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Equo compenso e Codice Appalti sono in contrasto?

Equo compenso e Codice Appalti sono in contrasto?

Secondo gli Architetti serve un correttivo perché il Codice consente un ribasso ai corrispettivi calcolati secondo il DM Parametri

Vedi Aggiornamento del 04/12/2024
Equo compenso - Foto: Chiavegato Massimo 123RF.com
Equo compenso - Foto: Chiavegato Massimo 123RF.com
di Paola Mammarella
Vedi Aggiornamento del 04/12/2024
21/11/2023 - Il principio dell’equo compenso non è tutelato dal codice Appalti ed è quindi necessario un correttivo. A rinnovare la richiesta è questa volta il Consiglio nazionale degli Architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori (Cnappc) in una lettera indirizzata ai Ministri dell’Economia, delle Infrastrutture e Trasporti e del Lavoro.
 

Equo compenso e Codice Appalti, Cnappc: punti di contatto e contrasto

Il Cnappc sottolinea che esiste una contraddizione di fondo tra le due norme.
 
In base alla legge sull’equo compenso (Legge 49/2023), negli affidamenti di servizi di architettura e ingegneria, devono ritenersi nulle le clausole che prevedono pattuizioni determinanti un compenso inferiore ai corrispettivi calcolati con il DM 17 giugno 2016.
 
 
L’articolo 108 del Codice Appalti, invece, individua come criteri di aggiudicazione il criterio del minor prezzo e il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, prevedendo un’offerta economica al ribasso rispetto ai corrispettivi posti a base di gara, calcolati in base ai parametri di cui al DM 17 giugno 2016.
 

Equo compenso, Cnappc: evitare ambiguità e contenziosi

Secondo il Cnappc, serve quindi “un intervento correttivo per uniformare i contenuti del nuovo Codice dei contratti alla Legge sull’equo compenso per evitare ambiguità interpretative che possono generare contenziosi, aumenti di spesa, rallentamento o paralisi totale degli affidamenti dei servizi di architettura e ingegneria”.
 
Il Cnappc ritiene “necessario che le disposizioni del Codice dei contratti siano adeguate alle nuove previsioni della legge 49/2023 al fine di delineare con certezza le condizioni di attuazione delle norme inderogabili in tema di equo compenso”.
 
Per questo motivo, il Cnappc ha chiesto di intervenire con urgenza.
 
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