09/03/2016 - Il
nuovo Codice Appalti è stato trasmesso alle Camere per la richiesta del parere parlamentare. Le Commissioni competenti potrebbero richiedere l’inserimento di qualche modifica, ed è già battaglia sui limiti agli affidamenti in house.
Nonostante abbia pochi giorni di vita, il testo si sta già scontrando contro critiche e raccomandazioni. Professionisti, imprese e sindacati stanno segnalando gli aspetti critici e chiedendo modifiche, mentre per venerdì è previsto lo sciopero dei lavoratori delle aziende di manutenzione e progettazione delle concessionarie autostradali.
Sindacati in fermento contro il nuovo Codice Appalti
FenealUil,
Filca-Cisl e
Fillea-Cgil hanno indetto uno sciopero e manifestazione sindacale per venerdì 11 marzo. Si tratta di uno sciopero nazionale di tutti i lavoratori delle aziende di manutenzione e progettazione delle concessionarie autostradali, ma anche di una manifestazione a Roma presso la sede del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Il provvedimento è ingiusto e sbagliato - spiegano i segretari generali delle tre sigle,
Vito Panzarella,
Franco Turri e
Walter Schiavella - perché non apporterà alcun beneficio al sistema e comporterà invece la perdita di centinaia di posti di lavoro, e quindi di professionalità, e un conseguente calo della qualità delle opere e della manutenzione autostradale, a discapito della collettività”.
“Le manutenzioni, la progettazione e i servizi - aggiungono i tre sindacalisti - devono rimanere aldilà delle quote stabilite per gli affidamenti in house, perché la norma, se non sarà modificata a seguito dei prossimi passaggi nelle commissioni parlamentari, costituirà una
falsa liberalizzazione di mercato in quanto raggiunge l’unico obiettivo della precarizzazione dei rapporti di lavoro e della bassa qualità”.
In base ai dati riportati dai sindacati, “negli ultimi mesi la norma, che prevede di poter affidare direttamente lavori, progettazioni e manutenzioni nella misura massima del 20% degli investimenti, ha provocato centinaia di licenziamenti. Una vera emergenza sociale tamponata per ora con il ricorso alla Cassa integrazione”.
Durante la manifestazione i sindacati, che lamentano la mancanza del confronto durante la predisposizione del nuovo Codice Appalti, cercheranno di ottenere un incontro con il ministro Graziano Delrio.
Ance: no a passi indietro sul nuovo Codice Appalti
Secondo l’Associazione nazionale costruttori edili (
ANCE) bisogna invece insistere sulla concorrenza e mantenere la stretta sui lavori in house. Secondo il Presidente dell’Ance,
Claudio De Albertis, bisogna mantenere il principio dell’80% dei lavori in gara e il 20% in house per le concessionarie autostradali sancito nella legge delega e poi riaffermato anche nell’articolo 177 del nuovo codice. A suo avviso si tratta di un punto di equilibrio che non va toccato, dato che le Direttive europee prevedono di dare in gara il 100% dei lavori nel caso in cui la concessione non sia stata vinta in gara, "come nella stragrande maggioranza dei casi in Italia".
La norma, sostiene De Albertis, è un caposaldo a tutela della
concorrenza e del lavoro delle migliaia di piccole e medie imprese che in questi anni si sono viste sottrarre quote di mercato importanti da parte delle concessionarie che finora potevano affidare in house fino al 40% dei lavori.
Dalle stime dell’Ance emerge che in sei anni sono stati sottratti
1,5 miliardi alla concorrenza, mettendo in ginocchio migliaia di piccole e medie imprese. Nel
2009 è stata infatti introdotta la possibilità per i concessionari privati di affidare senza gara fino al 60% dei lavori a società controllate o collegate. Nel 2014 la soglia è stata poi limitata al 40%
Sulla base di queste considerazioni, il presidente De Albertis si è detto quindi sorpreso per la reazione dei sindacati di settore che “hanno deciso di schierarsi a favore di
posizioni di privilegio a discapito di quelle centinaia di migliaia di lavoratori che operano nel libero mercato”.