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Professioni, deputati scettici sulle misure di liberalizzazione

Professioni, deputati scettici sulle misure di liberalizzazione

I membri della Commissione Giustizia della Camera contrari all’abrogazione delle tariffe e al preventivo di massima

Vedi Aggiornamento del 26/03/2012
di Rossella Calabrese
Vedi Aggiornamento del 26/03/2012
14/03/2012 - È tutta in salita la strada verso l’approvazione delle norme che riguardano i professionisti, contenute negli articoli 9 e 9-bis del ddl di conversione del DL 1/2012 sulle liberalizzazioni. Il testo, approvato dal Senato il 1° marzo scorso (leggi tutto), ha iniziato il suo iter alla Camera.
 
In Commissione Giustizia, già nella seduta preliminare del 6 marzo, finalizzata semplicemente ad organizzare i lavori, il deputato PdL Maurizio Paniz ha preannunciato “forti conflittualità ed una decisa opposizione” sulle disposizioni in materia di professioni.
 
Nella successiva discussione del 7 marzo, il relatore Roberto Cassinelli (PdL) ha illustrato il contenuto dell’articolo 9 del decreto e, in particolare l’abrogazione delle tariffe e la disciplina del tirocinio, ricordando che le professioni sono state oggetto di alcuni recenti interventi legislativi: il DL 223/2006 (decreto Bersani) e il DL 138/2011, da ultimo modificato dalla Legge di stabilità 2012. Secondo Cassinelli “queste modifiche normative meriterebbero di essere soppresse”.
 
Abrogazione tariffe professioniali
Sul comma 1 dell’articolo 9 che abroga le tariffe, il relatore Cassinelli ha espresso la propria contrarietà: il sistema delle tariffe - ha spiegato - è servito per parametrare i compensi dei professionisti anche a tutela del cliente, il quale, senza tale parametro, rischia di rimanere alla mercé del professionista.
 
“Netto dissenso” è stato espresso anche da Manlio Contento (PdL), non solo sul contenuto delle norme, ma anche sul metodo seguito: il Governo non terrebbe in considerazione il fatto che il Parlamento era già investito di alcuni progetti di riforma. Sulle tariffe, Contento ha segnalato il contrasto tra la loro abolizione e la previsione di introdurre dei parametri per la determinazione delle stesse in caso di controversia.
 
Anche il PD, con il deputato Mario Cavallaro, è scettico sulle norme in materia di professioni: le tariffe - ha detto Cavallaro - sono “pur sempre un utile, talvolta indispensabile, parametro di riferimento per la formazione del contratto e quindi per il mercato in generale”.
 
Preventivo di massima
Anche sul preventivo, il relatore Cassinelli non è d’accordo: chi ha scritto la norma non avrebbe esperienza in ambito professionale e la stesura di un preventivo che preveda le spese relative all’incarico professionale sarebbe del tutto impraticabile nei fatti.
 
Per Contento, la norma è “inapplicabile” perchè, nei casi in cui la durata dell’incarico non dipenda solo dall’attività del professionista, ma anche da quella di terzi (uffici pubblici o magistrati), “ogni valutazione non potrebbe che essere azzardata, sia perché tale prassi rischia di favorire ipotesi di concorrenza sleale basata su preventivi che, proprio perché tali, vengono ‘contenuti’ in fase iniziale e ‘dilatati’ al momento della parcella”.
 
Cavallaro condivide i rilievi di chi evidenzia le difficoltà per i professionisti di redigere il preventivo, ma ritiene che non si possa neanche essere del tutto generici sull’indicazione delle spese che il cliente dovrà affrontare.
 
Società tra Professionisti
Il deputato Contento ha precisato che le StP dovrebbero essere costituite esclusivamente da professionisti, anche allo scopo di tutelare le prerogative degli stessi e a tutela del cliente, come nel caso del segreto.
 
Secondo Cavallaro, si dovrebbero stabilire dei modelli generali in via legislativa, lasciando alle singole categorie la possibilità di scegliere modelli che prevedano o meno la presenza di soci di capitali, in base alle peculiarità della specifica professione.
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