Network
Pubblica i tuoi prodotti
La distanza dalla strada e la data del vincolo influiscono sull’esito del condono
di Redazione Edilportale

La distanza dalla strada e la data del vincolo influiscono sull’esito del condono

Il Tar Campania spiega in quali casi il Comune deve negare la sanatoria di un’opera e quando può chiedere il parere dell’autorità preposta

Condono edilizio - Foto: asureka 123RF.com
Condono edilizio - Foto: asureka 123RF.com
di Redazione Edilportale
edilportale+
04/12/2024 - Le istanze di condono edilizio necessitano spesso di molto tempo per essere evase. Per decidere se concedere o meno il condono edilizio, il Comune deve valutare diversi aspetti, come il rispetto dei requisiti prescritti dalle norme sulla sanatoria straordinaria.
 
C’è poi il rischio che tali requisiti siano interpretati in modo diverso, dando luogo a contenziosi che possono allungare ancora di più i tempi.
 
Di recente la giurisprudenza ha risolto il caso di un abuso edilizio realizzato in prossimità della strada. I giudici hanno chiarito che è necessario accertare la presenza di eventuali vincoli, ma soprattutto la data in cui sono stati apposti.
 

Il dubbio sull’esito del condono edilizio

Il caso è iniziato quasi quarant’anni fa, quando il proprietario di un immobile, regolarmente assentito, ha realizzato un ampliamento in sopraelevazione, per il quale ha presentato richiesta di condono edilizio a settembre 1986, ai sensi della Legge “Nicolazzi” (L. 47/1985).
 
Dato che l’immobile si trova nei pressi di un’autostrada, il Comune ha chiesto alla società che gestiva le autostrade della zona di dichiarare l’eventuale presenza di vincoli ed esprimere il proprio parere.
 
La società ha risposto che le opere sono state realizzate nella fascia di rispetto di 60 metri prevista dal Codice della strada e dal suo Regolamento di esecuzione. Tali norme prevedono il divieto di edificabilità assoluta e inderogabile nell’ambito della fascia di rispetto autostradale, per una distanza di 60 metri fuori dai centri abitati e di 30 metri nei centri abitati.
 
Per questo motivo, la società ha affermato che le opere non possono essere condonate e il Comune ha quindi rigettato la richiesta di condono edilizio.
 
Il richiedente ha quindi presentato ricorso al Tar.
 

Per il condono edilizio fondamentali la distanza dalla strada e la data del vincolo

Il Tar Campania, con la sentenza 2331/2024, ha spiegato che, secondo l’articolo 33 della L. 47/1985, è vietato il rilascio del condono edilizio in presenza di vincoli imposti dalle norme statali, regionali e dagli strumenti urbanistici che comportano l’inedificabilità assoluta dell’area.
 
I giudici hanno aggiunto che, in questi casi, il rilascio del condono edilizio non è mai consentito, indipendentemente dalla richiesta di parere all’autorità preposta alla tutela del vincolo.
 
Il Tar ha spiegato che, per consolidata giurisprudenza, il vincolo imposto sulle aree che si trovano nella fascia di rispetto stradale è un vincolo di inedificabilità assoluta. Questo significa che è vietata la realizzazione di qualsiasi opera, indipendentemente dalle sue caratteristiche.
 
Secondo i giudici, quindi, le opere realizzate dopo l’imposizione del vincolo non sono sanabili. In presenza di tali presupposti, il Comune deve negare il condono edilizio.
 
Se, invece, le opere abusive sono state realizzate prima dell’imposizione del vincolo, il condono edilizio può essere concesso a condizione che l’autorità preposta alla tutela del vincolo si esprima in modo favorevole, come previsto dall’articolo 32 della L. 47/1985.
 
Nel caso esaminato, dato che la sopraelevazione è stata realizzata quando il vincolo era già in vigore, i giudici hanno confermato il diniego del condono edilizio.
 
Le più lette