09/07/2015 - Complice la crisi, la saturazione dei centri urbani e i costi più alti delle case oggi fa sempre più comodo aggiungere una camera o uno spazio multifunzionale
recuperando spazi inutilizzati o realizzando una sopraelevazione, senza cambiare abitazione e aggiungendo valore al proprio immobile.
Inoltre, nell’ottica del
contrasto al consumo di nuovo suolo, tali interventi sono stati favoriti nel corso del tempo dal Governo (
Piani Casa regionali che permettono un aumento della volumetria pari al 20%) e dalle amministrazioni regionali e comunali attraverso apposite leggi per il recupero dei sottotetti o del costruito. Recuperare spazi già costruiti o realizzare delle sopraelevazioni ha notevoli vantaggi dal punto di vista urbanistico: permette di sfruttare meglio suolo già urbanizzato e limita la realizzazione di nuove opere di urbanizzazione primaria (fogne, rete idrica, rete elettrica). Di seguito una panoramica degli interventi più comuni da effettuare quando si parla di recupero di sottotetti, con le relative autorizzazioni e i prodotti più coerenti con tali esigenze.
Nel focus di oggi ci occuperemo di recupero di sottotetti e mansarde, considerando le normative vigenti e i prodotti migliori da utilizzare, mentre nel prossimo analizzeremo tutto ciò che serve per realizzare una sopraelevazione.
Recupero sottotetto e mansarde
Il recupero di un sottotetto ha numerosi vantaggi: per prima cosa permette all’appartamento di guadagnare delle nuove stanze, in secondo luogo la ristrutturazione di questi ambienti ha un costo limitato rispetto ad una nuova edificazione e infine si ha la possibilità di usufruire dei vantaggi derivanti da specifiche leggi regionali che ne incentivano il recupero.
Ricordiamo che cambiare la destinazione d’uso dei locali, come trasformare un sottotetto non abitabile in
mansarda ad uso abitativo, richiede la presentazione di un progetto al Comune di residenza al quale chiedere anche le dovute autorizzazioni. Bisogna anche osservare le disposizioni locali circa le altezze minime degli ambienti abitabili e il rapporto aero-illuminante stabilito dalle norme igienico sanitarie.
Le norme nazionali stabiliscono delle linee guida in questo senso: l’altezza minima dal pavimento al soffitto dev’essere di
2,70 metri per gli ambienti vivibili, di 2,4 metri per i locali di servizio, come bagni, corridoi, e solo gli armadi o i ripostigli possono avere altezze inferiori. Nei comuni montani al di sopra dei 1.000 metri però può essere consentita, a causa delle particolari condizioni climatiche e delle tipologie costruttive locali, una deroga alle altezze minime nazionali fino ad arrivare a
2,55 metri per ambienti abitabili.
In più le differenti leggi regionali per il recupero ad uso abitativo dei sottotetti hanno modificato la normativa nazionale fissando un nuovo parametro accanto all’altezza minima, ovvero l’
altezza media ponderale che si calcola dividendo il volume della parte di sottotetto la cui altezza superi quella minima per la superficie relativa. Generalmente per non incorrere in errori è consigliabile rivolgersi ad un tecnico qualificato per il calcolo dell’altezza media ponderale, soprattutto in presenza di tetto pendente o sbalzi sul soffitto.
I
limiti relativi all’altezza media e a quella minima
variano da regione a regione, per questo è opportuno verificare sempre, aiutati da un tecnico abilitato, le normative di riferimento stabilite dalla Regione e dal regolamento edilizio del proprio Comune. Ad esempio
in Piemonte le altezze medie interne dei locali sono pari a 2,40 metri per i locali abitativi e a 2,20 metri per quelli accessori (bagni, angoli cottura, verande, tavernette) e di servizio (corridoi, disimpegni, lavanderie, ecc), quelle minime1,60 metri e 1,40 metri.
In Sicilia l’altezza minima è 1,50 metri e quella media 2,00 m, sia per i volumi abitabili, sia per quelli di servizio; in
Toscana l’altezza minima è 1,50 metri e l’altezza media è invece pari a 2,30 metri; in
Veneto l’altezza minima è 1,80 metri, per i locali abitabili e accessori, e quella media di 2,40 metri.
Per ciò che concerne la corretta illuminazione e il giusto riciclo d’aria, il
DM 5 luglio 1975 stabilisce che “per ciascun locale d’abitazione, l’ampiezza della finestra deve essere proporzionata in modo da assicurare un valore di
fattore di luce diurna medio non inferiore al 2% e comunque la superficie finestrata apribile non dovrà essere inferiore a
1/8 della superficie del pavimento”.
Per migliorare la luminosità della mansarda, e rispettare il giusto fattore di luce diurna, si possono inserire delle
finestre per tetti, che favorendo l’entrata di luce zenitale, raddoppiano l’apporto luminoso rispetto ad una normale finestra.
Le finestre per tetti hanno il vantaggio di poter sfruttare appieno la posizione di “ultimo piano” e la
luce zenitale proveniente dall’alto; in più non sono assoggettate all’orientamento dell’edificio e perciò la luce risulta essere costante durante tutta la giornata.
Anche le finestre da tetto hanno elevate prestazioni energetiche per garantire un ottimale isolamento termico invernale come accade nella finestra
VELUX GPL 65.
In linea con le tecnologie domotiche sempre più avanzate esistono finestre per tetti ad
apertura elettrica e solare che si adattano alle abitudini quotidiane dell'utente; grazie ad un apposito sistema è possibile il controllo automatico delle finestre, che addirittura in caso di pioggia si chiudono autonomamente e possono simulare la presenza di qualcuno in casa alzando e abbassando tende e tapparelle come accade per la finestra
VELUX INTEGRA.
