
Decreto rinnovabili: l’industria fotovoltaica propone modifiche
NORMATIVA
Decreto rinnovabili: l’industria fotovoltaica propone modifiche
‘Non dovrebbe essere lasciata alla Regioni la facoltà di estendere la procedura semplificata agli impianti fino a 1 MW’
Vedi Aggiornamento
del 21/08/2013
14/01/2011 - Le associazioni dei produttori di impianti fotovoltaici tornano a chiedere di modificare il Dlgs sulle rinnovabili che recepisce la direttiva 2009/28/CE.
Le istanze e le osservazioni del comparto industriale del fotovoltaico sono state presentate mercoledì scorso in Commissione Industria, Commercio e Turismo del Senato da rappresentanti del GIFI/ANIE (Gruppo Imprese Fotovoltaiche Italiane). Circa un mese fa, analoghe proposte di modifica sono state inviate alla Conferenza Unificata (leggi tutto), che si esprimerà sullo schema di decreto legislativo.
La proposta di GIFI/ANIE mira a uno sviluppo sostenibile e bilanciato di tutti i segmenti del mercato per consentire il raggiungimento degli obiettivi comunitari al 2020. Sono sei i punti principali:
1. non dovrebbe essere lasciata alla Regioni la facoltà di estendere la procedura abilitativa semplificata ad impianti fino a 1 MW di potenza;
2. la limitazione di 50 kW per ettaro in aree agricole (con una potenza nominale dell’impianto non superiore ad 1 MW) è eccessiva. Anche alle aziende agricole deve essere data la possibilità di accedere alle tariffe incentivanti previste dalla normativa in vigore. In tal modo, gli impianti fotovoltaici rappresenterebbero una ulteriore fonte di reddito a supporto dell'agricoltura;
3. il periodo di garanzia dei moduli è un aspetto strettamente contrattuale/privato ed è già disciplinato dalla vigente normativa;
4. ENEA dovrebbe essere l’organismo centrale al quale inviare obbligatoriamente i titoli di qualificazione degli installatori: questi ultimi dovrebbero essere altresì resi accessibili su un unico portale informatico a livello nazionale;
5. sarebbe opportuno che ai distributori di energia elettrica venga riconosciuta una maggiorazione della remunerazione del capitale investito anche per gli interventi di sviluppo fisico della rete nelle “aree critiche”;
6. le aste al ribasso gestite dal GSE proposte per gli impianti con potenza superiore a 5 MW potrebbe introdurre elementi di incertezza tra gli operatori del settore.
“Sono certo che l’industria fotovoltaica possa garantire al Sistema Italia almeno 15.000 MW di potenza installata al 2020 - ha dichiarato Valerio Natalizia, Presidente di GIFI/ANIE - creando 80.000 posti di lavoro qualificati lungo tutta la filiera già entro il 2015. Perché ciò sia possibile - ha concluso Natalizia - dovremmo prevedere una rivalutazione del sistema incentivante ipotizzando un adeguamento delle tariffe con un’attenta analisi dei costi di sistema previsti per i prossimi anni”.