
Professionisti, salta l’obbligo di preventivo scritto
PROFESSIONE
Professionisti, salta l’obbligo di preventivo scritto
Le modifiche al DL Liberalizzazioni: ai soci di capitale non più di un terzo delle società tra professionisti; compenso ai tirocinanti dopo i primi sei mesi di pratica. Il 1° marzo ‘‘Professional Day’’
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del 11/07/2012
27/02/2012 - I professionisti non dovranno fornire un preventivo scritto al cliente; i soci di capitale non potranno detenere più di un terzo delle Società tra professionisti; ai tirocinanti sarà riconosciuto un rimborso spese dopo i primi sei mesi di pratica.
Sono state quasi tutte accolte le richieste dei professionisti relative al Decreto Liberalizzazioni: il Governo ha presentato diversi emendamenti al ddl di conversione del DL 1/2012, che riducono la portata delle disposizioni introdotte dal decreto-legge.
L’emendamento del Governo cancella l’obbligo di fornire un preventivo scritto al cliente; i professionisti dovranno comunque redigere un preventivo di massima che indichi la misura del compenso, che deve essere adeguato all’importanza dell’incarico e va pattuito indicando tutte le voci di costo delle prestazioni, comprensive di spese, oneri e contributi. L’inottemperanza di questi obblighi non costituirà illecito disciplinare, come invece previsto dal testo del decreto-legge.
Modificata anche la disciplina delle Società tra professionisti (introdotte dalla Legge di Stabilità 2012 - 183/2011): i soci di capitale non potranno detenerne più di un terzo, in relazione al diritto di voto negli organi amministrativi della Società.
Novità anche per il tirocinio: ai praticanti sarà riconosciuto un rimborso spese, ma solo dopo i primi sei mesi di tirocinio e in misura forfettaria. Resta il tetto massimo di diciotto mesi alla durata del tirocinio.
A spiegare la modifica sul preventivo interviene la relatrice Simona Vicari (Pdl) che, su Facebook scrive che “l’attuale riformulazione dell’articolo 9 del decreto liberalizzazioni prevede comunque l’obbligatorietà del preventivo. Si tratta adesso di un preventivo di massima, che può essere reso al cliente in forma scritta”. “Per le professioni - aggiunge Vicari sul suo blog - è stato espunto l’obbligo del preventivo, che era poco funzionale per alcune categorie professionali come gli avvocati”.
Resta aperta la questione delle tariffe professionali che, da quanto si apprende, potrebbe essere demandata a provvedimenti successivi. Ferma restando l’abolizione dei minimi, nei giorni scorsi era circolata l’ipotesi di mantenere le tariffe per altri quattro o cinque mesi, in attesa che il Ministero della Giustizia riveda la disciplina e individui i ‘parametri ottimali’ di retribuzione.
Sabato scorso la Commissione Industria del Senato ha approvato 54 articoli. Oggi è atteso il parere della commissione Bilancio, cui seguirà il voto finale della Commissione Industria sui circa 20 articoli rimanenti; infine, mercoledì il testo approderà in Aula. Se dovessero esserci altri intoppi procedurali, il Governo potrebbe presentare un maxiemendamento sul quale chiedere il voto di fiducia.
In ogni caso i professionisti italiani daranno vita, il 1° marzo prossimo, al Professional Day, una giornata di confronto pubblico sulle prospettive di crescita del Paese e sul ruolo che i 2.100.000 iscritti agli ordini professionali italiani svolgono a supporto dei cittadini e della pubblica amministrazione, in un momento storico in cui gli interventi legislativi stanno modificando il sistema nazionale delle professioni.
La manifestazione, che inizierà alle 10.30, avrà una sede centrale a Roma presso l’Auditorium della Conciliazione, e collegamenti in diretta televisiva con le sedi dei Consigli e Collegi Territoriali su tutto il territorio nazionale. Sarà un’assemblea virtuale di tutti i professionisti italiani, nel corso della quale si discuterà di richieste e proposte, allo scopo di creare un dialogo diretto e costruttivo con la politica, per arrivare in modo condiviso ad una riforma del sistema ordinistico, che comprende più di 4 milioni di lavoratori e produce il 15% del PIL.
Per Armando Zambrano, Presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI), il Professional Day sarà “un’occasione per chiedere al Governo ed al Parlamento di porre un punto fermo alle riforme ed alle innovazioni legislative che si susseguono e si sovrappongono incessantemente da oltre sei mesi e, nello stesso tempo, per offrire un contributo concreto al rilancio e allo sviluppo del Paese”. “Lo scopo che vogliamo perseguire - ha detto Zambrano - è quello di affermare che i professionisti non possono essere considerati un ostacolo allo sviluppo, ma anzi costituiscono la componente della forza lavoro più avanzata ed innovativa, con una capacità di proposizione e progettualità che può essere decisiva in una fase economica come quella attuale”.
In vista del Professional Day, il Presidente del Consiglio Nazionale dei Chimici, Armando Zingales, lancia una proposta: una nuova Authority che sia espressione degli Ordini professionali. “L’attuale Authority, ovvero l’Antitrust - spiega Zingales -, non è sufficiente per reggere la sfida delle liberalizzazioni così concepite dall’Esecutivo. Come Chimici proponiamo che gli Ordini Professionali siano essi stessi delle vere e proprie ‘Authority’ con poteri maggiori da definire”. La concorrenza estrema, in determinati settori, è - secondo Zingales - inopportuna e rappresenta una deriva pericolosa che mette a repentaglio la qualità dei servizi e la competitività del Paese: un mercato eccessivamente libero, in cui non fossero i professionisti a vigilare sulla bontà di un progetto e in cui fosse assente un Ordine professionale per certificare la validità di un professionista, non potrà tutelare del tutto i cittadini”.
