Minimi tariffari: il parere motivato dell’esecutivo Ue
30/12/2005 - Le tariffe minime per i servizi di architetti e ingegneri ancora nel mirino della Commissione europea. Dopo la lettera di messa in mora inviata al governo italiano lo scorso luglio, l’Unione Europea ha ufficialmente aperto la seconda fase della procedura d’infrazione emettendo un “parere motivato” (art. 226 del trattato CE) nei confronti del nostro paese.
Il riferimento è agli articoli 43 e 49 del trattato CE, che garantiscono rispettivamente la libertà di stabilimento e le la libera prestazione di servizi.
Secondo la Commissione europea le regole italiane sono incompatibili con il quadro normativo europeo; i regimi tariffari imposti, calcolati sulla base dei costi medi, non considererebbero gli aspetti specifici di un singolo caso. E come tali, non consentirebbero al professionista di adeguarsi a particolari situazioni professionali.
Un professionista trasferitosi in un altro Paese dell’Unione europea sarebbe inoltre scoraggiato ad operare in Italia poiché obbligato al rispetto delle tariffe italiane. Tale obbligo non gli consentirebbe di recuperare le spese dovute agli spostamenti poiché non sarebbe possibile inserire nel tariffario i costi aggiuntivi affrontati.
Si tratta dell’ultimo invito formale a modificare le normative italiane in materia di tariffari minimi di ingegneri ed architetti. Se l’Italia non si conforma alla normativa europea entro i prossimi due mesi, la Commissione adirà la Corte di Giustizia europea.
“La Commissione - si legge nel comunicato diffuso a Bruxelles - contesta la necessità di tali disposizioni che comportano la restrizione dell’accesso al mercato italiano da parte di un fornitore di servizi proveniente da un altro Stato membro, senza peraltro tutelare gli utenti dei servizi o garantire la qualità dei servizi prestati in modo proporzionale rispetto agli obiettivi d’interesse generale enunciati”.
I professionisti difendono tuttavia con decisione le soglie minime ritenendole una forma di tutela per gli utenti e per la concorrenza, nonché garanzia di qualità della prestazione. Ingegneri ed architetti ritengono, in particolare, che l’assenza di prezzi minimi possa comportare una concorrenza al ribasso e di conseguenza l’uscita dal mercato di professionisti qualificati che non ritengano sufficientemente remunerativa l’offerta di determinati servizi.
In allegato la copia della lettera di risposta del governo italiano del 23 settembre scorso inoltrata alla Commissione europea, pervenuta al Consiglio nazionale degli ingegneri