15/12/2020 - Il Superbonus al 110% deve essere
prorogato subito almeno fino al 2023, altrimenti i condomini e le famiglie non potranno programmare gli interventi necessari per mettere in efficienza e in sicurezza migliaia di edifici.
È una grande occasione per far crescere Pil e occupazione in cui tutti devono credere: no ad accordi al ribasso. Inutile
invocare la green economy se poi non utilizziamo le risorse e mettiamo in atto degli strumenti necessari per centrare questo obiettivo.
È questo
l’appello che la filiera delle costruzioni - imprese, artigiani, cooperative, professioni tecniche, società di ingegneria (Ance, Alleanza delle Cooperative, Anaepa Confartigianato, Cna costruzioni, Casartigiani, Claai, Confapi Aniem, Federcostruzioni, Oice e Rete professioni tecniche) -
rivolge al Governo preoccupata per il futuro di una delle poche misure di rilancio dell’economia messa finora in campo.
Le stime non lasciano dubbi: si tratta di una leva che
può generare un giro di affari di 42 miliardi di euro e
più entrate per lo Stato per circa
7,5 miliardi di euro oltre a un
risparmio netto per le famiglie di
600 euro all’anno solo per i consumi energetici.
Tutti benefici economici e quindi occupazionali che rischiano di venire vanificati completamente se la misura avrà
durata breve. Impensabile, infatti, che interventi così complessi possano essere iniziati e completati in un anno. Peraltro, le procedure iniziali sono lunghe e farraginose e necessitano dell’efficienza degli archivi comunali che ora sono in tilt.
Occorre
un lasso temporale congruo, non meno della fine del 2023, per consentire a cittadini e imprese di
programmare e realizzare lavori importanti di riqualificazione energetica e di messa in sicurezza sismica.
L’auspicio è che già nelle prossime ore venga approvata la proroga all’incentivo così da
dare avvio concretamente a migliaia di interventi su edifici e condomini.
Fonte:
ANCE