
Edilizia pubblica, dissesto idrogeologico, infrastrutture: 97,5 miliardi in 15 anni
LAVORI PUBBLICI
Edilizia pubblica, dissesto idrogeologico, infrastrutture: 97,5 miliardi in 15 anni
Bilancio 2019: previsti 2 miliardi per l’edilizia sanitaria e 3,7 miliardi per la manutenzione di scuole e strade nelle province
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del 26/07/2019

31/10/2018 - Sono in arrivo quasi 100 miliardi di euro per gli investimenti in edilizia, sicurezza e infrastrutture da realizzare nei prossimi quindici anni. Lo prevede la bozza di disegno di Legge di Bilancio per il 2019. Rispetto alla versione del 23 ottobre, il testo del 29 ottobre, che dovrebbe ora approdare in Parlamento, ritocca leggermente qualche cifra.
Il testo stabilisce che negli stessi decreti, da approvare per la ripartizione delle risorse, dovrà essere disposta la revoca dei finanziamenti non utilizzati entro 18 mesi dalla loro assegnazione.
Le risorse saranno destinate a tutti gli investimenti pubblici. Nel ddl manca un riferimento espresso alle coperture.
La nuova bozza prevede, inoltre, uno stanziamento di 1.500 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2034.
Le risorse saranno utilizzate per il rilancio degli investimenti degli enti territoriali per lo sviluppo infrastrutturale del Paese e in particolare per edilizia pubblica, manutenzione della rete viaria, dissesto idrogeologico, prevenzione del rischio sismico e valorizzazione dei beni culturali e ambientali. Anche in questo caso non ci sono riferimenti alle coperture
Per la realizzazione di questi interventi, viene riconosciuto un ruolo di coordinamento di primo piano alle Province. La bozza prevede infatti che, in attesa della qualificazione delle stazioni appaltanti prevista dal Codice Appalti, per gli appalti di lavori pubblici l’ambito territoriale di riferimento delle centrali di committenza coinciderà con il territorio provinciale o metropolitano e i Comuni non capoluogo di provincia dovranno ricorrere alla stazione unica appaltante costituita presso le Province e le Città metropolitane.
I 2 miliardi saranno drenati dall’istituendo Fondo per gli investimenti territoriali, che sarà ridotto di 50 milioni di euro in ciascuno degli anni 2021 e 2022, di 200 milioni di euro annui per gli anni dal 2023 al 2031 e di 100 milioni di euro nel 2032.
Fondo Investimenti per le Amministrazioni centrali
A questo Fondo saranno destinati 50,2 miliardi di euro, di cui 2.900 milioni di euro per l'anno 2019, di 3.100 milioni di euro per l'anno 2020 e di 3.400 milioni per ciascuno degli anni dal 2021 al 2033. La bozza del 23 ottobre aveva previsto una dotazione di 51,3 miliardi di euro.Il testo stabilisce che negli stessi decreti, da approvare per la ripartizione delle risorse, dovrà essere disposta la revoca dei finanziamenti non utilizzati entro 18 mesi dalla loro assegnazione.
Le risorse saranno destinate a tutti gli investimenti pubblici. Nel ddl manca un riferimento espresso alle coperture.
Fondo Investimenti per gli enti territoriali
Per gli enti territoriali la bozza prevede un Fondo da 47,3 miliardi di euro di cui 3.000 milioni di euro per l'anno 2019, di 3.400 milioni di euro per l’anno 2020, di 2.000 milioni per l’anno 2021, di 2.600 milioni per l’anno 2022, di 3.000 milioni per l’anno 2023, di 3.400 milioni per l’anno 2024, di 3.500 milioni per ciascuno degli anni dal 2025 al 2026, di 3450 milioni di euro per l’anno 2027, di 3.250 milioni per ciascuno degli anni dal 2028 al 2033.La nuova bozza prevede, inoltre, uno stanziamento di 1.500 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2034.
Le risorse saranno utilizzate per il rilancio degli investimenti degli enti territoriali per lo sviluppo infrastrutturale del Paese e in particolare per edilizia pubblica, manutenzione della rete viaria, dissesto idrogeologico, prevenzione del rischio sismico e valorizzazione dei beni culturali e ambientali. Anche in questo caso non ci sono riferimenti alle coperture
Per la realizzazione di questi interventi, viene riconosciuto un ruolo di coordinamento di primo piano alle Province. La bozza prevede infatti che, in attesa della qualificazione delle stazioni appaltanti prevista dal Codice Appalti, per gli appalti di lavori pubblici l’ambito territoriale di riferimento delle centrali di committenza coinciderà con il territorio provinciale o metropolitano e i Comuni non capoluogo di provincia dovranno ricorrere alla stazione unica appaltante costituita presso le Province e le Città metropolitane.
Edilizia sanitaria
Il ddl di Bilancio 2019 stanzia 2 miliardi di euro per il programma pluriennale di ristrutturazione e ammodernamento tecnologico del patrimonio sanitario pubblico. In questo modo, la dotazione del Fondo apposito, già esistente, passerà da 24 a 26 miliardi di euro.I 2 miliardi saranno drenati dall’istituendo Fondo per gli investimenti territoriali, che sarà ridotto di 50 milioni di euro in ciascuno degli anni 2021 e 2022, di 200 milioni di euro annui per gli anni dal 2023 al 2031 e di 100 milioni di euro nel 2032.