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Rinnovabili, l’Europa a sostegno dell’efficienza

Rinnovabili, l’Europa a sostegno dell’efficienza

Nel 2010 i piani energetici nazionali, spazio alla collaborazione tra Stati

Vedi Aggiornamento del 30/11/2010
di Paola Mammarella
Vedi Aggiornamento del 30/11/2010
17/06/2009 - L’Europa torna ad occuparsi di energie rinnovabili. È stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea la Direttiva 2009/28/CE , per la modifica e la successiva abrogazione delle Direttive 2001/77/CE e 2003/30/CE.
 
Lo stretto collegamento tra sviluppo delle energie da fonti rinnovabili e miglioramento dell’efficienza energetica è al centro delle priorità comunitarie insieme alla commercializzazione delle tecnologie decentrate, che sfruttano le risorse locali in base alle specificità territoriali e abbattono i costi di trasporto.
 
Obiettivi comunitari : Le possibilità di sviluppare le energie alternative variano a seconda dello Stato membro, è quindi necessario dare certezza agli investitori, fissando obiettivi nazionali obbligatori, come il miglioramento dell’efficienza energetica del 20% entro il 2020. Misure che si accompagnano al rendimento energetico in edilizia e all’aumento nel ricorso alle rinnovabili per beneficiare dei progressi tecnologici e delle economie di scala. Il punto di partenza per la valutazione dell’incremento nell’uso delle energie pulite è l’anno 2005, il più recente per il quale si dispone di dati affidabili sulle quote nazionali. L’Italia dovrà aumentare la propria produzione di energia da fonti rinnovabili passando dal 5,2% al 17%.
 
Modalità di intervento : Spetterà agli Stati membri migliorare l’efficienza di tutti i settori economici. Al primo posto per consumi e potere di inquinamento si collocano i trasporti, per i quali l’adeguamento risulta tanto più difficile quanto maggiore è la crescita di domanda energetica.
 
Collaborazione tra Stati : Secondo la Direttiva ogni Paese deve incoraggiare il ricorso alle rinnovabili, con la possibilità di adottare misure di sostegno per il conseguimento degli obiettivi comunitari. Gli Stati hanno infatti l’obbligo di predisporre un piano nazionale per le energie alternative che, sulla base degli accordi di Kyoto, potrà avvalersi anche della pianificazione comune con altri Paesi membri o terzi. I progetti congiunti potranno includere gli operatori privati, senza superare il limite del 2020. Per l’inclusione dei Paesi non comunitari l’energia deve essere consumata all’interno dell’Unione Europea e prodotta in un impianto di nuova costruzione.
 
Termini per l’adeguamento : Tutti i Paesi europei dovranno conformarsi alla direttiva europea, predisponendo le proprie disposizioni legislative, regolamentari e amministrative, entro il 5 dicembre 2010. Entro il 30 giugno 2009 la Commissione adotta un modello per i piani di azione nazionali, attendendo le proposte di risposta per il 30 giugno 2010. Sei mesi prima della presentazione lo Stato pubblica un documento previsionale contenente una stima della produzione eccedentaria e della domanda di energia. Sono possibili proroghe o parziali modifiche degli obiettivi per i Paesi che per difficoltà strutturali interne non riescono ad adeguarsi agli standard comunitari.
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