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Tetto ventilato: ecco come funziona
Una panoramica sui benefici e sulle applicazioni dei tetti freddi
Vedi Aggiornamento del 30/08/2024
19/12/2019 - Le coperture proteggono l’abitazione dalle azioni esterne, garantendo elevate prestazioni di impermeabilità all’acqua, resistenza al vento e isolamento termico in modo da ottenere la minima dispersione energetica.
Per avere un adeguato comfort termico è necessario realizzarecoibentare ma anche realizzare uno sfasamento temporale del picco dell’onda termica nel passaggio dagli strati esterni a quelli interni della copertura agendo sulla massa e sulle proprietà dei materiali.
Una copertura non isolata e non ventilata è un tipo di copertura dove non sono previsti né elementi termoisolanti, né uno strato di ventilazione. Vista la poca coibenza che garantisce questa copertura si utilizza in casi limitati in cui non è richiesto un isolamento termico del sistema (come ad esempio le coperture degli edifici agricoli).
Una copertura non isolata ventilata è uguale alla precedente ma con in più uno strato di ventilazione al di sotto dell’elemento di tenuta, con lo scopo di migliorare il comportamento della copertura in estate in quanto la ventilazione riduce gli effetti del riscaldamento dovuto all’irraggiamento solare. Anche questa soluzione viene generalmente adottata nell’edilizia agricola.
Il tetto caldo ( ovvero copertura isolata ma non ventilata) è provvisto di uno strato termoisolante ma non possiede uno strato di ventilazione. Una copertura di questo genere quindi è costituita dai seguenti strati: elemento portante o supporto di copertura (calcestruzzo gettato in opera o misto laterocemento, pannelli in cls prefabbricati, pannelli in legno, lamiere metalliche ecc); barriera al vapore; isolamento termico; manto impermeabile; opere accessorie.
Il tetto freddo ( ovvero copertura isolata e ventilata) ha una composizione simile a quella del tetto caldo ma nella stratigrafia viene inserito uno spazio di ventilazione, che separa gli strati, interposto tra isolamento e sovracopertura.
Nel tetto caldo quasi sempre il manto impermeabile è applicato direttamente sull'isolamento termico, che ne costituisce il supporto, mentre nel tetto freddo il manto impermeabile è posato sulla sovracopertura che quasi sempre è costruita in legno. Generalmente la tipologia del tetto caldo è più diffusa, specie nell'edilizia industriale, mentre il tetto freddo, o tetto ventilato, viene realizzato soprattutto nel caso di coperture in legno, tetti a falda e per edifici residenziali.
- struttura;
- strato di tenuta al vapore, quando si decide di inserirlo;
- elemento termoisolante;
- strato di ventilazione (si ottiene mediante realizzazione di una intercapedine a spessore costante fra gli elementi di copertura e lo strato sottostante);
- manto di copertura, con previste aperture di areazione in corrispondenza del colmo e della gronda.
Nel tetto freddo quindi lo strato di ventilazione migliora notevolmente l’isolamento termico della copertura; grazie alla ventilazione il vapore acqueo prodotto nell’abitazione viene espulso al di fuori del tetto, prevenendo in questo modo fenomeni di condensa.
L’intercapedine naturale, che separa nettamente il manto di copertura dallo strato coibente sottostante, agevola infatti l'attivazione di "moti convettivi ascensionali", che sottraggono gran parte del calore che altrimenti si trasmetterebbe agli strati sottostanti, e permette all’umidità di fuoriuscire senza compromettere il potere termoisolante degli strati sottostanti e dell’intercapedine stessa.
Per far sì che si attivi tale meccanismo, l'aria esterna deve entrare nell’intercapedine a livello di gronda e deve uscire dal colmo attraverso un elemento di sfiato. In questo modo in inverno la ventilazione lascia il materiale isolante asciutto, evitando condense, in estate l'aria fresca, che penetra dalla linea di gronda, si riscalda nell'intercapedine e diventa più leggera e fuoriesce dal colmo, sottraendo calore alla struttura. In corrispondenza del colmo deve essere assicurata anche la tenuta all’acqua e alla neve trascinata dal vento.