Infine per non privarsi neanche della presenza di un balcone, senza effettuare opere murarie, si può optare per finestre da tetto che diventano “balcone” grazie al battente inferiore che si apre fino a formare un parapetto sui tre lati come accade nella
finestra balcone VELUX GDL 73.
VEDI TUTTE LE FINESTRE DA TETTO
L’apertura di finestre per tetti si può effettuare solo previa
richiesta al Comune di Permesso di Costruire o in alcuni casi SCIA in quanto comporta modifiche strutturali. Mentre la semplice sostituzione dei serramenti con altri di pari misura, sagoma e colore non richiede alcuna autorizzazione rientrando nella manutenzione ordinaria (edilizia libera). Generalmente per la trasformazione di finestre in porte finestre e viceversa basta, nella maggior parte dei Comuni, una Comunicazione Inizio Lavori (CIL) mentre per la sostituzione di lucernari esistenti con altri diversi per forma e dimensione è necessaria la SCIA.
Se nel recupero del sottotetto si vuole optare per la posa ex-novo o la sostituzione dei pavimenti interni e la sostituzione o lo spostamento di porte interne non è necessaria alcuna autorizzazione trattandosi di interventi di edilizia libera, mentre per opere interne quali l’inserimento di nuovi tramezzi interni
è sufficiente una CIL. Per rendere confortabile la mansarda dal punto di vista termico potrebbe essere necessario, quando si interviene sulle murature perimetrali, realizzare un buon sistema di isolamento termico.
Se il sottotetto non nasce per essere abitabile probabilmente sarà privo del giusto isolamento termoacustico. Per questo sarà necessario migliorare le prestazioni energetiche delle murature perimetrali utilizzando pannelli, possibilmente con spessori limitati, che siano in grado di coibentare senza togliere spazio utile.
Esistono pannelli semirigidi in lana di roccia a media densità, non rivestiti, che fungono da isolamento sia termico che acustico. Ci sono alcuni pannelli pensati proprio per l’isolamento all’intradosso di coperture inclinate, nelle ristrutturazioni e nei recuperi dei sottotetti quali ambienti abitabili, come il
Pannello 220 di ROCKWOOL.
VEDI TUTTI I SISTEMI PER L’ ISOLAMENTO
Nella ristrutturazione di una mansarda potrebbe essere necessaria la creazione o sostituzione o spostamento di scale interne, operazione che si può effettuare generalmente con la SCIA.
Quando si tratta di scale interne bisogna tener presente sia la normativa esistente che le esigenze personali dell’utente. Generalmente si tende ad installare una scala che occupi il minor spazio possibile per fruire maggiormente di tutti gli spazi.
Scale retrattili
Una tipologia si scala che occupa pochissimo spazio è quella retrattile, che permette di non avere un ingombro fisso ma solo all’occorrenza. Per realizzare una scala del genere è necessario prevedere una botola nel soffitto, che servirà per contenere la scala quando essa non è aperta e servirà come passaggio al piano successivo nel caso in cui la scala sia aperta.
Questo sistema di “scala a scomparsa” è utile soprattutto quando non si dispone dello spazio necessario all’installazione di una scala a chiocciola o quando gli ambienti da raggiungere non vengono usati di frequente. Le scale retrattili possono essere ad apertura manuale o motorizzate; esiste poi anche la versione in cui la rampa si apre a "soffietto" e raggiunge in un solo movimento il pavimento di appoggio, in modo pratico e sicuro, come nella scala
ADJ di RINTAL.
Scale a chiocciola
Questa tipologia di scala, sviluppandosi su se stessa, permette di ridurre notevolmente lo spazio d’ingombro, pur permettendo un comodo passaggio da un piano all’altro. Tuttavia bisogna ricordarsi di verificare le caratteristiche strutturali del solaio per capire il peso massimo in grado di sostenere.
Per la realizzazione di questo collegamento verticale è necessario forare il solaio in base al diametro della scala e proteggere poi quel “buco” nel solaio con un adeguato parapetto. Esistono in commercio scale innovative ed attente al design che permettono una progettazione modulare della scala, grazie all'utilizzo del tecnopolimero, materiale che la rende smontabile, versatile e riciclabile, come accade per le scale
TECHNE di Fontanot.
Miniscale
Se lo spazio è limitato ma non si vuole optare per la scala a chiocciola si potrebbe puntare sulle innovative miniscale che grazie alla modularità riescono a sfruttare al meglio gli spazi con un minimo ingombro. Un esempio è
Mini Plus di RINTAL.
VEDI TUTTE LE TIPOLOGIE DI SCALE
Infine è utile sapere che per far fronte alle altezza ridotte di una mansarda si possono utilizzare specifiche porte, o controtelai per porte scorrevoli, ad altezza ridotta. Un esempio è il controtelaio per porte scorrevoli ad altezza ridotta
VARIO di SCRIGNO.
La trasformazione di un sottotetto in mansarda permette di recuperare spazio e aumentare il volume utile di una casa, ma è un’operazione che può realizzare solo chi possiede già un sottotetto. Cosa può fare invece chi abita in villa o all’ultimo piano di un edificio per guadagnare più spazio? In quali casi è possibile realizzare una
sopraelevazione? Qual è la normativa di riferimento? Quali sono i prodotti per svolgere al meglio il lavoro?
Il prossimo focus risponderà a queste domande.
Foto copertina focus: CASA LF (progetto degma studio)
©Photo: Valentino Bellini