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Piano Casa, proposta la proroga automatica dei termini

Piano Casa, proposta la proroga automatica dei termini

Vincere l’inerzia delle regioni incentivandole a modificare le norme e posticipare i termini delle scadenze

Vedi Aggiornamento del 18/05/2012
di Paola Mammarella
Vedi Aggiornamento del 18/05/2012
02/05/2011 - Non solo semplificazione dei titoli abilitativi per ristrutturazioni e nuovi interventi. Il rilancio dell’edilizia passa anche attraverso la proroga automatica dei Piani Casa regionali.
 
Potrebbe racchiudere questa ulteriore iniziativa il Dl di maggio, previsto dal programma nazionale di riforma contenuto nel Def, documento di economia e finanza.
 
L’introduzione di una clausola di cedevolezza sarebbe la soluzione individuata dal Governo per riaprire in modo automatico i termini delle leggi regionali in caso di inerzia degli enti locali. Che sarebbero così incentivati a modificare e prorogare le norme per il rilancio dell’edilizia.
 
Tra le ipotesi circolate nei giorni scorsi a proposito di un “Piano Casa bis”, compare anche la possibilità di ampliamento fino al 20% e di demolizione e ricostruzione con premio di cubatura fino al 30%.
 
Dal momento che in quasi tutte le Regioni, ad eccezione che in Veneto e Sardegna, il Piano Casa si è rivelato un flop, registrando un basso numero di domande, è stato proposto di porre un argine al potere di veto degli enti locali, che subito hanno rivendicato le competenze loro attribuite dalla Costituzione.
 
La spinta al settore costruzioni potrebbe inoltre essere potenziata dalla semplificazione dei titoli abilitativi. Il Dl sviluppo di maggio potrebbe quindi introdurre il silenzio-assenso per il rilascio del permesso di costruire ed estendere la Scia non solo ai piccoli interventi che non implicano incrementi della cubatura, ma anche alle ristrutturazioni e agli interventi che portano a un fabbricato diverso per sagoma, volumetria e superficie.

Ricordiamo che al momento il Piano Casa è già scaduto in Emilia Romagna e Lombardia. Alcune regioni, come Liguria, Piemonte, Umbria, Campania e Toscanahanno prorogato i termini per la presentazione delle domande, cercando in alcuni casi di rimuovere i vincoli presenti.
 
Allo stesso tempo, dovrebbero essere definitivamente risolti i dubbi sull’applicazione della Scia all’edilizia. Alcune delibere regionali e comunali hanno infatti contestato la sostituzione della Dia con la segnalazione certificata di inizio attività (leggi tutto) o circoscritto le possibilità di ricorrervi (leggi tutto).
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