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Rinnovabili, Europa compatta sul cambio di clima

Rinnovabili, Europa compatta sul cambio di clima

Proposti aiuti internazionali per non mancare gli obiettivi di Copenhagen

Vedi Aggiornamento del 30/11/2010
di Paola Mammarella
Vedi Aggiornamento del 30/11/2010
03/11/2009 - Unione Europea compatta sui cambiamenti climatici. I 27 Paesi membri arriveranno al vertice di Copenhagen con un accordo politico con cui si impegnano a negoziare non solo un pacchetto di aiuti internazionali da 100 miliardi di euro l'anno da destinare ai Paesi più poveri, ma anche la trattazione di “quote di impegno” perché Stati Uniti, Cina e India non falliscano gli obiettivi di risanamento ambientale.
 
Obiettivi : L’Europa affronta così in modo unitario gli ultimi incontri prima del vertice mondiale di dicembre. Fino al 6 novembre è infatti in corso a Barcellona l’ultima cruciale serie di meeting per la definizione di un accordo onnicomprensivo, con misure da attuare dopo il 2012 in sostituzione del Protocollo di Kyoto.
 
La prima fase di incontri si è svolta in Thailandia, a Bangkok, dal 28 settembre al 9 ottobre, facendo registrare qualche progresso sugli elementi costitutivi essenziali della bozza di accordo da discurete a Copenhagen.
 
Sono stati riscontrati obiettivi comuni per quanto riguarda l’uso del suolo, la variazione di uso delle foreste. Progressi registrati anche su alcuni aspetti metodologici legati al calcolo dei potenziali di riscaldamento globale di nuovi gas serra e sul rafforzamento del Meccanismo di Sviluppo Pulito.
 
Nuove aspettative : Visti i risultati raggiunti, a Barcellona si cerca ora una soluzione alla mancanza di chiarezza che contraddistingue i propositi dei Paesi partecipanti e alla divergenza su alcuni punti chiave, come i finanziamenti per la mitigazione e l’adattamento delle tecnologie.
 
Situazione attuale : La lotta al global warming necessita di decine di miliardi di dollari. L’Unione Europea ha messo sul tavolo negoziale 7,5 miliardi per i prossimi tre anni. La cifra dovrebbe salire fino a 100 o 150 miliardi complessivi entro il 2020. Obiettivo raggiungibile solo con la piena collaborazione di Stati Uniti e Paesi emergenti.
 
Nonostante siano molti gli esponenti internazionali che mettono in dubbio il pieno successo di Copenhagen, il vertice delle Nazioni Unite per gli ambientalisti si pone come uno spartiacque tra il rilancio delle politiche anti CO2 e l’accelerazione del surriscaldamento globale.
 
In quest’ottica anche un accordo politico non vincolante potrebbe essere considerato un risultato parziale da proseguire con ulteriori negoziati nel 2010.
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