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Ivie, come funziona l’Imu per gli immobili situati all’estero

Ivie, come funziona l’Imu per gli immobili situati all’estero

Dall’Agenzia delle Entrate una panoramica su soggetti passivi, modalità di calcolo e detrazioni

Vedi Aggiornamento del 13/05/2013
di Paola Mammarella
Vedi Aggiornamento del 13/05/2013
09/07/2012 - L’Agenzia delle Entrate chiarisce come si paga e a quanto ammonta l’Ivie, l’imposta sugli immobili all’estero, che per certi versi ricalca il funzionamento dell’Imu. La circolare 28/E del 2 luglio traccia una panoramica su soggetti passivi e agevolazioni prima casa, molto simili a quelle previste dalle disposizioni sull’imposta municipale unica in Italia.
 
Soggetti passivi
Sono soggetti al pagamento dell’Ivie il proprietario di fabbricati, aree fabbricabili e terreni, il titolare del diritto reale di usufrutto, uso o abitazione, enfiteusi e superficie, ma non il titolare della nuda proprietà; il concessionario nel caso di concessione di aree demaniali; il locatario per gli immobili, anche da costruire o in corso di costruzione, concessi in locazione finanziaria.
 
Base imponibile
Il valore dell’immobile in base al quale calcolare l’importo dell’imposta è costituito dal costo risultante dall’atto di acquisto o dai contratti da cui risulta il costo complessivamente sostenuto per l’acquisto di diritti reali diversi dalla proprietà. Nel caso in cui l’immobile sia stato costruito, si fa riferimento al costo di costruzione sostenuto dal proprietario.
Per gli immobili situati in Paesi appartenenti alla Unione europea o in Paesi aderenti allo Spazio economico europeo (SEE) che garantiscono un adeguato scambio di informazioni, il valore da utilizzare al fine della determinazione dell’imposta è prioritariamente quello catastale.
 
Come si calcola l’IVIE
L’imposta è dovuta nella misura dello 0,76 per cento del valore dell’immobile. Il versamento dell’imposta non è dovuto se l’importo della stessa non supera complessivamente i 200 euro. In sostanza sussiste una soglia di esenzione dal versamento dell’IVIE per gli immobili il cui valore complessivo non superi i 26.381euro circa.
Dall’IVIE dovuta per il 2011 si scomputa l’imposta patrimoniale pagata all’estero nel medesimo anno.
 
Agevolazioni
Per i soggetti che prestano lavoro all’estero per lo Stato italiano, per una sua suddivisione politica o amministrativa o per un suo ente locale e per le persone fisiche che lavorano all’estero presso organizzazioni internazionali cui aderisce l’Italia, l’IVIE è stabilita nella misura dello 0,4 per cento per l’immobile adibito ad abitazione principale e per le relative pertinenze. Analogamente a quanto previsto dalla normativa italiana relativa all’IMU, per pertinenze dell’abitazione principale si intendono le unità classificabili nelle tre categorie catastali magazzini e locali di deposito, stalle, scuderie, rimesse e autorimesse senza fine di lucro, tettoie chiuse o aperte, nella misura massima di un’unità pertinenziale per ciascuna categoria. L’applicazione dell’aliquota ridotta permane fino a che il lavoratore presta la propria attività all’estero e viene meno al suo rientro in Italia.
Con lo stesso meccanismo dell’IMU, dall’imposta sull’immobile all’estero destinato a prima casa si sottraggono 200 euro, più 50 euro per ogni figlio di età inferiore a 26 anni dimorante abitualmente o residente nell’abitazione.
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