
Collaudo, l’incarico dato dall’Ente al proprio dipendente va retribuito solo con gli incentivi
NORMATIVA
Collaudo, l’incarico dato dall’Ente al proprio dipendente va retribuito solo con gli incentivi
Anac censura un ente piemontese che aveva pagato i propri dipendenti secondo le tariffe professionali di ingegneri e architetti
Vedi Aggiornamento
del 23/11/2022

14/10/2022 - Un ente pubblico non può retribuire i propri dipendenti per incarichi di collaudo secondo le tariffe professionali di ingegneri e architetti, neanche se ridotti del 50%.
Lo ha chiarito l’Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac) con la Delibera 453 del 5 ottobre 2022, dopo aver esaminato il caso che riguardava un Consorzio di irrigazione e bonifica della provincia di Novara che, in un apposito regolamento per l’affidamento interno dei collaudi, ha previsto il riconoscimento di emolumenti assimilabili ai compensi dovuti ai professionisti.
L’Anac ha spiegato che l’attività affidata al personale interno è premiata esclusivamente con gli incentivi che si aggiungono alla retribuzione ordinaria e che non possono superare il 50% del trattamento economico complessivo annuo lordo.
Al consorzio in questione, riconosciuto come consorzio privato di interesse pubblico - ha chiarito l’Anac -, si applica il codice dei contratti pubblici: gli appalti cui si riferiscono gli incarichi di collaudo conferiti ai dipendenti interni infatti riguardano la gestione “bonifica” dell’ente da ricondurre senz’altro alla figura e alle prerogative dell’organismo di diritto pubblico.
Per quel che riguarda le modalità di remunerazione degli incarichi di collaudo conferiti ai dipendenti, l’Authority Anticorruzione non ritiene coerente con il principio di economicità del codice appalti il riconoscimento di compensi calcolati secondo le tariffe professionali, seppure decurtati del 50%. Tradiscono il principio di economicità anche i compensi a favore dei dipendenti del consorzio per l’attività di commissario di gara, in aggiunta alla normale retribuzione.
L’Anac richiama il consorzio a una stretta osservanza delle norme sull’incentivo per la remunerazione delle funzioni tecniche dando attuazione a quanto previsto dall’articolo 113 del Codice Appalti (Dlgs 50/2016).
Si tratta - ricordiamo - dell’incentivo disciplinato dal comma 2 dell’art. 113, secondo cui le amministrazioni aggiudicatrici destinano ad un apposito fondo risorse finanziarie in misura non superiore al 2%, modulate sull'importo dei lavori, servizi e forniture, posti a base di gara per le funzioni tecniche, al fine di remunerare le prestazioni relative a:
- programmazione della spesa per investimenti;
- valutazione preventiva dei progetti;
- predisposizione e controllo delle procedure di gara;
- esecuzione dei contratti pubblici;
- RUP;
- direzione dei lavori ovvero direzione dell'esecuzione;
- collaudo tecnico amministrativo ovvero di verifica di conformità;
- collaudo statico ove necessario per consentire l'esecuzione del contratto nel rispetto dei documenti a base di gara, del progetto, dei tempi e costi prestabiliti.
Lo ha chiarito l’Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac) con la Delibera 453 del 5 ottobre 2022, dopo aver esaminato il caso che riguardava un Consorzio di irrigazione e bonifica della provincia di Novara che, in un apposito regolamento per l’affidamento interno dei collaudi, ha previsto il riconoscimento di emolumenti assimilabili ai compensi dovuti ai professionisti.
L’Anac ha spiegato che l’attività affidata al personale interno è premiata esclusivamente con gli incentivi che si aggiungono alla retribuzione ordinaria e che non possono superare il 50% del trattamento economico complessivo annuo lordo.
Al consorzio in questione, riconosciuto come consorzio privato di interesse pubblico - ha chiarito l’Anac -, si applica il codice dei contratti pubblici: gli appalti cui si riferiscono gli incarichi di collaudo conferiti ai dipendenti interni infatti riguardano la gestione “bonifica” dell’ente da ricondurre senz’altro alla figura e alle prerogative dell’organismo di diritto pubblico.
Per quel che riguarda le modalità di remunerazione degli incarichi di collaudo conferiti ai dipendenti, l’Authority Anticorruzione non ritiene coerente con il principio di economicità del codice appalti il riconoscimento di compensi calcolati secondo le tariffe professionali, seppure decurtati del 50%. Tradiscono il principio di economicità anche i compensi a favore dei dipendenti del consorzio per l’attività di commissario di gara, in aggiunta alla normale retribuzione.
L’Anac richiama il consorzio a una stretta osservanza delle norme sull’incentivo per la remunerazione delle funzioni tecniche dando attuazione a quanto previsto dall’articolo 113 del Codice Appalti (Dlgs 50/2016).
Si tratta - ricordiamo - dell’incentivo disciplinato dal comma 2 dell’art. 113, secondo cui le amministrazioni aggiudicatrici destinano ad un apposito fondo risorse finanziarie in misura non superiore al 2%, modulate sull'importo dei lavori, servizi e forniture, posti a base di gara per le funzioni tecniche, al fine di remunerare le prestazioni relative a:
- programmazione della spesa per investimenti;
- valutazione preventiva dei progetti;
- predisposizione e controllo delle procedure di gara;
- esecuzione dei contratti pubblici;
- RUP;
- direzione dei lavori ovvero direzione dell'esecuzione;
- collaudo tecnico amministrativo ovvero di verifica di conformità;
- collaudo statico ove necessario per consentire l'esecuzione del contratto nel rispetto dei documenti a base di gara, del progetto, dei tempi e costi prestabiliti.