La coibentazione estiva del tetto infatti ha assunto una certa rilevanza, anche a seguito dell’aumento delle temperature; uno strato di ventilazione quindi aggiunge valore ai materiali isolanti che generalmente hanno una buona performance nel trattenere il calore all’interno dell’edificio ma possono avere problemi nel proteggere dal caldo o resistere alle alte temperature che si possono raggiungere nel sottotegola.
Inoltre, il tetto ventilato assicura una maggior durata degli elementi del manto di copertura, che possono asciugarsi rapidamente, sia all’intradosso che all’estradosso, dall’assorbimento per imbibizione dell’acqua piovana, diminuendo quindi i rischi di rotture in caso di gelo. Le coperture ventilate possono produrre un abbassamento della temperatura dopo le ore di insolazione estiva e migliorare il comfort termico del sottotetto, soprattutto nei casi in cui si scelga di ristrutturarlo per trasformarlo in mansarda.
Se l’intercapedine d’aria non rispetta i parametri delle norme UNI probabilmente si tratta di tetti micro ventilati, caratterizzati da una camera d’aria più contenuta e una più veloce e facile posa. La microventilazione sottotegola serve infatti per evitare persistenza di umidità, formazione di condensazioni e per prolungare la durata del sistema.
Nei tetti micro ventilati, utilizzati soprattutto per tetti a falde inclinate su soletta in latero-cemento, le lastre sono dotate di particolari scanalature nel manto sottotegola che facilitano la corrente ascensionale che si muove dalla linea di gronda fino a quella di colmo migliorando il comportamento termico e igrometrico della struttura.
Un esempio è CELENIT | Sistema per tetto ventilato, un tetto in legno coibentato con isolanti leggeri che consente di sfasare e attenuare l'onda termica in maniera adeguata.
Tra le coperture metalliche impermeabilizzate e ventilate, c’è LARES® Classic di Mazzonetto, un sistema integrato per coperture e rivestimenti di facciata a manutenzione zero, in grado di migliorare anche le prestazioni estive grazie alla ventilazione per lo smaltimento del calore in ingresso nella stagione estiva.
Coloro che hanno bisogno di sistemi senza forature possono optare per DRYFIX | Sistema per tetto ventilato di Sitav Costruzioni, una soluzione che permette di realizzare una copertura ventilata senza forare i pannelli coibentati metallici pur mantenendo caratteristiche meccaniche di adeguata resistenza alle sollecitazioni. DryfixTM senza fori passanti può collegare tegole, tavolati, listelli, pannelli solare termici o moduli fotovoltaici.
Tra i sistemi a coppi c’è AERcoppo di AERtetto che può abbattere il calore riflesso anche del 40% grazie ad una camera di ventilazione pari a cmq 560/ml e un’uscita dalla linea di colmo di cmq 800/ml complessivi.
C’è anche FIBROTEK di FIBROTUBI, un pannello prefabbricato termoisolante utilizzabile sia con coppi, tegole marsigliesi, tegole portoghesi.
Se si vuole optare per una microventilazione, c’è ISOTEC® di Brianza Plastica, un pannello di poliuretano rivestito da una lamina di alluminio goffrato che favorisce la microventilazione del sottomanto di copertura ed il convogliamento in gronda delle infiltrazioni meteoriche accidentali provenienti dal tetto.
Tra i pannelli isolanti per sistemi ventilati c’è KNAUF TETTO TEGOLA TH 31 un sistema con pannelli additivati con grafite, con aggancio per tegole con listello metallico o con predisposizione per listello di legno, progettati con un’apposita conformazione che facilita ed accelera la posa delle tegole sui tetti a falda inclinata.
