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Ristrutturare con i sistemi costruttivi a secco

Ristrutturare con i sistemi costruttivi a secco

Quali prodotti scegliere per agire efficacemente su involucro esterno, ambienti interni e finiture

Vedi Aggiornamento del 30/01/2020
Ristrutturare con i sistemi costruttivi a secco
di Alessandra Marra
Vedi Aggiornamento del 30/01/2020
10/09/2015 - E’ ormai evidente che l’edilizia italiana si stia dirigendo sempre di più verso interventi di ristrutturazione piuttosto che di nuova costruzione. Questa tendenza si è consolidata negli ultimi anni a causa della crisi che ha colpito il settore delle nuove costruzioni ed è stata sostenuta da politiche volte al risparmio di nuovo suolo, alla salvaguardia del patrimonio edilizio esistente, e all’incentivazione fiscale delle ristrutturazioni.
 
Scegliere di ristrutturare la propria casa, un negozio, un ufficio ecc, obbliga gli attori del processo (progettisti, proprietari, amministrazioni pubbliche) ad approcciarsi ad una nuova metodologia d’intervento che porti ad un utilizzo nuovo dei materiali per valorizzare ciò che già esiste.
 
Ristrutturare significa anche aumentare il valore dell’edificio, risparmiare sulle bollette future, massimizzare il comfort termico e acustico degli occupanti, migliorare l’estetica del manufatto.
 
In linea con questa tendenza, Edilportale dedicherà una serie di Focus News al tema della ristrutturazione, anche in vista di Edilportale Tour 2016 che sarà incentrato proprio su questo argomento.
 
Il tema della ristrutturazione sarà affrontato dando particolare rilievo ad aspetti come la velocità esecutiva dei lavori, la riduzione dei costi di costruzione, la smontabilità e la riciclabilità degli elementi e l’efficientamento energetico della struttura. In questo Focus analizzeremo i sistemi di costruzione a secco. Nei prossimi focus parleremo dei sistemi di ristrutturazioni poco invasivi e rapidi, del miglioramento del comfort abitativo, dell'efficientamento energetico e del miglioramento sismico.
 

Sistemi costruttivi a secco: cosa sono?

I sistemi di costruzione a secco, al contrario di quelli ad umido, sono quei metodi costruttivi che non implicano nel processo di assemblaggio l’utilizzo dell’acqua o l’impiego di materiali di connessione che necessitino di consolidarsi dopo la posa, come collanti e sigillanti. Nella fase finale del montaggio i componenti, generalmente prodotti finiti in quanto precedentemente lavorati, vengono uniti attraverso giunzioni meccaniche (bulloni, viti ecc) per realizzare o l’intero edificio o alcuni elementi della costruzione.
 
Per utilizzare questa tecnica costruttiva è necessario che in sede di progettazione del singolo elemento si predisponga il collegamento e l’integrazione tra i vari elementi costruttivi, per permettere di rendere gli elementi facilmente collegabili e favorire una veloce posa in opera e un futuro smontaggio e riutilizzo. Infatti una costruzione stratificata a secco prevede tre elementi funzionali collegabili fra loro: la struttura, l’involucro esterno e l’involucro interno. 
 
Generalmente in Italia la costruzione degli edifici, soprattutto quelli residenziali, è stata quasi sempre eseguita con la tecnologia ad umido, ovvero con l’utilizzo di mattoni in laterizio uniti tra di loro da malte e da calcestruzzo armato, a differenza di altre parti del mondo, che hanno privilegiato si privilegiano soluzioni a secco con materiali stratificati assemblati su una intelaiatura di acciaio o legno o nelle soluzioni ibride in calcestruzzo armato. Anche se in Italia si è privilegiato il sistema tradizionale umido laterocementizio, questo non significa che nelle ristrutturazioni non si possa optare per soluzioni a secco che sicuramente offrono numerosi vantaggi.
 

