
Professioni tecniche: tre i percorsi possibili
FORMAZIONE
Professioni tecniche: tre i percorsi possibili
Le novità in arrivo col decreto di attuazione della legge 53/2003 appena varato in Consiglio dei Ministri
Vedi Aggiornamento
del 18/01/2006
06/06/2005 - Novità per la formazione dei geometri potrebbero arrivare dal decreto di attuazione della legge 53/2003, appena varato in Consiglio dei Ministri, sulla riforma dell’istruzione superiore che introduce i licei tecnici. Già il Dpr 328/2001, che disciplina gli Albi degli Ordini professionali, aveva previsto l’accesso all’albo dei geometri anche con laurea di primo livello.
A questa possibilità si aggiungono altri due percorsi possibili per iscriversi all’albo:
il conseguimento del diploma tradizionale e due anni di praticantato presso lo studio di un geometra, un architetto o un ingegnere civile iscritti agli Albi da almeno cinque anni, oppure cinque anni di attività professionale autonoma al di fuori degli studi tecnici;
il conseguimento di una laurea tecnica di primo livello, comprensiva di un tirocinio di sei mesi.
Quest’ultima via resta poco praticata perché i laureati triennali optano generalmente per la sezione B, riservata ai laureati junior, degli Ordini degli ingegneri, degli architetti e dei dottori agronomi e forestali.
Infine una terza via, non ancora utilizzata, che prevede la sostituzione del periodo di pratica con corsi post-diploma di istruzione e formazione tecnica superiore.
Il Dpr 328 tuttavia, non definisce con chiarezza i confini tra le competenze dei diversi professionisti, facendo riferimento, per i laureati junior, ad attività di progettazione e soluzione di problemi con tecniche standardizzate, mentre per i geometri a progettazione a tutti gli effetti.
In questo processo di riorganizzazione si inserisce la proposta di una legge delega che unifichi gli albi dei geometri, dei periti industriali e agrari in un nuovo Albo unico dei tecnici laureati (Autel) che accoglierebbe anche i tecnici laureati per l’ingegneria.