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Professioni, gli Ordini organizzano la protesta

Professioni, gli Ordini organizzano la protesta

Il 12 ottobre manifestazione contro la legge Bersani; comunicazioni del Cnappc dopo l’abolizione dei minimi tariffari

Vedi Aggiornamento del 06/11/2006
di Rossella Calabrese
Vedi Aggiornamento del 06/11/2006
14/09/2006 - È prevista per oggi la riunione del Comitato Unitario delle Professioni (CUP) per definire le iniziative da mettere in campo contro la legge Bersani ( n. 248/2006 ) sulle liberalizzazioni, anche in vista della manifestazione nazionale fissata per il 12 ottobre prossimo. Il Cup, inoltre, proporrà un’iniziativa di legge popolare di riforma degli Ordini, con l’obiettivo di presentare in parlamento 50 mila firme, “a dimostrazione che gli ordini vogliono la riforma”. Ma il Ministero della Giustizia non resta a guardare: inizieranno domani gli incontri con le categorie per la valutazione degli effetti del decreto Bersani sulle professioni. Valutazioni che gli Ordini stanno già facendo. Dopo gli ingegneri, riuniti in congresso a Treviso la scorsa settimana, anche gli architetti organizzano la protesta contro la legge Bersani. Il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori ha diramato, il 7 settembre scorso, la Determinazione n. 2/2006 che fornisce indicazioni sul regime dei compensi professionali a seguito dell’entrata in vigore della legge 248/2006. Il documento fa notare che la legge 248/2006, diversamente da quanto originariamente disposto dal decreto-legge 223/2006, non abroga le disposizioni che fissano le tariffe, minime e fisse, ma piuttosto, la loro “obbligatorietà” (ove prevista). Se ne deduce – continua il documento del CNAPPC - che quanto previsto dalla legge n. 143/1958 (Norme sulla tariffa degli ingegneri e degli architetti) è tutt’ora vigente con riferimento. Considerazioni molto approfondite sono svolte anche sulle società di professionisti. Una ricognizione sulle tappe recenti dell’ordinamento professionale è contenuta invece nella lettera del Presidente del CNAPPC, Raffaele Sirica, agli iscritti. Partendo dallo scenario determinato dai recenti provvedimenti, il documento delinea le sfide dei prossimi anni, mettendo in guardia dalle “spinte falsamente innovatrici” e dal “latente vento ideologico radical-liberista” che incombono sul lavoro degli Ordini. Segue un vero e proprio programma per i prossimi anni, elaborato tenendo conto anche della recente “scossa” dovuta al decreto Bersani.
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