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Piano Casa, Scia e appalti, approvato il Decreto sviluppo

Piano Casa, Scia e appalti, approvato il Decreto sviluppo

Proroga automatica dei termini per il rilancio dell’edilizia e semplificazione in CdM

Vedi Aggiornamento del 11/07/2011
di Paola Mammarella
Vedi Aggiornamento del 11/07/2011
05/05/2011 - È stato approvato oggi il decreto legge per lo sviluppo. Dopo la riunione del preconsiglio di ieri, il CdM si pronuncia sulle misure che dovrebbero rilanciare l’economia favorendo la crescita. Si tratta di una formula rinnovata di Piano Casa, della semplificazione degli appalti, con soglie riviste al rialzo, e della reintroduzione del divieto di arbitrato.
 
Piano Casa
Come già annunciato, il decreto legge, previsto dal Def, Documento di economia e finanza, ripropone misure nazionali per il rilancio dell’edilizia. Vengono riaperti i termini per il varo di nuove leggi regionali incentivando gli interventi di demolizione e ricostruzione sia sugli edifici residenziali che su quelli a destinazione diversa. Fino all'approvazione delle leggi regionali, che fisseranno gli standard degli incentivi, le ricostruzioni godranno di un premio volumetrico del 20% per il residenziale e del 10% in tutti gli altri casi.
 
Nei giorni scorsi era trapelata anche l’intenzione di prorogare automaticamente i termini delle leggi regionali, con l’introduzione di una clausola di cedevolezza, lasciando agli interessati, in caso di scadenza della norma locale, la possibilità di effettuare interventi secondo le disposizioni statali.
 
Semplificazione delle norme in edilizia
La bozza del testo discussa alle 19 di ieri sera in in pre-Consiglio conferma la possibilità di ottenere un permesso di costruire in caso di silenzio-assenso, tranne che nei casi in cui sussusta un vincolo ambientale, paesaggistico o culturale.
 
Confermata anche la sostituzione della Dia con la Scia, a eccezione dei casi particolari in cui la denuncia di inizio attività è alternativa al permesso di costruire (Super-Dia).

Appalti
Per contenere l’aumento dei costi delle opere, sono stati introdotti tetti sulle riserve, nonchè limiti all’importo delle opere compensative e alle varianti in corso d'opera.
 
Via libera anche alla possibilità di elevare da 500 mila a 1 milione di euro l’importo entro il quale è consentito l’affidamento con procedura negoziata senza bando. Una soluzione intermedia tra la situazione attuale e quella individuata dallo statuto delle imprese, approvato alla Camera a marzo e ora in fase di discussione al Senato. Per i lavori superiori a 500 mila euro dovranno essere invitati dieci soggetti, per quelli di importo inferiore saranno invece sufficienti cinque inviti.
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