Un altro esempio è ALUTECH G di Isolconfort, un pannello in EPS con l’additivazione di Neopor® di BASF, stampato con canali di ventilazione che favoriscono la microventilazione del sottomanto di copertura in modo da permettere lo smaltimento dell'eventuale umidità, ed il convogliamento in gronda delle infiltrazioni meteoriche accidentali provenienti dal tetto.
Si può optare anche per soluzioni prefabbricate come AIRHOLZ ST di Thermak by MATCO costituito da materiale coibente in fibra di legno ad alta densità accoppiato ad un pannello in polistirene stampato con incorporata camera di ventilazione e supporto in legno.
In legno e polistirene anche il sistema ALGOPAN VENTILATO USD - XL di Ediltec che al polistirene estruso X-FOAM® accoppia cortecce in legno, OSB, PVC, cemento e alluminio, per ottenere pannelli destinati ad applicazioni speciali.
Un altro esempio è BLUAIR di ELLE ESSE, un pannello, riciclabile al 100%, con superlative capacità di isolamento termico e traspirabilità.
Per una installazione rapida si può optare per WINPOLAR 033 di Poron con la parte isolante che presenta dei distanziali di 50 mm che consentono una ventilazione bidirezionale.
Infine, c’è AIRVENT 28 VENTILATO di GHIROTTO, un pannello per la realizzazione di tetti ventilati composto da materiale coibente di polistirene stampato termocompresso autoestinguente e camera di ventilazione di 40 mm.
SISTEMI PER TETTI VENTILATI >> VEDI TUTTI
PANNELLI E LASTRE PER COPERTURE >> VEDI TUTTI
Per avere un adeguato comfort termico è necessario realizzarecoibentare ma anche realizzare uno sfasamento temporale del picco dell’onda termica nel passaggio dagli strati esterni a quelli interni della copertura agendo sulla massa e sulle proprietà dei materiali.
Coperture: tecnologie a confronto
Ogni tetto presenta un certo numero di elementi a seconda del diverso tipo di funzionamento della copertura. Tali strati funzionali possono portare generalmente a quattro tipi di coperture: copertura non isolata non ventilata, copertura non isolata ventilata, copertura isolata non ventilata (tetto caldo), copertura isolata ventilata (tetto freddo).Una copertura non isolata e non ventilata è un tipo di copertura dove non sono previsti né elementi termoisolanti, né uno strato di ventilazione. Vista la poca coibenza che garantisce questa copertura si utilizza in casi limitati in cui non è richiesto un isolamento termico del sistema (come ad esempio le coperture degli edifici agricoli).
Una copertura non isolata ventilata è uguale alla precedente ma con in più uno strato di ventilazione al di sotto dell’elemento di tenuta, con lo scopo di migliorare il comportamento della copertura in estate in quanto la ventilazione riduce gli effetti del riscaldamento dovuto all’irraggiamento solare. Anche questa soluzione viene generalmente adottata nell’edilizia agricola.
Il tetto caldo ( ovvero copertura isolata ma non ventilata) è provvisto di uno strato termoisolante ma non possiede uno strato di ventilazione. Una copertura di questo genere quindi è costituita dai seguenti strati: elemento portante o supporto di copertura (calcestruzzo gettato in opera o misto laterocemento, pannelli in cls prefabbricati, pannelli in legno, lamiere metalliche ecc); barriera al vapore; isolamento termico; manto impermeabile; opere accessorie.
Il tetto freddo ( ovvero copertura isolata e ventilata) ha una composizione simile a quella del tetto caldo ma nella stratigrafia viene inserito uno spazio di ventilazione, che separa gli strati, interposto tra isolamento e sovracopertura.