Sistemi costruttivi a secco: i vantaggi

La diffusione di tecniche costruttive a secco ha permesso di ridurre i tempi e i costi di costruzione senza che ciò comporti una perdita di prestazioni, tanto che consente anche di avere un elevato risparmio energetico.
 
Infatti con le tecniche costruttive a secco si possono prevedere abbastanza bene i tempi e le fasi di lavoro, limitando al massimo i tempi morti nella realizzazione, che provocano inevitabilmente l’innalzamento dei costi di costruzione.
 
In più i sistemi a secco sono maggiormente ecosostenibili, in quanto gli elementi, grazie anche alla facilità di montaggio-smontaggio, possono essere riciclati, sostituiti ( in caso di elementi degradati) o riutilizzati rendendo meno impattante l’eventuale futura dismissione.
 
Questo tipo di tecnologia da la possibilità di progettare e realizzare le parti dell’edificio in luoghi diversi da quello in cui sorgerà il manufatto; infatti in cantiere si svolgerà “solo” la fase di assemblaggio che quindi avverrà in tempi brevi.
 
Inoltre tale tecnica costruttiva è ideale anche per lavori di ristrutturazione in quanto, grazie alla facilità di posa, rende possibile la conclusione dei lavori in tempi brevi, aspetto non da poco per coloro che devono allontanarsi dalla propria abitazione.
 

Sistemi a secco: come impiegarli e quali prodotti offre il mercato

E’ possibile utilizzare le tecnologie a secco per l’involucro esterno, la struttura, e il sistema interno (tra finiture e partizioni).
 
Sistemi a secco per involucro esterno
L’involucro esterno, se costruito a secco, è costituito da unità tecnologiche, elementi tecnici e rivestimenti assemblati fra loro con giunzioni a secco e fissati ad una struttura principale attraverso sistemi di ancoraggio (bulloneria, viterie o saldature).
 
Lastre in cemento fibrorinforzato
Tra i rivestimenti maggiormente utilizzati per l’involucro esterno ci sono le lastre in cemento alleggerito fibrorinforzate, in parte intonacate o rivestite.
 
Tra i sistemi in commercio alcuni sono particolarmente attenti alla leggerezza e alla tolleranza all’umidità della lastra come Aquaroc di Saint-Gobain Gyproc, un sistema di rivestimento a base di cemento alleggerito ad alte prestazioni che consente di ottenere una lastra di peso inferiore rispetto alla gran parte degli altri prodotti presenti oggi sul mercato e una buona tolleranza all’umidità, permettendone l’applicazione anche in ambienti esterni ad elevata umidità.
 
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Un altro sistema per esterni a secco che permette di realizzare o ristrutturare manufatti con caratteristiche di durabilità, resistenza all’azione di acqua e intemperie, rendendo semplice la riqualificazione architettonica è AQUAPANEL® Outdoor di Knauf. Grazie alla lavorazione delle lastre è infatti non subisce rigonfiamenti, né va incontro a degradazione o sgretolamento.

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Sistemi di facciata
Generalmente per migliorare le prestazioni energetiche di un edificio che s’intende riqualificare si agisce sull’involucro esterno e in particolare sulle facciate impostando facciate ventilate o sistemi a cappotto.
 
Per molti edifici (residenziali, terziari ecc) i sistemi per facciate continue superano i limiti delle facciate tradizionali intonacate grazie alla loro durabilità nel tempo, alla flessibilità data dal facile montaggio-smontaggio del rivestimento e al migliore comportamento termoigrometrico.
 
Un sistema di involucro a secco ventilato con rivestimento di grandi lastre in cotto tradizionale a pasta molle che si adatta ad ogni tipo di edificio esistente è offerto da COTTO³ (Cotto al Cubo) di SanMarco  - Terreal Italia un sistema semplice per realizzare involucri in cotto dai grandi vantaggi funzionali ed energetici, costituito da 3 gusci, uno termico, uno strutturale e uno di rivestimento esterno in laterizio. 
 
