Network
Pubblica i tuoi prodotti
Condono edilizio, via alle valutazioni sull’ammissibilità

Condono edilizio, via alle valutazioni sull’ammissibilità

Applicazione limitata alla Campania secondo i firmatari dell’emendamento al ‘Milleproroghe’, numerose le richieste di ritiro

Vedi Aggiornamento del 28/03/2011
di Paola Mammarella
Vedi Aggiornamento del 28/03/2011
01/02/2011 - Inizia oggi in Senato la valutazione sull’ammissibilità degli emendamenti al “Milleproroghe”. Tra le proposte spicca la controversa estensione dei termini per il condono edilizio, presentata da un gruppo di senatori del PdL.
 
Dopo le richieste di ritiro, giunte da ordini professionali, istituti di ricerca e membri dell’associazionismo ambientalista, i firmatari dell’emendamento hanno affermato che si tratterebbe di una misura limitata alla Regione Campania, che a causa dell’intervento della Corte Costituzionale non avrebbe potuto usufruire delle precedenti possibilità di regolarizzazione.
 
Già dall’anno scorso la situazione era stata denunciata e giudicata impari dall’Assessore regionale all’Urbanistica Marcello Taglialatela, che ha proposto una soluzione indolore, basata sulla sospensione delle demolizioni fino all’approvazione del piano paesaggistico regionale. La nuova norma potrebbe rivedere i vincoli, evitando così l’abbattimento di una serie di immobili costruiti per necessità e non a fini speculativi.

Aggiornamento del 2 febbraio - Leggi come è andata a finire

 
Proposta di condono a maglie larghe
In caso di approvazione, fino al 31 dicembre 2011 potrebbe presentare istanza di sanatoria anche chi in precedenza si è visto rifiutare la domanda per la regolarizzazione di immobili, realizzati entro il 31 marzo 2003, in aree tutelate dal Codice dei beni culturali e del paesaggio, d.lgs. 42/2004.
 
In presenza di un dimostrato interesse pubblico, verrebbe impedita ai comuni l’acquisizione e l’eventuale demolizione delle opere edilizie realizzate in assenza o difformità del titolo abilitativo. Gli edifici potrebbero inoltre essere destinati ad alloggi di edilizia residenziale pubblica, da assegnare in locazione a canone concordato previa verifica delle adeguate condizioni igienico - sanitarie.
 
La seconda parte dell’emendamento reintroduce poi lo stop alle demolizioni degli edifici abusivi in Campania. Gli abbattimenti degli immobili, utilizzati come prima abitazione da soggetti sforniti di un altro alloggio, potrebbero essere sospesi fino al 31 dicembre 2011, tranne nei casi di pericolo per l’incolumità pubblica e privata. 
 
Ritirare l’emendamento
Dure le proteste dell’Inu, che ha chiesto il ritiro dell’emendamento. Per l’Istituto nazionale di urbanistica, l’Italia sarebbe l’unico paese europeo ad aver approvato tre condoni. L’esperienza dimostrerebbe che a questo tipo di sanatorie seguono una corsa all'illegalità e agli abusi, nonché un considerevole consumo di suolo.
 
Wwf e Fai, Fondo per l’ambiente italiano, hanno rivolto un appello ai presidenti delle commissioni Affari Costituzionali e Bilancio del Senato, perché giudichino inammissibile la proposta.
 
Simile la reazione di Legambiente, che nella politica dei condoni vede un alto rischio per l'assetto idrogeologico italiano.

Secondo il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, il condono rappresenta una resa dello stato alle attività illegittime dal momento che non esisterebbero ragioni di interesse pubblico per consentire la legalizzazione degli abusi edilizi.
Le più lette