
Piano Casa Veneto, raggiunto l’accordo tra Regione e Comuni
NORMATIVA
Piano Casa Veneto, raggiunto l’accordo tra Regione e Comuni
Gli edifici potranno essere elevati solo di un piano, spetta agli enti locali l’ultima parola sull’applicazione
Vedi Aggiornamento
del 25/11/2014
19/02/2014 - Raggiunto l’accordo tra Regioni e Comuni sul Piano Casa del Veneto. Dopo l’incontro di lunedì è stato ribadito che i Comuni potranno decidere se e come applicare le misure per gli ampliamenti volumetrici degli edifici e che non ci sarà il rischio di cementificazione.
Come riferito dal presidente dell’Anci Veneto, Franco Bonesso, gli edifici potranno essere elevati solo di un piano. Allo stesso tempo, l’ultima parola sulla validità di determinate procedure o sull’esclusione di alcune zone spetterà alle Giunte comunali.
Gli accordi dovranno ora essere messi nero su bianco con una circolare esplicativa della Legge Regionale 32/2013.
Ricordiamo che i sindaci veneti hanno mostrato da subito la loro contrarietà alla norma regionale che, oltre a prorogare il Piano Casa fino al 2017, toglie ai Comuni la facoltà di porre dei vincoli sul proprio territorio.
L’apertura del confronto ha portato ad accordarsi sulla collaborazione tra Comuni ed uffici regionali per la stesura di una circolare in grado di chiarire i punti oscuri della legge regionale.
La norma è stata messa sotto accusa anche dal Consiglio dei Ministri, che ha contestato la legittimità dello svuotamento delle competenze, operato ai danni dei Comuni, e delle deroghe alle norme sulle altezze massime.
Alla fine di gennaio, la Regione si è quindi impegnata col Governo a correggere le criticità presenti nella legge. Dopo l’accordo con l’Esecutivo sono state infine gettate le basi per un’intesa con gli Enti locali.
Come riferito dal presidente dell’Anci Veneto, Franco Bonesso, gli edifici potranno essere elevati solo di un piano. Allo stesso tempo, l’ultima parola sulla validità di determinate procedure o sull’esclusione di alcune zone spetterà alle Giunte comunali.
Gli accordi dovranno ora essere messi nero su bianco con una circolare esplicativa della Legge Regionale 32/2013.
Ricordiamo che i sindaci veneti hanno mostrato da subito la loro contrarietà alla norma regionale che, oltre a prorogare il Piano Casa fino al 2017, toglie ai Comuni la facoltà di porre dei vincoli sul proprio territorio.
L’apertura del confronto ha portato ad accordarsi sulla collaborazione tra Comuni ed uffici regionali per la stesura di una circolare in grado di chiarire i punti oscuri della legge regionale.
La norma è stata messa sotto accusa anche dal Consiglio dei Ministri, che ha contestato la legittimità dello svuotamento delle competenze, operato ai danni dei Comuni, e delle deroghe alle norme sulle altezze massime.
Alla fine di gennaio, la Regione si è quindi impegnata col Governo a correggere le criticità presenti nella legge. Dopo l’accordo con l’Esecutivo sono state infine gettate le basi per un’intesa con gli Enti locali.