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Sistemi a cappotto
I sistemi a cappotto sono la scelta ideale per migliorare le prestazioni energetiche di un edificio o di un condominio; la realizzazione di cappotti a secco, per l’isolamento delle murate perimetrali, è adatto sia per ogni tipo di costruzioni e assicura tempi brevi di realizzazione.
 
Ci sono molti sistemi a cappotto che accanto ad un adeguato isolamento termico prevedono anche una buona coibentazione acustica come BetonTherm Fiber di BetonWood un cappotto termico bioecologico in cementolegno e fibra di legno ideale per la realizzazione di cappotti termo-acustici ad alta resistenza meccanica e ad elevato sfasamento termico, per l’isolamento, sia interno che esterno, delle murature perimetrali.
 
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Blocchi e manufatti in cls
Per chi dovesse operare un ampliamento accanto alla ristrutturazione di casa può optare per blocchi in cls fonoisolanti che permettono una grande versatilità operativa e una comoda posa a secco.
 
Tra questi c’è BioPLUS A+® di PAVER COSTRUZIONI un sistema costruttivo composto da blocchi a cassero in calcestruzzo alleggerito di argilla espansa LECA e inserto isolante ad elevata densità. Il sistema permette di ottenere, grazie alla posa a secco, i vantaggi statici di una struttura scatolare attraverso incastri verticali ed orizzontali e quelli di un reale comfort abitativo grazie alla sua massa e inerzia termica.

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Sistemi per tetti ventilati
In una ristrutturazione importante può essere necessario intervenire anche sul tetto, attraverso sistemi di semplice esecuzione che migliorino le prestazioni energetiche attraverso sistemi di semplice esecuzione.   
 
Realizzando un sistema per tetti ventilato con posa a secco si possono migliorare le prestazioni energetiche e il miglioramento del benessere all’interno della casa, senza modificare in alcun modo la struttura sottostante e senza danneggiare l’impermeabilizzazione.
 
 
Per la realizzazione di un sistema ventilato per coperture si potrebbe optare per AERtegola di AERtetto, un sistema per tetti ventilati con manto in tegole portoghesi che attraverso l’innovativo piedino di rialzo brevettato crea una lama d’aria a sezione costante; inoltre grazie alla griglia iniziale in acciaio e al colmo ventilato di espulsione complessiva, si crea un vero ed efficiente tetto ventilato con posa in opera del manto di copertura completamente a secco.

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Tecnologie a secco per spazi interni

Lo spazio interno di un edificio è costituito da un’ulteriore stratificazione di materiali come lastre di rivestimento in gesso per partizioni, strato di coibentazione, finiture e impianti tecnologici. Se la praticità e velocità dei sistemi a secco è utile per l’involucro esterno, lo è ancora di più per quello interno che comporta, in caso di ristrutturazione di un appartamento, l’impossibilità per i residenti di viverci. Di conseguenza le soluzioni a secco potrebbero rivelarsi le migliori.
 
Partizioni interne
In caso di ristrutturazione spesso è necessario utilizzare elementi divisori per definire gli ambienti e sfruttare al meglio lo spazio che si ha disposizione. Esistono diversi prodotti in questo settore, adatti per ogni esigenza come le funzionali pareti mobili, che come delle quinte teatrali si aprono per generare nuovi scenari, i comodissimi pannelli chiudi-vano che ti permettono di ottimizzare qualsiasi spazio di risulta della tua abitazione, i tradizionali pannelli in cartongesso e i pannelli sandwich.
 
Un buon sistema in divisorio è PLASTBAU di Sicilferro Torrenovese, un pannello divisorio in EPS autoestinguente (della larghezza di 60 cm, dello spessore variabile e dell’altezza pari all’interpiano) all’interno del quale sono annegati due profili a Z in lamiera zincata e forata per consentire il passaggio degli impianti elettrici. I profili inoltre fungono da guide per l’ancoraggio delle lastre (cartongesso gesso fibrato) per la rifinitura delle pareti.
 