Segui l’evoluzione delle norme per le liberalizzazioni su Facebook e su Twitter
Sono state quasi tutte accolte le richieste dei professionisti relative al Decreto Liberalizzazioni: il Governo ha presentato diversi emendamenti al ddl di conversione del DL 1/2012, che riducono la portata delle disposizioni introdotte dal decreto-legge.
L’emendamento del Governo cancella l’obbligo di fornire un preventivo scritto al cliente; i professionisti dovranno comunque redigere un preventivo di massima che indichi la misura del compenso, che deve essere adeguato all’importanza dell’incarico e va pattuito indicando tutte le voci di costo delle prestazioni, comprensive di spese, oneri e contributi. L’inottemperanza di questi obblighi non costituirà illecito disciplinare, come invece previsto dal testo del decreto-legge.
Modificata anche la disciplina delle Società tra professionisti (introdotte dalla Legge di Stabilità 2012 - 183/2011): i soci di capitale non potranno detenerne più di un terzo, in relazione al diritto di voto negli organi amministrativi della Società.
Novità anche per il tirocinio: ai praticanti sarà riconosciuto un rimborso spese, ma solo dopo i primi sei mesi di tirocinio e in misura forfettaria. Resta il tetto massimo di diciotto mesi alla durata del tirocinio.
A spiegare la modifica sul preventivo interviene la relatrice Simona Vicari (Pdl) che, su Facebook scrive che “l’attuale riformulazione dell’articolo 9 del decreto liberalizzazioni prevede comunque l’obbligatorietà del preventivo. Si tratta adesso di un preventivo di massima, che può essere reso al cliente in forma scritta”. “Per le professioni - aggiunge Vicari sul suo blog - è stato espunto l’obbligo del preventivo, che era poco funzionale per alcune categorie professionali come gli avvocati”.
Resta aperta la questione delle tariffe professionali che, da quanto si apprende, potrebbe essere demandata a provvedimenti successivi. Ferma restando l’abolizione dei minimi, nei giorni scorsi era circolata l’ipotesi di mantenere le tariffe per altri quattro o cinque mesi, in attesa che il Ministero della Giustizia riveda la disciplina e individui i ‘parametri ottimali’ di retribuzione.
Sabato scorso la Commissione Industria del Senato ha approvato 54 articoli. Oggi è atteso il parere della commissione Bilancio, cui seguirà il voto finale della Commissione Industria sui circa 20 articoli rimanenti; infine, mercoledì il testo approderà in Aula. Se dovessero esserci altri intoppi procedurali, il Governo potrebbe presentare un maxiemendamento sul quale chiedere il voto di fiducia.
In ogni caso i professionisti italiani daranno vita, il 1° marzo prossimo, al Professional Day, una giornata di confronto pubblico sulle prospettive di crescita del Paese e sul ruolo che i 2.100.000 iscritti agli ordini professionali italiani svolgono a supporto dei cittadini e della pubblica amministrazione, in un momento storico in cui gli interventi legislativi stanno modificando il sistema nazionale delle professioni.
La manifestazione, che inizierà alle 10.30, avrà una sede centrale a Roma presso l’Auditorium della Conciliazione, e collegamenti in diretta televisiva con le sedi dei Consigli e Collegi Territoriali su tutto il territorio nazionale. Sarà un’assemblea virtuale di tutti i professionisti italiani, nel corso della quale si discuterà di richieste e proposte, allo scopo di creare un dialogo diretto e costruttivo con la politica, per arrivare in modo condiviso ad una riforma del sistema ordinistico, che comprende più di 4 milioni di lavoratori e produce il 15% del PIL.
Per Armando Zambrano, Presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI), il Professional Day sarà “un’occasione per chiedere al Governo ed al Parlamento di porre un punto fermo alle riforme ed alle innovazioni legislative che si susseguono e si sovrappongono incessantemente da oltre sei mesi e, nello stesso tempo, per offrire un contributo concreto al rilancio e allo sviluppo del Paese”. “Lo scopo che vogliamo perseguire - ha detto Zambrano - è quello di affermare che i professionisti non possono essere considerati un ostacolo allo sviluppo, ma anzi costituiscono la componente della forza lavoro più avanzata ed innovativa, con una capacità di proposizione e progettualità che può essere decisiva in una fase economica come quella attuale”.
In vista del Professional Day, il Presidente del Consiglio Nazionale dei Chimici, Armando Zingales, lancia una proposta: una nuova Authority che sia espressione degli Ordini professionali. “L’attuale Authority, ovvero l’Antitrust - spiega Zingales -, non è sufficiente per reggere la sfida delle liberalizzazioni così concepite dall’Esecutivo. Come Chimici proponiamo che gli Ordini Professionali siano essi stessi delle vere e proprie ‘Authority’ con poteri maggiori da definire”. La concorrenza estrema, in determinati settori, è - secondo Zingales - inopportuna e rappresenta una deriva pericolosa che mette a repentaglio la qualità dei servizi e la competitività del Paese: un mercato eccessivamente libero, in cui non fossero i professionisti a vigilare sulla bontà di un progetto e in cui fosse assente un Ordine professionale per certificare la validità di un professionista, non potrà tutelare del tutto i cittadini”.
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