
Correttivo Appalti: equo compenso delle prestazioni professionali fuori dai contratti pubblici
Il Consiglio di Stato fornisce il suo parere sul testo e sottolinea che ai servizi di ingegneria e di architettura si applica la nuova disciplina specifica

La disciplina sull’equo compenso nell'ambito delle gare pubbliche è stata oggetto di interpretazioni discordanti e contenziosi, fino a quando il Correttivo al Codice Appalti ha trovato una soluzione ad-hoc.
Secondo il Correttivo, ai contratti pubblici non si applica l’equo compenso “tradizionale”, ma una disciplina specifica.
Nonostante le perplessità espresse dal mondo delle professioni, la soluzione sembra piacere al Consiglio di Stato, che lunedì ha fornito il suo parere sul Correttivo del Codice Appalti.
Cosa prevede il Correttivo sull’equo compenso
Il Correttivo Appalti, per i servizi di ingegneria e di architettura, definisce una disciplina specifica:
- nei contratti di importo inferiore a 140mila euro, affidati direttamente anche senza consultazione di altri operatori, l’Amministrazione può ridurre i corrispettivi fino al 20%. È quindi garantito un minimo dell’80% del corrispettivo previsto;
- nei contratti di importo superiore a 140mila euro, le Stazioni Appaltanti bandire una gara con corrispettivi posti a base di gara calcolati secondo il Decreto Parametri. Una volte ricevute le offerte, le Stazioni Appaltanti aggiudicano gli incarichi secondo il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, individuata sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo: per il 65% dell’importo posto a base di gara, l’elemento relativo al prezzo è fisso, mentre per il restante 35% i concorrenti possono offrire un ribasso.
Dal Consiglio di Stato ok sull’equo compenso
Nel suo parere sul Correttivo del Codice Appalti, il Consiglio di Stato ha sottolineato che le disposizioni del Correttivo sono utili a chiarire che nei contratti pubblici non si applica la disciplina dell’equo compenso delle prestazioni professionali, contenuta nella Legge 49/2023.Sull’argomento, il CdS ha affermato di non avere “nulla da osservare”.
Sembra quindi confermata la prospettiva dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) che, interpretando la normativa, già lo scorso aprile aveva affermato che l’equo compenso non si applica alle gare di progettazione perchè contrario al principio della concorrenza.
Il Consiglio di Stato nel suo parere non ha preso in considerazione le perplessità espresse dalla stessa Anac che, in audizione sul Correttivo, ha giudicato la formula di calcolo dell’equo compenso penalizzante e a rischio di appiattimento verso il basso.
Disposizioni integrative e correttive al codice dei contratti pubblici, di cui al decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36 (Correttivo Codice Appalti)
Consiglio di Stato - Schema di decreto legislativo recante “Disposizioni integrative e correttive al codice dei contratti pubblici di cui al decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36 (Parere sul Correttivo Appalti)

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