09/06/2017 - Rigenerazione urbana con interventi di demolizione e ricostruzione, anche in deroga agli strumenti urbanistici, completamento delle infrastrutture e istituzione di Zone economiche speciali (Zes). Sono alcune delle iniziative riguardanti Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, contenute nel nuovo
Decreto "Mezzogiorno" oggi all'esame del Consiglio dei Ministri.
Rigenerazione urbana in deroga agli strumenti urbanistici
In base alla bozza di Decreto "Mezzogiorno" entrata in Consiglio dei Ministri, i Comuni potranno promuovere programmi integrati per la riqualificazione e la rigenerazione urbana, anche in deroga agli strumenti urbanistici vigenti.
I programmi, in cui saranno incluse
anche le periferie, dovranno essere attuati con la demolizione e ricostruzione di edifici degradati, il mutamento della destinazione d’uso, la dotazione di infrastrutture viarie, di trasporto e di reti funzionali al miglioramento dei servizi.
Le Regioni riconosceranno ai Comuni dei
contributi per la rigenerazione. I programmi dovranno però essere approvati in tempi rapidi. La bozza ipotizza un termine di 180 giorni, ma bisognerà chiarire se decorrerà dal momento dell’approvazione della legge o dalla eventuale stipula di una convenzione con la Regione.
Completamento delle infrastrutture
Regioni, Province, Comuni capoluogo e Città metropolitane potranno segnalare al Ministero per la Coesione territoriale, entro il
31 ottobre 2017, le infrastrutture di carattere strategico per lo sviluppo dei territori interessati, il cui grado di avanzamento sia pari almeno all'80% dell'intera opera e il cui completamento abbia subito dei ritardi per complicazioni nell’iter autorizzativo, liti giudiziarie o sequestri.
La bozza di decreto prevede la possibilità di nominare un commissario delegato che, per accelerare il completamento delle opere, convochi una Conferenza di servizi da svolgere con termini dimezzati.
Nel caso in cui le opere si siano bloccate per sequestri e contenziosi giurisdizionali, i
giudizi potranno svolgersi in
forma accelerata. Il Commissario potrà chiedere il dissequestro per consentire il completamento dei lavori.
Zone economiche speciali
Le Regioni potranno proporre alla Presidenza del Consiglio dei Ministri l’istituzione di Zone economiche speciali (
Zes). Ogni Zes dovrà comprendere
almeno un’area portuale. Al loro interno saranno praticate condizioni agevolate per lo svolgimento delle attività aziendali.