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Ddl Mezzogiorno, Cup: ‘anche ai professionisti la misura Resto al Sud’

Ddl Mezzogiorno, Cup: ‘anche ai professionisti la misura Resto al Sud’

Proposta l’eliminazione del contributo minimo previdenziale per i primi tre anni a favore degli under 35 e agevolazioni per l'acquisto di beni strumentali

Vedi Aggiornamento del 01/12/2017
Ddl Mezzogiorno, Cup: ‘anche ai professionisti la misura Resto al Sud’
di Paola Mammarella
Vedi Aggiornamento del 01/12/2017
18/07/2017 - I professionisti chiedono di essere inclusi tra i beneficiari delle agevolazioni del disegno di legge “Mezzogiorno” che sembra essere scritto solo per le imprese. La richiesta, oltre ad essere stata formalizzata in alcuni emendamenti al ddl, è stata avanzata dal presidente del Comitato unitario degli Ordini professionali (Cup), Marina Calderone, e accolta dalla Commissione Lavoro della Camera.
 

Professionisti, contributi previdenziali e ‘Resto al Sud’

Marina Calderone ha proposto di agevolare gli under 35 che vogliono avviare la propria professione nelle Regioni del Sud (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia) eliminando per i primi tre anni il contributo minimo previdenziale.
 
In altri termini si chiede di estendere la misura “Resto al Sud” ai giovani professionisti iscritti agli Albi, che sono stati colpiti dalla crisi economica e hanno registrato una forte perdita di clienti e fatturato.
 
Marina Calderone ha spiegato che “una norma che nasce con la finalità di aiutare il tessuto produttivo del Sud non può non contemplare anche una platea di lavoratori della conoscenza che a livello nazionale conta circa 2,5 milioni di iscritti e contribuisce a dare lavoro ad un indotto di altri quattro milioni di persone”.
 
Nella versione attuale, invece, dalle agevolazioni sono espressamente escluse e attività libero-professionali. Gli aiuti, lo ricordiamo, consistono in un finanziamento agevolato fino a 40mila euro per i progetti imprenditoriali collegati all’artigianato, all’industria e alla fornitura di servizi. Per le società e le cooperative già costituite, è previsto un finanziamento di 40mila euro per ogni socio, fino ad un massimo di 200mila euro.
 

Professionisti e beni strumentali

Alcuni emendamenti al disegno di legge chiedono finanziamenti agevolati per facilitare gli investimenti per l’acquisto di attrezzature, impianti, beni strumentali ad uso produttivo, hardware, software e tecnologie digitali al fine di migliorare la loro offerta.
 
Si tratta di applicare anche ai professionisti le agevolazioni per l’acquisto di beni strumentali, così come avviene per gli imprenditori.
 
Le proposte saranno ora discusse dalle Commissioni. Il testo del disegno di legge arriverà tra qualche giorno in Aula al Senato.
 
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