14/09/2018 - Norme urgenti volte a velocizzare le operazioni di demolizione e ricostruzione del ponte Morandi, istituzione dell’Agenzia per la sicurezza delle infrastrutture e indennizzi per gli immobili danneggiati.
Queste alcune ‘disposizioni urgenti’ per la città di Genova presenti nel
decreto-legge approvato ieri sera ‘salvo intese’ dal Consiglio dei Ministri per far partire velocemente la ‘macchina dei lavori’ per la città.
Sicurezza infrastrutture: da dicembre un’Agenzia ad hoc
Al fine di rafforzare le misure di prevenzione e di garantire la piena sicurezza nella mobilità e nei trasporti, il decreto prevede
l’istituzione di una Agenzia di vigilanza per la sicurezza delle strade e autostrade (ANSFISA), con parallelo ampliamento degli organici tecnici del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti dedicati ai controlli di sicurezza.
L’Agenzia dovrebbe essere
operativa dal 1° dicembre 2018 e, per i compiti che svolgerà, avrà bisogno di nuovo personale, soprattutto ingegneri, come aveva già
anticipato il Ministro Danilo Toninelli al Congresso degli Ingegneri.
Tra i compiti dell’Agenzia:
la vigilanza tecnica sull’esecuzione dei lavori, la predisposizione di un
piano nazionale per l’adeguamento e lo sviluppo delle infrastrutture stradali e autostradali nazionali ai fini del miglioramento degli standard di sicurezza, attività di studio, ricerca e sperimentazione in materia di sicurezza delle infrastrutture stradali e autostradali.
Infine, il decreto prevede la creazione di una
banca dati sulle opere pubbliche per monitorare i parametri di sicurezza delle infrastrutture, utilizzando sistemi tecnologici innovativi.
Ponte Genova: cosa prevede il decreto
Il decreto-legge introduce disposizioni urgenti volte a
velocizzare le operazioni di demolizione e ricostruzione del ponte Morandi, al sostegno dei soggetti danneggiati per il crollo, alla ripresa delle attività produttive e di impresa, nonché dirette a intraprendere ogni iniziativa necessaria al ripristino della funzionalità dei servizi pubblici e delle infrastrutture.
Si istituisce la figura del Commissario straordinario (ma non viene sciolto il nodo sul nome) per consentire di procedere
alla celere ricostruzione delle infrastrutture danneggiate
in deroga al Codice Appalti, nonché per attuare ogni misura idonea a superare le conseguenze degli eventi dannosi.
Ci sono altre questioni che il decreto non risolve e rinvia ad un successivo Dpcm: non chiarisce quale sarà il ruolo di Autostrade per l’Italia (se sarà completamente esclusa dalla ricostruzione oppure no) non specifica come e a chi saranno affidati i lavori ( se direttamente a Fincantieri o con procedura negoziata con almeno 5 candidati).
Genova, Ance: ok misure eccezionali ma con regole chiare
L’Ance, anche se generalmente contraria alle deroghe alle norme ordinarie, ammette che per Genova, trattandosi di un evento eccezionale, è necessaria la
predisposizione di misure eccezionali. Precisa però che serve “una governance del processo ben definita, e un
insieme di regole che, seppure eccezionali, devono comunque essere
chiare e trasparenti”.
“Ma anche misure eccezionali possono non bastare” aggiunge Ance, “occorre lavorare alla
programmazione puntuale di tutte le fasi progettuali, autorizzative e realizzative dell’opera, altrimenti tra un anno Genova non potrà avere il suo Ponte. Serve, dunque, innanzitutto una valutazione attenta di ciò che è meglio fare per la città e per il suo territorio. Occorre una progettazione di qualità, un processo realizzativo rapido che possa contare sulle migliori professionalità e tecnologie disponibili”.
Decreto Genova: sostegno a privati e imprese
Tra le misure principali in favore della popolazione di Genova colpita dal crollo del viadotto Morandi, si istituisce
un contributo di sostegno per tutti i soggetti coinvolti dalle ordinanze di sgombero o che hanno subito danni materiali.
Alle
imprese danneggiate dal crollo, si riconosce un contributo finalizzato alla mitigazione dei pregiudizi sofferti, impregiudicati i diritti risarcitori nei confronti degli eventuali responsabili.
Sono, inoltre, introdotte misure di
facilitazione fiscale per le imprese genovesi e per la piena ripresa dei traffici portuali, prevedendo l’istituzione di una zona franca urbana e di una zona logistica semplificata per il porto e il retroporto, nonché misure immediate per favorire la viabilità e i collegamenti in entrata e in uscita da Genova, implementando il trasporto pubblico locale.