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Cambiamenti climatici, via al vertice di Copenhagen

Cambiamenti climatici, via al vertice di Copenhagen

Da Kyoto Club e Sviluppo Sostenibile proposte per un trattato vincolante

Vedi Aggiornamento del 30/11/2010
di Paola Mammarella
Vedi Aggiornamento del 30/11/2010
07/12/2009 - Inizia oggi il vertice di Copenhagen contro il surriscaldamento della terra e i mutamenti climatici. Kyoto Club e Fondazione Sviluppo Sostenibile hanno presentato cinque proposte di cui l’Italia dovrebbe farsi promotrice.
 
Le proposte : Assenza di ulteriori rinvii e definizione di un trattato legalmente vincolante, riduzione delle emissioni di gas serra del 30% entro il 2020 rispetto al 1990 per i paesi più industrializzati, impegni di riduzione anche da parte dei paesi di nuova industrializzazione, in particolare della Cina, meccanismi di cooperazione internazionale per le misure di adattamento, per il trasferimento tecnologico e il sostegno dei Paesi in via di sviluppo, efficaci sistemi di controlli e sanzioni. Sono le istanze che l’Italia dovrebbe discutere, cercando di acquisire un ruolo da protagonista durante il convegno.
 
Secondo Edo Ronchi, Presidente della Fondazione Sviluppo Sostenibile, per mantenere l’aumento della temperatura entro i 2 gradi dal 2000 al 2050 non si dovrebbero immettere in atmosfera più di 1.000 Gton di CO2. Al momento ne sono già state emesse 313, ciò significa che ne rimangono 687.
 
In Italia si è potuto assistere a una riduzione delle emissioni inquinanti per una serie di fattori concomitanti, non da ultimo la crisi economica, che ha causato una battuta di arresto nella produzione industriale.
 
Per riuscire a centrare gli obiettivi di sostenibilità il Governo dovrebbe però impegnarsi insieme alle Regioni per un programma di sviluppo delle rinnovabili, con l’obiettivo del 17% del consumo finale lordo. Necessario anche l’aggiornamento degli incentivi e la rimozione degli ostacoli burocratici per la diffusione delle energie alternative.
 
Utile anche la diffusione dell’efficienza energetica negli edifici pubblici e nelle imprese, attraverso il rilancio del programma “Industria 2015” e la promozione di consumi sostenibili e acquisti pubblici verdi.
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