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Codice Appalti, Ance e Anci: ‘si innalzi a 209mila euro la soglia per affidare i progetti’

Codice Appalti, Ance e Anci: ‘si innalzi a 209mila euro la soglia per affidare i progetti’

Oice: ‘pericoloso passo indietro’. E il sito Sbloccacantieri registra 270 cantieri bloccati per un valore di 21 miliardi di euro

Vedi Aggiornamento del 02/11/2018
Codice Appalti, Ance e Anci: ‘si innalzi a 209mila euro la soglia per affidare i progetti’
di Rossella Calabrese
Vedi Aggiornamento del 02/11/2018
20/07/2018 - Sbloccare le opere utili per il Paese attraverso la modifica del Codice Appalti. È questo l’obiettivo del documento predisposto dall’Associazione nazionale dei costruttori edili - ANCE, e dall’Associazione nazionale dei Comuni italiani - ANCI, presentato ieri a Roma.
 
Costruttori e Amministratori locali chiedono di semplificare le norme e le procedure “che costituiscono un freno per il rilancio delle infrastrutture e di tutte le opere piccole e medie di cui il Paese ha bisogno per tornare a crescere”; per questo hanno deciso di lavorare a un progetto organico di revisione della normativa sugli appalti.
 

ANCE: 270 cantieri bloccati per 21 miliardi di euro

“Che il sistema dei lavori pubblici in Italia abbia gravi problemi di funzionamento - spiegano - lo si evince chiaramente anche dal lavoro di ricognizione Ance che sta facendo in questi mesi con il sito sbloccacantieri”.
 
Finora il sito ha ricevuto 270 segnalazioni di cantieri in stallo, per un valore complessivo di 21 miliardi di euro, la gran parte delle quali per scuole, ma anche strade, ponti e grandi arterie autostradali necessarie per rendere competitivo il Paese.
 
Le ricadute che lo sblocco di queste opere pubbliche avrebbero sull’economia nazionale sono state stimate in 330 mila posti di lavoro e in 75 miliardi di euro.
 
“Anche se le risorse ci sono, perché non riusciamo a far partire i cantieri? Perché ci sono delle procedure eccessivamente complesse che poi determinano una situazione di ingessatura”, ha dichiarato il vicepresidente di Ance, Edoardo Bianchi che, insieme al Sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, delegato Anci per Urbanistica e Lavori pubblici, ha illustrato i contenuti del documento.
 
Proposte sulle quali si è registrata anche una grande convergenza da parte delle stazioni appaltanti presenti, a cominciare da Anas, concordi sulla necessità di portare a termine al più presto un percorso di revisione del Codice Appalti, necessario per ridare efficienza e trasparenza al sistema.
 

ANCI: ‘aumentare la soglia per l’affidamento di progetti’

“Per rilanciare il sistema Paese, bisogna semplificare le norme esistenti e utilizzare tutte le risorse disponibili in progetti validi e sostenibili, ma allo stesso tempo bisogna puntare sulla qualità degli spazi urbani attraverso la loro riqualificazione e rigenerazione” - ha detto Occhiuto.
 
“In questo particolare momento storico, Comuni ed imprese condividono temi ed interessi come la rigenerazione, riqualificazione e la sostenibilità dello sviluppo urbanistico”. “Tra di noi c’è assoluta unità di intenti sul fatto che gli investimenti pubblici” vadano indirizzati “verso opere pubbliche che potranno migliorare il volto delle città e quindi la qualità della vita delle persone”.
 
Entrando nel merito delle proposte, Occhiuto ha sottolineato la necessità di puntare “sulla qualità delle opere pubbliche da realizzare dando nuovamente centralità al progetto”. Per questo motivo - ha spiegato - “abbiamo proposto non solo di semplificare gli aspetti procedurali ma anche di aumentare la soglia per l’affidamento di progetti e di portarla alla quota dei servizi, cioè poco più di 200 mila euro”.
 
Sempre sul tema dello snellimento procedurale, Anci ed Ance hanno chiesto di valorizzare il “progetto definitivo che - ha spiegato il delegato all’Urbanistica - è già un livello di definizione che consente al Comune di avere tutte le autorizzazioni necessarie e quindi di evitare la perdita di tempo occorrente per il progetto esecutivo”.
 

OICE: ‘pericoloso passo indietro sul fronte trasparenza’

L’OICE, l’Associazione delle società di ingegneria e architettura, prende posizione sulle proposte di modifiche al codice dei contratti pubblici e, in particolare, sul tema dell’ampliamento dell’appalto integrato e della ‘semplificazione’ degli affidamenti di servizi di ingegneria e architettura.
 
“Le modifiche al Codice - ha detto il Presidente Gabriele Scicolone - devono essere funzionali a rilanciare la capacità di spesa e gli investimenti, ma rimaniamo fermamente convinti che la centralità del progetto esecutivo sia uno degli elementi di maggiore rilievo contenuti nel Codice, che ha peraltro determinato un forte aumento della domanda pubblica di ingegneria di cui hanno beneficiato tanti professionisti, studi e società di ingegneria, oltreché la collettività per effetto di un miglioramento della qualità della progettazione”.
 
“Proposte come quelle che puntano a innalzare da 100.000 a 221.000 euro la soglia per affidare progettazioni e direzioni lavori con procedure negoziate, rappresentano un pericoloso passo indietro sul fronte della trasparenza e della concorrenza e possono aprire le porte a derive non controllabili, anche sul fronte della spesa pubblica. Stiamo parlando di eliminare le vere e proprie gare, e quindi la possibilità per tutti i progettisti di avere una chance di affidamento in un aperto confronto concorrenziale, per una fascia di mercato rilevante e sulla quale la concorrenza deve essere la più ampia possibile” - ha detto Scicolone.
 

Soglia per affidare i progetti, 209.000 o 221.000 euro?

Il documento ANCE-ANCI propone di “riportare gli affidamenti di servizi attinenti all’architettura e all’ingegneria nell’ambito generale dei servizi e delle forniture, per quanto riguarda la soglia limite per affidamenti tramite procedura negoziata, che risulta fissata ad euro 209.000”. In realtà dal 1° gennaio 2018 tale soglia è stata aggiornata al valore di 221.000 euro, come correttamente riportato da OICE nel suo commento.
 
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