Nel tetto caldo quasi sempre il manto impermeabile è applicato direttamente sull'isolamento termico, che ne costituisce il supporto, mentre nel tetto freddo il manto impermeabile è posato sulla sovracopertura che quasi sempre è costruita in legno. Generalmente la tipologia del tetto caldo è più diffusa, specie nell'edilizia industriale, mentre il tetto freddo, o tetto ventilato, viene realizzato soprattutto nel caso di coperture in legno, tetti a falda e per edifici residenziali.
Tetto ventilato: stratigrafia e funzionamento
Dal punto di vista tecnologico la copertura ventilata deve prevedere, dall’interno verso l’esterno:- struttura;
- strato di tenuta al vapore, quando si decide di inserirlo;
- elemento termoisolante;
- strato di ventilazione (si ottiene mediante realizzazione di una intercapedine a spessore costante fra gli elementi di copertura e lo strato sottostante);
- manto di copertura, con previste aperture di areazione in corrispondenza del colmo e della gronda.
Nel tetto freddo quindi lo strato di ventilazione migliora notevolmente l’isolamento termico della copertura; grazie alla ventilazione il vapore acqueo prodotto nell’abitazione viene espulso al di fuori del tetto, prevenendo in questo modo fenomeni di condensa.
L’intercapedine naturale, che separa nettamente il manto di copertura dallo strato coibente sottostante, agevola infatti l'attivazione di "moti convettivi ascensionali", che sottraggono gran parte del calore che altrimenti si trasmetterebbe agli strati sottostanti, e permette all’umidità di fuoriuscire senza compromettere il potere termoisolante degli strati sottostanti e dell’intercapedine stessa.
Per far sì che si attivi tale meccanismo, l'aria esterna deve entrare nell’intercapedine a livello di gronda e deve uscire dal colmo attraverso un elemento di sfiato. In questo modo in inverno la ventilazione lascia il materiale isolante asciutto, evitando condense, in estate l'aria fresca, che penetra dalla linea di gronda, si riscalda nell'intercapedine e diventa più leggera e fuoriesce dal colmo, sottraendo calore alla struttura. In corrispondenza del colmo deve essere assicurata anche la tenuta all’acqua e alla neve trascinata dal vento.
La coibentazione estiva del tetto infatti ha assunto una certa rilevanza, anche a seguito dell’aumento delle temperature; uno strato di ventilazione quindi aggiunge valore ai materiali isolanti che generalmente hanno una buona performance nel trattenere il calore all’interno dell’edificio ma possono avere problemi nel proteggere dal caldo o resistere alle alte temperature che si possono raggiungere nel sottotegola.
Inoltre, il tetto ventilato assicura una maggior durata degli elementi del manto di copertura, che possono asciugarsi rapidamente, sia all’intradosso che all’estradosso, dall’assorbimento per imbibizione dell’acqua piovana, diminuendo quindi i rischi di rotture in caso di gelo. Le coperture ventilate possono produrre un abbassamento della temperatura dopo le ore di insolazione estiva e migliorare il comfort termico del sottotetto, soprattutto nei casi in cui si scelga di ristrutturarlo per trasformarlo in mansarda.
Se l’intercapedine d’aria non rispetta i parametri delle norme UNI probabilmente si tratta di tetti micro ventilati, caratterizzati da una camera d’aria più contenuta e una più veloce e facile posa. La microventilazione sottotegola serve infatti per evitare persistenza di umidità, formazione di condensazioni e per prolungare la durata del sistema.
Sistemi per tetti ventilati
Tra i tetti ventilati possiamo trovare coperture a falde ventilate sottoguaina in cui le tegole si dispongono su listelli di legno, in modo da creare una camera d’aria, tra il manto isolante e quello di finitura, i tetti ventilati prefabbricati in cui lo strato di ventilazione si ottiene normalmente tramite la realizzazione di una doppia listellatura sulla quale si posano le tegole, ma anche tramite l’uso di pannelli opportunamente studiati e progettati.Nei tetti micro ventilati, utilizzati soprattutto per tetti a falde inclinate su soletta in latero-cemento, le lastre sono dotate di particolari scanalature nel manto sottotegola che facilitano la corrente ascensionale che si muove dalla linea di gronda fino a quella di colmo migliorando il comportamento termico e igrometrico della struttura.