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In caso si soluzioni flessibili, in cui l’esigenza sia di chiudere lo spazio solo all’occorrenza si può optare per pereti mobili; un esempio è FILO 10 di L'INVISIBILE by Portarredo, una parte mobile che con un sistema di perni a scomparsa permette differenti gradi di apertura.

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Nel caso di frazionamenti, ovvero quando da un appartamento si vogliano ricavare due nuove unità abitative, è necessario che la parete divisoria abbia caratteristiche, termo-acustiche maggiori rispetto a quelle che dividono gli ambienti di una stessa unità immobiliare. Un esempio di questo tipo di parete è offerto da ACOUSTIC 225 PLUS di ROCKWOOL, un pannello rigido in lana di roccia a media densità non rivestito per l’isolamento in intercapedine di pareti divisorie e perimetrali che contribuisce in modo significativo all’incremento delle prestazioni acustiche e di sicurezza in caso di incendio.
 
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Controsoffitti
In una ristrutturazione si può optare per un controsoffitto, soprattutto in ufficio, per migliorare le prestazioni termoacustiche dell’ambiente.
 
Un esempio di controsoffitto attento alle prestazioni acustiche e al riuso è THERMATEX - SISTEMA I di Knauf AMF Italia Controsoffitti, una linea di controsoffitti a doghe rettangolari con fibra minerale biosolubile, ideale per il riuso dei locali nel tempo e per la flessibilità di composizione dei locali. I pannelli, dall’ottimo isolamento acustico, sono di facile montaggio e smontabili facilmente ed ovunque.
 
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Per sistemare, attraverso sistemi a secco, il problema dello sfondellamento dei solai si può optare per il sistema SICURTECTO, ovvero una speciale controsoffittatura progettata per contenere cedimenti e crolli degli intradossi dei solai. Il sistema, applicato direttamente ai travetti del solaio, è composto da un’orditura metallica che contiene speciali lastre armate fibrorinforzate. Il vantaggio è avere un nuovo solaio, ma con tutti i vantaggi di un sistema a secco, come costi per la messa in sicurezza notevolmente ridotti, interventi non invasivi e finitura estetica.  

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Pavimenti
Durante una ristrutturazione si potrebbe pensare di rifare i pavimenti, ma senza voler togliere via quello vecchio; in questo caso può essere utile dirigersi verso sistemi modulari per pavimenti sopraelevati, che permettono anche di utilizzare il vano per far passare eventuali impianti, e pavimenti autoposanti.
 
I pavimenti sopraelevati possono essere in vari materiali, ad esempio il legno come HIGH CLASS legno di Transpack Group Service

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per chi ha l’esigenza di piccoli spessori e facilità e velocità di posa può optare per i pavimenti auto posanti come ATTRACTION di GERFLOR, pavimento autoposante, di 5 mm di spessore, con  piastre amovibili non incollate, assemblate tramite incastro a coda di rondine.
 
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Sistemi di isolamento interno
Anche per migliorare il comfort termico dell’edificio che si vuole ristrutturare, si possono scegliere sistemi a secco.
 
Un esempio è OPTIMA di ISOVER SAINT-GOBAIN, un sistema moderno, facile e veloce per la ristrutturazione e l’isolamento termico e acustico delle pareti dall’interno. È una soluzione rapida e a secco, che non richiede colle e tempi d’asciugatura, adattabile ad ogni parete di base, sistema di cablaggio e di passaggio degli impianti.

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E’ possibile anche realizzare sistemi di isolamento a calpestio; un esempio di questo genere è offerto dal Sottofondo a secco di Finlegno che grazie alla posa senz’acqua, riduce i tempi di utilizzo del sottofondo e permette al pavimento di diventare subito calpestabile, accorciando così di qualche mese i tempi di realizzazione in cantiere, eliminando tutte le problematiche dell’umidità tradizionale, i tempi di asciugatura ed il conseguente sporco. 

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Consulta anche lo Speciale Tecnico di Edilportale sui Sistemi Costruttivi a Secco



 
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