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Qualifiche professionali: piattaforme comuni per il riconoscimento

Qualifiche professionali: piattaforme comuni per il riconoscimento

Dalla Ue linee guida per la creazione di piattaforme che dispensino i professionisti dalle misure di compensazione

Vedi Aggiornamento del 30/01/2008
di Rossella Calabrese
Vedi Aggiornamento del 30/01/2008
24/01/2006 - Nel settembre del 2005, l’Unione europea ha emanato la direttiva 2005/36 relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali, per facilitare la libera circolazione dei professionisti nell’Unione. Alcuni giorni fa sono state adottate le Linee guida per l’adozione delle “piattaforme comuni”. La direttiva 2005/36 stabilisce regole omogenee per svolgere nella Ue la professione per la quale si è studiato nel Paese d’origine e prevede che il riconoscimento dei titoli avvenga secondo parametri minimi di formazione. Ogni governo decide quali sono i livelli di cultura e di formazione minima per l'accesso alle singole professioni e chi deve autorizzarne l'esercizio e controllarne lo svolgimento. Lo Stato ospitante può, inoltre, richiedere provvedimenti di compensazione, come tirocini o prove, nel caso in cui non ci sia perfetta corrispondenza tra la qualifica conseguita e quella richiesta per la professione. Al fine di semplificare i meccanismi di compensazione, l’articolo 15 della suddetta direttiva, concernente “Dispensa da provvedimenti di compensazione in base a piattaforme comuni”, prevede la creazione di “piattaforme comuni” definite come “l'insieme dei criteri delle qualifiche professionali in grado di colmare le differenze sostanziali individuate tra i requisiti in materia di formazione esistenti nei vari Stati membri per una determinata professione”. Tali piattaforme potranno essere progettate sia dagli Stati membri che da associazioni o organismi professionali rappresentativi a livello nazionale ed europeo, e sottoposte alla Commissione europea. Se la Commissione approva la piattaforma proposta, emana un provvedimento (che avrà carattere volontario) in base al quale un richiedente in possesso delle qualifiche professionali previste dalla piattaforma viene automaticamente dispensato dall'applicazione dei provvedimenti di compensazione. Le Linee guida spiegano che la creazione delle piattaforme comuni richiede in primo luogo che venga compilato un inventario sulla situazione attuale negli Stati membri, considerando vari aspetti: in quali Stati la professione è regolata; il livello di qualificazione richiesto nei diversi Stati; i campi di attività della professione ed il contenuto della formazione nei vari Stati. Successivamente si può procedere alla definizione della piattaforma in base alle informazioni raccolte sulla situazione della professione nei vari Stati. Lo scopo della piattaforma – precisano le linee guida - non è quello di costringere gli Stati membri a modificare la legislazione nazionale, ma quello di "predefinire" criteri di qualificazione in modo da superare le differenze fra i diversi percorsi formativi e quindi dispensare il richiedente dalle misure di compensazione. A questo punto lo Stato o l’Ordine professionale presenta il progetto di piattaforma alla Commissione europea la quale, dopo consultazioni con lo Stato membro e con un gruppo di esperti, può approvarlo.
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