procedure negoziate senza previa pubblicazione di bando.
La stessa richiesta di riduzione delle soglie, a favore di una maggiore concorrenza, è stata avanzata da Oice.
Resta ora da capire se, in tale sistema, le PMI saranno effettivamente agevolate.