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‘Edifici a energia quasi zero’: Direttiva verso il recepimento

‘Edifici a energia quasi zero’: Direttiva verso il recepimento

La Comunitaria 2010 approvata dal Senato detta i tempi per la legge italiana

Vedi Aggiornamento del 17/10/2011
di Rossella Calabrese
Vedi Aggiornamento del 17/10/2011
09/02/2011 - Il Senato ha dato il via libera alla Legge Comunitaria 2010. Si tratta delle consuete disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle Comunità europee.
 
Una delle direttive che l’Italia recepirà sulla base di questa Comunitaria è la Direttiva 2010/31/CE sull’efficienza energetica, che stabilisce che i nuovi edifici, costruiti a partire dal 2020, dovranno essere “a energia quasi zero”.
 
Gli “edifici a energia quasi zero” - ricordiamo - sono edifici ad altissima prestazione energetica, in cui il fabbisogno energetico molto basso o quasi nullo deve essere coperto in misura molto significativa da energia da fonti rinnovabili. La Direttiva 2010/31/CE prevede che entro il 31 dicembre 2020 tutti gli edifici di nuova costruzione dovranno essere “a energia quasi zero”; per gli edifici pubblici questa scadenza è anticipata al 31 dicembre 2018 (leggi tutto).
 
La Legge Comunitaria 2010 licenziata nei giorni scorsi dal Senato, delega il Governo a recepire la Direttiva due mesi prima della scadenza fissata dalla Direttiva stessa (9 luglio 2012). Di conseguenza, le norme italiane per gli “edifici a energia quasi zero” dovrebbero essere approvate entro il 9 maggio 2012.
 
La Comunitaria 2010 passa ora all’esame della Camera.
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