Un esempio è CELENIT | Sistema per tetto ventilato, un tetto in legno coibentato con isolanti leggeri che consente di sfasare e attenuare l'onda termica in maniera adeguata.
Tra le coperture metalliche impermeabilizzate e ventilate, c’è LARES® Classic di Mazzonetto, un sistema integrato per coperture e rivestimenti di facciata a manutenzione zero, in grado di migliorare anche le prestazioni estive grazie alla ventilazione per lo smaltimento del calore in ingresso nella stagione estiva.
Coloro che hanno bisogno di sistemi senza forature possono optare per DRYFIX | Sistema per tetto ventilato di Sitav Costruzioni, una soluzione che permette di realizzare una copertura ventilata senza forare i pannelli coibentati metallici pur mantenendo caratteristiche meccaniche di adeguata resistenza alle sollecitazioni. DryfixTM senza fori passanti può collegare tegole, tavolati, listelli, pannelli solare termici o moduli fotovoltaici.
Tra i sistemi a coppi c’è AERcoppo di AERtetto che può abbattere il calore riflesso anche del 40% grazie ad una camera di ventilazione pari a cmq 560/ml e un’uscita dalla linea di colmo di cmq 800/ml complessivi.
C’è anche FIBROTEK di FIBROTUBI, un pannello prefabbricato termoisolante utilizzabile sia con coppi, tegole marsigliesi, tegole portoghesi.
Se si vuole optare per una microventilazione, c’è ISOTEC® di Brianza Plastica, un pannello di poliuretano rivestito da una lamina di alluminio goffrato che favorisce la microventilazione del sottomanto di copertura ed il convogliamento in gronda delle infiltrazioni meteoriche accidentali provenienti dal tetto.
Tra i pannelli isolanti per sistemi ventilati c’è KNAUF TETTO TEGOLA TH 31 un sistema con pannelli additivati con grafite, con aggancio per tegole con listello metallico o con predisposizione per listello di legno, progettati con un’apposita conformazione che facilita ed accelera la posa delle tegole sui tetti a falda inclinata.
Un altro esempio è ALUTECH G di Isolconfort, un pannello in EPS con l’additivazione di Neopor® di BASF, stampato con canali di ventilazione che favoriscono la microventilazione del sottomanto di copertura in modo da permettere lo smaltimento dell'eventuale umidità, ed il convogliamento in gronda delle infiltrazioni meteoriche accidentali provenienti dal tetto.
Si può optare anche per soluzioni prefabbricate come AIRHOLZ ST di Thermak by MATCO costituito da materiale coibente in fibra di legno ad alta densità accoppiato ad un pannello in polistirene stampato con incorporata camera di ventilazione e supporto in legno.
In legno e polistirene anche il sistema ALGOPAN VENTILATO USD - XL di Ediltec che al polistirene estruso X-FOAM® accoppia cortecce in legno, OSB, PVC, cemento e alluminio, per ottenere pannelli destinati ad applicazioni speciali.
Un altro esempio è BLUAIR di ELLE ESSE, un pannello, riciclabile al 100%, con superlative capacità di isolamento termico e traspirabilità.
Per una installazione rapida si può optare per WINPOLAR 033 di Poron con la parte isolante che presenta dei distanziali di 50 mm che consentono una ventilazione bidirezionale.
Infine, c’è AIRVENT 28 VENTILATO di GHIROTTO, un pannello per la realizzazione di tetti ventilati composto da materiale coibente di polistirene stampato termocompresso autoestinguente e camera di ventilazione di 40 mm.
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Tra i vari pannelli e feltri termoisolanti e lastre per coperture ce ne sono alcuni particolarmente adatti per i tetti ventilati.
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