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Decreto rinnovabili: dalle Regioni ‘sì condizionato’

Decreto rinnovabili: dalle Regioni ‘sì condizionato’

Chieste maggiori competenze per le Regioni. Soddisfatto il Governo

Vedi Aggiornamento del 04/03/2011
di Rossella Calabrese
Vedi Aggiornamento del 04/03/2011
28/01/2011 - Sullo schema di decreto legislativo in materia di fonti rinnovabili la Conferenza delle Regioni ha espresso parere favorevole ma condizionato all’accoglimento di alcune proposte di modifica.
 
“Il nostro parere - ha spiegato il Presidente Vasco Errani - è vincolato all’accoglimento di alcuni punti per noi strategici, fondamentali”. Le Regioni chiedono di cancellare la facoltà di commissariamento delle Regioni stesse nel caso non si raggiungano gli obiettivi prefissati, di prevedere l’intesa Stato-Regione per gli impianti geotermici sperimentali, di coordinare meglio le norme relative alle Regioni e le deleghe che queste possano aver già assegnato agli Enti locali, come le Province.
 
Inoltre, le Regioni propongono che l’accesso agli incentivi statali per gli impianti fotovoltaici collocati a terra in aree agricole sia subordinato alla garanzia della normale conduzione delle attività agricole pre-esistenti e dell’irrigazione del terreno. Vincolo che si aggiungerebbe agli altri, già previsti dallo schema di Dlgs, cioè il limite massimo di 1 MW di potenza nominale dell’impianto e il rapporto massimo di 50 kW di potenza nominale dell’impianto per ogni ettaro di terreno.
 
“Il parere favorevole delle Regioni è motivo di grande soddisfazione per il Governo, che si è confrontato sui contenuti ed ha accolto molte proposte venute dalle Regioni”. Così il sottosegretario allo Sviluppo economico con delega all’Energia, Stefano Saglia ha commentato il parere sul decreto che, ricordiamo, recepisce la Direttiva2009/28/CE.
 
“L’impianto del provvedimento - ha aggiunto Saglia - rimane quello che ci siamo dati come obiettivo: avere un sistema di incentivi che arrivi al 2020, che consenta di fare crescere le fonti rinnovabili, che lo faccia con un decremento degli incentivi pubblici, in modo che non sia eccessivo l’esborso da parte dei cittadini consumatori, e che si riesca a raggiungere l’obiettivo al 2020 che ci impone l’Europa”.
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